Il ciclo di palazzo Leoni Montanari

 
 
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  Dioniso
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  I sei ovali facevano parte di un fregio con figure mitologiche dipinte su tela e inserite entro elaborate cornici di stucco in una sala di palazzo Leoni Montanari a Vicenza. La collocazione elevata, subito sotto il soffitto, giustifica il forte scorcio prospettico con cui le immagini vengono presentate. Il ciclo si colloca in un più ampio intervento decorativo, databile agli anni 1692-1694, che vide il pittore francese affrescare alcuni ambienti del palazzo. A Dorigny si deve probabilmente anche l’ideazione di questo fregio, che, pur nella sua complessità e nella diversa qualità delle opere che lo compongono, rivela uno spiccato carattere unitario, riconducibile al ruolo direttivo che egli ebbe nell’impresa.
Dorigny realizzò tre ovali. Quelli raffiguranti Marte e Dioniso (o Bacco) sono qui esposti. Manca il terzo, Latona con Apollo e Diana bambini, che non è in buone condizioni di conservazione ed è in parte ridipinto. Le altre tele furono realizzate da un gruppo di pittori veronesi, con alcuni dei quali il francese si trovò a collaborare negli stessi anni all’arredo pittorico della chiesa dei Teatini, San Nicolò. Simone Brentana, un veneziano trapiantato a Verona pochi anni prima, in singolare e forse non casuale coincidenza con il trasferimento di Dorigny, è l’autore dell’allegoria della Geometria. Giuseppe Lonardi detto lo Zangara, allievo di Brentana, con il quale è spesso confuso, dipinse la figura di Polifemo addormentato, mentre Ulisse si avvicina per accecarlo. Ad Alessandro Marchesini, allievo del bolognese Carlo Cignani, spetta l’immagine di Flora, raffigurata con due putti che le porgono mazzi di fiori. Paolo Pagani, infine, lombardo ma attivo a Verona sullo scorcio del secolo in palazzo Giusti, è l’autore dell’Ercole.

 
 
       
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