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L’installazione di Peter Eisenman a Castelvecchio nasce dall’interesse che l’architetto americano ha verso la comprensione profonda dei processi operativi di alcuni maestri dell'architettura del Novecento - notissima è la sua rilettura di Giuseppe Terragni - e dall'attenzione verso i luoghi ricchi di storia, dove si intrecciano e si stratificano vicende ed epoche diverse. In questo senso Castelvecchio rappresenta il luogo della memoria per eccellenza e, d’altro canto, l’intervento di Carlo Scarpa ha dato un determinante contributo alla valorizzazione del complesso monumentale fornendo nuovi e interessanti stimoli alla sua rilettura.

Fin dagli anni Settanta e Ottanta, il luogo museale, e in particolare il giardino dove si situa l'intervento di Eisenman, ha avuto la capacità di favorire l’attivazione di un’esperienza creativa attraverso il dialogo tra opere d’arte contemporanea e monumento. Ricordiamo ad esempio la mostra personale di Pietro Consagra nel 1976/77, con sculture realizzate mediante stratificazioni di pietra e di marmo, particolarmente apprezzate da Carlo Scarpa. Seguì lo Strappo, con cui Piera Legnaghi sollevava un ampio lembo di prato. Nel 1981 la mostra Il luogo della forma propose, nel cortile e sul ponte di Castelvecchio, nove artisti selezionati da Gillo Dorfles e Licisco Magagnato che intervennero progettando e realizzando sculture d’ambiente, grandi segni in acciaio o in legno che dialogavano visivamente con il castello medievale.

  Museo di Castelvecchio
Verona, 26 giugno – 3 ottobre 2004
Prorogata fino al 23 gennaio 2005

orario
tutti i giorni 8.30 – 19.30
lunedì 13.30 – 19.30

visite guidate
orario: dalle 10.00 ogni ora fino alle 18.00

aperture serali
18 e 25 agosto, ore 21.00 - ingresso gratuito con prenotazione telefonica obbligatoria (tel. 045 8062611)

ingresso mostra gratuito
 
 
© Castelvecchio 2004