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Sul lato settentrionale della piazza delle Erbe si erge l’antico
Palazzo del Comune, detto anche Palazzo della Ragione, edificato
tra il 1193 e il 1196, ai tempi del podestà Guglielmo da
Osa.
Originariamente esso fu impostato su quattro corpi disposti attorno
a un cortile porticato.
Queste strutture poderose sostituiscono le cortine del ‘castello-recinto’ medievale
contro cui si appoggiavano le abitazioni del castellano o del principe,
i presìdi e i magazzini.
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Il piano nobile ospita su tutti e quattro i lati grandi sale,
una delle quali era riservata all’assemblea del consiglio
cittadino, composto originariamente dai membri delle più importanti
famiglie locali.
Nei secoli il palazzo subì numerosi rimaneggiamenti e interventi
di restauro.
Durante il XV secolo furono effettuati importanti interventi e
trasformazioni d’uso.
Nel 1541 il palazzo fu devastato da un incendio che coinvolse
le botteghe vicine alla torre dei Lamberti, le carceri e la torre
della Cappella dei Notai.
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Il restauro di quest’ultima fu completato nel 1541. Un altro incendio
catastrofico si abbatté sul palazzo nel 1723.
Nel XIX secolo Camillo Boito, uno degli architetti più affermati dell’epoca,
curò un intervento di restauro inteso a ripristinare quello che si riteneva
essere l’aspetto medievale dell’edificio, smantellando le superfetazioni
risalenti a interventi degli ultimi secoli e apportando varie modifiche alla
struttura, tra le quali in particolare il rifacimento del paramento murario
in filari di mattoni e pietra tenera e l’aggiunta di nuove finestre a
trifora in stile romanico.
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