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TEATRO ROMANO

Nuovo Ottetto Italiano

Durante la XIII edizione del Due Laghi Jazz Festival di Avigliana, l’intramontabile Gianni Basso - con alcuni dei musicisti che sin dagli anni Cinquanta furono al suo fianco in diverse formazioni da lui guidate - ha celebrato l’amico Oscar Valdambrini nel decennale della sua scomparsa. Con lui alcuni dei “padri fondatori” del jazz italiano come Dino Piana, Renato Sellani, Giorgio Azzolini e Gianni Cazzola, con Andrea Tofanelli alla tromba, Fulvio Albano al sax baritono e Claudio Chiara al sax contralto. Si costituisce così il Nuovo Ottetto Italiano, formazione che intende riproporre il sound inconfondibile a cui Gianni, Oscar e Dino diedero vita con Lars Gullin e Attilio Donadio: l’eccellenza del jazz italiano fra storia e modernità, a testimoniare la vitalità, l’attualità e la grande fruibilità di un linguaggio mainstream che tanto ha offerto nel suo glorioso passato e molto ancora ha oggi da offrire.
Fra i primi attori sulla scena del jazz italiano, Oscar Valdambrini e Gianni Basso diedero vita ad un quintetto divenuto celebre negli anni Cinquanta e ad altre celebri formazioni, suggellate da collaborazioni con i più grandi artisti dell’epoca tra i quali C. Baker, L. Gullin, G. Mulligan. Valdambrini, trombettista nato a Torino nel 1924, e Gianni Basso, classe 1931, tenorsassofonista che si “fece le ossa” in Belgio e che rientrato in Italia nel 1955, si impose rapidamente come uno dei migliori specialisti, hanno creato unsodalizio artistico capace di lasciare un segno profondo nella storia del jazz italiano. A Milano, in particolare, le loro assidue performances trasformarono la “Taverna Messicana” nel più importante ritrovo italiano. Con il pianista Giampiero Boneschi, l’altosassofonista Attilio Donadio, il contrabbassista Al King e il batterista milanese Rodolfo Bonetto, Oscar Valdambrini e Gianni Basso fondarono poi il Sestetto Italiano, che illuminò la scena jazzistica dell’epoca e diede origine a memorabili incisioni per la Columbia in una serie, la “Italian Jazz Stars”, che ne documentò le migliori esecuzioni. Dal quel gruppo prese avvio un’impresa di assoluto rilievo, come ricorda Armando Trovajoli: “Mi innamorai di nuovo del jazz quando incontrai Oscar e Gianni; fu così che nacque il nucleo originario della prima vera orchestra di jazz italiana, una formazione che fece epoca”.