VITA E OPERE ALESSANDRO TURCHI

1545- La famiglia Turchi, proveniente da Illasi, nella provincia veronese, è registrata per la prima volta a Verona dove, dopo il 1541, è venuto ad abitare il nonno del pittore, "Leonardo spadar".
1578- Alessandro Turchi nasce a Verona, figlio primogenito di Silvestro, spadaio, e di sua moglie Elisabetta.
1595- I Campioni d’estimo veronesi registrano "Silvester de Turcis cecus mendicans olim spatarius". Il padre di Alessandro Turchi, divenuto "orbo", forse in seguito a un incidente sul lavoro, vive di elemosina, accompagnato dal figlio, che perciò viene chiamato l’Orbetto.
1597- Nel testamento di un orafo veronese è menzionato "Messer Alessandro Pittore domestico di Messer Felice Brusasorzi Pittore". Sotto Felice Brusasorzi, Alessandro Turchi "apprese non solo i principi dell’arte, ma molto si avanzò nella sua pratica" (Dal Pozzo, 1718).
1603- Da una registrazione anagrafica, il venticinquenne Alessandro Turchi appare ufficialmente qualificato come "pittor".
1605- Dopo la morte di Felice Brusasorzi, Alessandro Turchi termina, assieme a Pasquale Ottino, la Caduta della manna (cat. 75) in San Giorgio in Braida, e, da solo, la pala di San Raimondo di Peñafort (cat. 76) per l’altare Mazzoleni in Santa Anastasia.
- Lo stesso anno firma la Maddalena penitente (cat. 77) per l’altare Da Prato nella chiesa di San Tomaso Cantuariense a Verona.
1606- L’Accademia Filarmonica di Verona, decide di far "dipingere dentro e fuori le portelle et la cassa" [dell’organo], "con quel miglior modo e prestezza che parerà". Alessandro Turchi è l’esecutore delle pitture delle portelle, raffiguranti la Musica, la Poesia, il Valore (cat. 5) e la Fortezza, oggi conservate nelle Collezioni Reali di Windsor.
1608- Tale data è apposta sull’iscrizione dell’altare eretto in San Fermo Maggiore a Verona dall’Arte dei Falegnami (o Marangoni), in onore dei santi patroni Giuseppe, Girolamo e Antonio abate, che compaiono raffigurati nella pala di Turchi con l’Adorazione dei pastori (cat. 80)
1609- Alessandro Turchi viene aggregato, su sua richiesta, all’Accademia Filarmonica di Verona.
1610- Questa data si leggeva nell’iscrizione originale dell’altare dedicato all’Assunta nella chiesa di San Luca a Verona da Bernardino Rosa Morando, che vi collocò l’Assunzione della Vergine (cat. 83) di Turchi.
- In data 11 settembre il Consiglio cittadino affida al provveditore di Comune Girolamo Novarini e al conte Francesco Da Sesso il compito di spendere "ex aere publico ducati sexaginta in pictura excellenti manu conficienda et ornanda", da offrire come dono di battesimo della città di Verona a Girolamo, figlio del camerlengo veneziano Giacomo Marino. Il dipinto è identificabile con l’Allegoria degli Uffizi (cat. 11).
1612- Il pittore firma la ricevuta di saldo dei cinquanta ducati pattuiti con l’Arte degli Orefici per la pala, oggi perduta, raffigurante la Madonna in gloria e i santi Giovanni Battista, Eligio e Francesco.
1613- Alessandro Turchi firma e data il grande telero con la Vittoria dei Veronesi sui Vicentini a Pontalto (cat. 13) destinato alla decorazione della Sala del Consiglio a Verona, oggi a Castelvecchio.
1614- Turchi firma la Fondazione di Santa Maria Maggiore, (cat. 86) ora a Castelvecchio. Nello stesso anno Alessandro e il fratello Simone non compaiono registrati in alcuna contrada veronese, né allibrati nell’estimo del 1616.
16161617 - Durante questi due anni si susseguono i pagamenti per la decorazione a fresco della Sala Regia del Quirinale in Roma, nella quale Turchi dipinge l’ovale con la Raccolta della manna. Altri svariati pagamenti, in diverse date, sono registrati per dipinti fatti da Turchi per il cardinale Scipione Borghese, fra cui il Cristo morto con la Maddalena e angeli, (cat. 15) ora alla Galleria Borghese.
