|
MONK’S CASINO
ALEX VON SCHLIPPENBACH PLAYS MONK
“Le composizioni sono la cosa più importante in questo lavoro, perciò abbiamo suonato molti brani senza alcuna improvvisazione. Ci siamo presi solo alcune libertà negli arrangiamenti, molti dei quali sono nate durante le prove. “Monk’s casino” non è un’altra enciclopedia monkiana, ma un arrangiamento del corpus di Thelonious Monk per suonarlo dal vivo, tutto nella stessa sera. Al Monk’s Casino le cose succedono in fretta e talvolta si fanno anche davvero turbolente. Posso dire che tutto è organizzat,o ma anche il suo contrario!”
Già nel 1966 il Berliner Heritage offre a Alexander Von Schlippenbach la grande opportunità di formare una straordinaria Orchestra, la Globe Unity, con la quale lavora fino alla fine degli anni Settanta (nel 2002 si è riformata incidendo per la Intakt) formando in seguito un’altra importante formazione, la “Berliner Contemporary J.O.”, con i più significativi rappresentanti della musica improvvisata continentale, tra cui Williem Breuker, Misha Mengelberg e Paul Lovens.
Von Schlippenbach è una delle figure cardine del jazz europeo, anche se questa etichetta non rende pieno merito alla sua attività visto che la sua opera spazia dalla Free Music al jazz fino alla musica contemporanea. Solo, trii, quartetti: sono gli ambienti nei quali il pianista tedesco riesce sempre a comunicare la sua energia ed a stimolare l’attenzione come pochi sanno fare, ciò che accadde ad esempio nel gelido gennaio del 1981 quando per la prima ed unica volta fu invitato a Verona, in compagnia di Evan Parker e del batterista Paul Lovens nell’ambito dell’indimenticata rassegna “Jazz e Improvvisazione in Europa”.
Più di dieci anni fa inizia ad elaborare un progetto riguardante la figura di Thelonious Monk, finalizzato nel 2005 con la pubblicazione di un CD triplo, “Monk’s Casino – The Complete Works of T. M.”, contenente le composizioni del pianista afroamericano. Verrebbe da dire “un Monk come non lo avete mai sentito”, ma anche “uno Schlippenbach come non lo avete mai sentito”, capace di esplorare le partiture monkiane con grande rispetto, aggiungendo sorprendenti momenti improvvisativi solistici e d’insieme degni del rango di grande musicista. |