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Rampollo di un’illustre
famiglia di artisti, Louis Dorigny nacque a Parigi nel 1654 ed ebbe
la sua prima formazione alla scuola di Charles Le Brun. Giovanissimo,
nel 1671, si trasferì a Roma, dove poté maturare il
linguaggio classicistico appreso in patria grazie alla conoscenza
delle opere dei grandi maestri del Rinascimento e al contatto diretto
con il linguaggio barocco. Dal 1678 si fissò per un decennio
a Venezia. Qui egli divenne l’artista preferito delle ricche
famiglie di recente nobiltà (Tron, Manin, Widmann, Zenobio).
Le opere più importanti dell’artista durante questo
soggiorno veneziano sono le tele e gli affreschi realizzati a Ca’
Tron e Ca’ Zenobio.
Già alla fine degli anni ottanta Dorigny è documentato
a Verona, dove risiederà fino alla morte, nel 1742, alternandosi
tra le numerose commissioni veronesi e una sempre più vasta
attività nell’entroterra veneto, da Bergamo a Udine.
Negli anni della maturità fece due importanti viaggi all’estero:
il primo a Parigi, nel 1704-1706, dove sperò invano di essere
ammesso all’Accademia, il secondo a Vienna, nel 1711-1712,
chiamato dal principe Eugenio di Savoia a decorare il suo Palazzo
d’inverno.
Della sua apprezzatissima attività di frescante rimangono
testimonianze, a Verona e dintorni, in palazzo Spolverini, in villa
Della Torre, in villa Allegri a Grezzana; a Vicenza nel salone centrale
della palladiana Rotonda, in palazzo Repeta e in palazzo Leoni Montanari;
nella chiesa degli Scalzi a Venezia, dove affrescò la cappella
della famiglia Manin, che gli commissionò anche la decorazione
del coro del duomo di Udine e della villa di Passariano. Perduta
è invece l’opera più impegnativa della sua operosa
vecchiaia, condotta a quasi ottant’anni d’età,
la decorazione a fresco del duomo di Trento.
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