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Accademia di
nudo virile
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L’attività disegnativa di
Dorigny manifesta, diversamente da altri grandi decoratori barocchi
come Pietro da Cortona o Tiepolo, una grande varietà di risorse
tecniche e di modi espressivi. Sono esposti pertanto in questa sezione
fogli liberi e sciolti, che fissano dei rapidi ‘pensieri’ per grandi
tele o complessi apparati decorativi, accanto ad altri molto più
elaborati, accuratamente disegnati a penna, toccati all’acquerello
e rialzati di biacca, che ricreano anche sulla pagina bianca gli effetti
pittorici dell’opera finita.
Un gruppo appartenente alle collezioni del museo di Castelvecchio
è costituito da disegni estremamente semplificati dal punto
di vista tecnico ed espressivo, ma condotti in uno spirito giocoso
e quasi caricaturale che può ricordare per certi aspetti le
illustrazioni dei fumetti. Essi avevano probabilmente una funzione
di documentazione all’interno della bottega, ‘ricordi’ di invenzioni
che potevano essere nuovamente messe in opera con modifiche o adattamenti.
L’unico ‘disegno di lavoro’ conosciuto, come conferma la quadratura
di trasporto, studia la composizione di un soffitto con Le quattro
parti del mondo, soggetto più volte illustrato dall’artista.
Da non dimenticare infine l’attività di Dorigny come disegnatore
per l’editoria, risalente soprattutto agli anni del suo soggiorno
veneziano (penultimo decennio del Seicento), nonché di originale
acquafortista in proprio. Questo aspetto della sua creatività
è documentato in mostra da una serie di emblemi tratti da soggetti
oraziani e da una monumentale veduta dell’Arena, in due rami,
l’unica incisione autografa realizzata da Dorigny negli anni della
sua lunga permanenza veronese.
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