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Il
castello di San Martino in Aquaro (detto più tardi Castelvecchio
per distinguerlo dal nuovo castello visconteo di San Pietro) fu fatto
erigere nel 1354-1356 da Cangrande II della Scala. I resti dell’originaria
decorazione a fresco visibili in alcune sale testimoniano l’uso residenziale
del complesso. In epoca veneziana (dopo il 1404) il castello fu destinato
ad arsenale e guarnigione militare. Le truppe napoleoniche ne alterarono
profondamente la struttura, modificando torri e merlature ed erigendo
il corpo di fabbrica lungo il fiume (1799-1804).
Nel 1923 fu scelto come sede delle civiche raccolte d’arte, che erano
allora a palazzo Pompei, e sottoposto a un primo restauro. L’intervento
di Carlo Scarpa (1958-1964) ha portato alla luce le strutture originarie
ovunque fosse possibile, liberandole dalle aggiunte ed evidenziando
le stratificazioni successive. Materiali tipici della tradizione locale
(lastre di pietra di Prun) si alternano ad altri moderni (cemento, acciaio,
legno bruciato) a sostegno e sutura delle parti antiche.
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Il museo ospita opere dell'epoca alto medievale e pregevoli sculture del Trecento.
La collezione di dipinti offre un panorama dettagliato della pittura veronese dal Trecento al Settecento, con significative
opere di Pisanello e Veronese, oltre a importanti dipinti di scuola veneta, fra cui Mantegna, Bellini, Carpaccio,
Crivelli, Tiepolo, e altri di pittori italiani e stranieri. |