Alla Terza Biennale
Internazionale di Architettura, nel 1985, Peter Eisenman ha vinto
il Leone di Pietra per “Moving Arrows, Eros, and Other Errors:
Romeo + Juliet” un progetto che coinvolgeva i castelli dei Montecchi
e dei Capuleti a Verona. Nel 1991, l’Aronoff Center for Design
and Art è stato uno dei due progetti presentati dal Padiglione
Statunitense alla Biennale di Architettura, e nel 2002, il suo City
of Culture of Galicia è stato il progetto presentato alla VIII
Biennale. Quest’anno progetterà una installazione speciale
per “Metamorfosi”, tema della IX Biennale di Architettura
che si aprirà a settembre.
Oltre al concorso di Napoli, la Eisenman Architects ha presentato
proposte per la Chiesa dell’Anno 2000 a Roma (1996) e per il
concorso del Monte dei Paschi a Siena (1988); un progetto per il Museo
del Futurismo a Rovereto (1986) ed un padiglione temporaneo per la
Piazza Interni a Milano (2002).
Oggi la Eisenman Architects sta costruendo uno stadio polifunzionale
da 68.000 posti per la squadra di football degli Arizona Cardinals
a Phoenix, e, in Spagna, un complesso culturale di 70.000 mq (che
comprende un museo, una biblioteca e un teatro dell’Opera) per
la Città della Cultura della Galicia a Santiago de Compostela,
nonché il Monumento alle Vittime dell’Olocausto, a Berlino.
Lo studio ha progettato lo stadio Olimpico per la proposta di ospitare
a Lipsia, in Germania, le Olimpiadi dell’Estate 2012, proposta
che verrà definita quest’anno. Nell’autunno del
2002, la Eisenman Architects ha fatto parte del gruppo dei quattro
studi newyorchesi scelti per proporre idee per il sito del World Trade
Center.
Scrittura e insegnamento hanno sempre costituito parte integrante
della carriera professionale di Peter Eisenman. Nel 1967 ha fondato
l’Institute for Architecture and Urban Studies (IAUS), un serbatorio
internazionale di pensiero architettonico, di cui è stato direttore
fino al 1982. È stato direttore della rivista Oppositions e
degli Oppositions Books, le cui pubblicazioni includono The Architecture
of the City, di Aldo Rossi, rivisto insieme da Peter Eisenman e Aldo
Rossi per l’edizione americana (1982). Il libro Five Architects:
Eisenman, Graves, Gwathmey, Hejduk, Meier, pubblicato nel 1972, è
stato alla base della mostra sul lavoro dei “Five” presso
l’Istituto di Analisi Architettonica di Napoli nel 1976. Il
catalogo della mostra, Five Architects NY, conteneva anche il saggio
di Manfredo Tafuri, “Les bijoux indiscrets” (Officina
Edizioni Roma).
La carriera accademica di Peter Eisenman include l’insegnamento
a Princeton, Yale, allo IAUV a Venezia, e all’ETH a Zurigo.
Ad Harvard, ha ricoperto la cattedra “Arthur Rotch” per
l’Architettura dal 1982 al 1985, ed è stato l’“Eliot
Noyes Visiting Design Critic” nel 1993. È il primo “Irwin
S. Chanin Distinguished Professor of Architecture” alla Cooper
Union di New York City, ed attualmente ricopre anche la cattedra di
“Louis Kahn Professor of Architecture” a Yale.
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Tra i suoi tanti libri ricordiamo: House
X (Rizzoli, 1982), Fin d'Ou T HouS (The Architectural Association,
1985), Moving Arrows, Eros and Other Errors (The Architectural Association,
1986), Houses of Cards (Oxford University Press, 1987). Tra le sue
opere recenti: Chora L Works (Monacelli Press, 1997) scritto insieme
a Jacques Derrida, e Diagram Diaries (Universe, 1999). Tra i libri
che ne presentano l’opera: The Wexner Center for the Visual
Arts (Rizzoli, 1989); Cities of Artificial Excavation (Canadian Centre
for Architecture, e Rizzoli, 1994); Eleven Architects in Search of
a Building (Monacelli Press, 1997); e le monografie Eisenman Architects
(Images Press, 1995); Peter Eisenman: Opere e progetti, a cura di
Pippo Ciorra (Electa, 1993) e Mistico Nulla: L’opera di Peter
Eisenman, di Renato Rizzi (Motta Architettura, 1996). Nel 2003, la
Monacelli Press ha pubblicato il suo Blurred Zones: Investigations
of the Interstitial, Eisenman Architects 1988-1998, che include saggi
e progetti di quel periodo. Il suo lavoro è stato pubblicato
anche in numeri speciali di Casabella, A+U in Giappone, El Croquis
in Spagna, WA a Pechino, e in Italia quest’anno, Area e Anfione
Zeta.
Nel 2001 Peter Eisenman ha ricevuto la Medal of Honor dal New York
Chapter of the American Institute of Architects, e il 2001 Cooper-Hewitt
National Design Award in Architecture dalla Smithsonian Institution.
L’anno scorso gli è stato conferito il Premio Internacional
de Artes Plásticas dalla Fundación Cristóbal
Gabarrón per il 2003 in Spagna. Eisenman ha ricevuto anche
una Guggenheim Fellowship, l’Arnold W. Brunner Prize dall’American
Academy of Arts and Letters, e una borsa dal National Endowment for
the Arts. È membro dell’American Academy of Arts and
Sciences e dell’American Academy of Arts and Letters. Tra i
suoi edifici premiati ricordiamo il Wexner Center for the Visual Arts
e la Fine Arts Library della Ohio State University a Columbus, nonché
l’edificio della sede centrale della Koizumi Sangyo Corporation
a Tokyo, che ha ricevuto vari National Honor Awards for Design dall’American
Institute of Architects. Anche il progetto di edilizia popolare al
Checkpoint Charlie, lungo il Muro di Berlino, ha ricevuto un National
Honor Award ed è stato riprodotto in un francobollo della Germania
occidentale emesso per commemorare i 750 anni della Città di
Berlino.
Peter Eisenman ha un diploma in architettura della Cornell University,
una laurea della Columbia University, un Master e un Ph.D. della University
of Cambridge. Gli è stata conferita la laurea ad honorem in
Belle Arti dalla University of Illinois, Chicago, e dal Pratt Institute
di New York. Nel 2003 è stato scelto per ricevere la Laurea
honoris causa in Architettura dall’Università di Roma,
La Sapienza. La cerimonia di assegnazione si è svolta nel marzo
scorso.
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