1618- Il "Signor Alesandro Turchi" – in altro documento "Alessandro Veronese" – risulta tra gli iscritti all’Accademia di San Luca a Roma.
1619- La pala raffigurante i Quaranta martiri (cat. 88) è collocata nella Cappella degli Innocenti in Santo Stefano a Verona, assieme alla Strage degli Innocenti di Pasquale Ottino e ai Cinque vescovi martiri di Marcantonio Bassetti.
- Nello stesso anno si registra, da parte di casa Borghese, un pagamento per un dipinto per la "Cappella della nuova fabbrica di Mondragone".
1620- Francesco Pona nel suo Sileno, tra i dipinti appartenenti alla collezione veronese del conte Giangiacomo Giusti, descrive sei opere di Turchi, giudicandole "le miglior cose ch’egli abbia fatto": un soffitto con la Fama volante, dipinta "nella prima sua gioventù", un perduto Ritratto di Giangiacomo Giusti, un’Allegoria della Fama tra Mercurio e Pallade (Verona, collezione privata) e tre tele raffiguranti la Fede (cat. 21, Verona, collezione privata), la Carità (cat. 23, Melbourne, National Gallery of Victoria) e la Speranza (cat. 22, Detroit, Institute of Arts).
1621- Tra il 1617 e il 1621, quando il Mancini scrive le sue Considerazioni sulla pittura, Turchi ha già dipinto la Madonna in gloria con san Carlo Borromeo per la chiesa di San Salvatore in Lauro a Roma (cat. 17) , l’Ercole e Onfale, ora nella Alte Pinakothek di Monaco, e una lavagna di soggetto non precisato, "molto bella e molto ben intesa" per il capitano Sacripante.
- Nel 1621 esegue per il cardinale francese François de Sourdis la Resurrezione di Cristo, (cat. 25) ora nella cattedrale di Sant’Andrea a Bordeaux, e, l’11 settembre, invia l’Adorazione dei Magi alla famiglia Gherardini a Verona (cat. 89).
1623- Alessandro Turchi si sposa con Lucia San Giuliano.
1629- Pagamento di centodieci scudi ad Alessandro Veronese a saldo del dipinto "rappresentante S. Antonio di Padova" (cat, 35) di Caprarola.
1631- Nell’inventario dei dipinti che ornavano la galleria del Palazzo Mattei di Giove, collezionati da Asdrubale Mattei, figurano una "Santa Marta, e Santa Maria Madalena sopra la porta che s’entra d’Antonio Veronese", e "La Sammaritana del Veronese" (cat. 36) ora in collezione privata.
1634- Alessandro Turchi diviene Primo Rettore dell’Accademia di San Luca.
1637- Elezione di Alessandro Turchi a Principe dell’Accademia di San Luca, sotto il patrocinio del cardinale Francesco Barberini.
1638- Turchi entra nella Pontificia Accademia dei Virtuosi a Roma.
1640- Cecilia, figlia di Alessandro Turchi, sposa il pittore Giacinto Gimignani.
1641- In tale anno sarebbero state poste sugli altari della chiesa veronese di Santa Maria della Neve (detta anche la Disciplina della Giustizia), appena rinnovata, cinque pale di Turchi, inviate da Roma al marchese Gasparo Gherardini.
1644- La pala del Turchi raffigurante l’Estasi di san Francesco con sant’Antonio abate (cat. 90) viene collocata sull’altare della famiglia Meneri nella sagrestia di Santa Maria in Organo.Il nobile Lombardo Lombardi ordina nel suo testamento che dai suoi curatori, tra i quali figura anche il marchese Gasparo Gherardini, gli sia fatto erigere nella chiesa di San Nicolò "un altare con palla nella quale sijno l’effigie dell’Anontiata, di S. Iseppo et di S. Giovanni Battista".
1646- Risultano pagati a Turchi a Roma 221 ducati a saldo "della palla fatta fare per l’altare in S. Nicolò" (cat. 91).
1648- Nella galleria di Giovan Pietro Curtoni a Verona, tra le opere degli autori "moderni" figurano alcuni dipinti dell’Orbetto.
1649- Atto di morte di Alessandro Turchi, datato 22 gennaio.