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San Luigi Gonzaga soccorre
gli appestati
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Questo gruppo di sette tele (che
in origine dovevano essere dieci) proviene dalla chiesa di San Sebastiano
dei padri gesuiti, dove era disposto a formare un fregio in altrettante
nicchie degli intercolumni. Nel registro superiore, in corrispondenza
a queste, erano collocate dieci Storie dei Maccabei, dipinte
da Balestra, Brentana, Bellotti, Perini, Salis, Torelli, Santo Prunato,
il veneziano Giambattista Tiepolo e ancora Dorigny, autore del
Sogno di Giuda Maccabeo. Questo secondo e più monumentale
ciclo è andato distrutto (tranne il dipinto di Tiepolo, conservato
a Castelvecchio) durante la seconda guerra mondiale. Allo stesso Dorigny
spettava anche il bozzetto preparatorio per l’affresco del soffitto,
realizzato dal ferrarese Giacomo Parolini.
Le tele rappresentano alcuni episodi della vita dei santi Luigi Gonzaga
e Stanislao Kostka, appartenenti entrambi alla Compagnia di Gesù
e canonizzati da papa Benedetto XIII nel 1726. Questa data può
valere come punto di riferimento per la loro cronologia. A queste
storie, trasfigurate nel monocromo azzurro e stagliate contro cieli
dorati (quasi una ripresa del fondo d’oro bizantino), la pittura di
Dorigny conferisce un carattere spiccatamente onirico, in cui l’economia
dei mezzi è messa al servizio di una maggiore concentrazione
espressiva.
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