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PIANO DI ZONA
Descrizione delle aree di intervento
Premesso che la L. 285/97 definisce le aree di intervento,
tenuto conto delle priorità indicate nella DGRV 2700/2000, la Conferenza
dei Sindaci, con supporto del Comitato Tecnico, sulla base dei dati emersi,
la mappatura dei bisogni e dei servizi esistenti ed in linea con gli obiettivi
prioritari che intende perseguire il Piano di Zona dell'ULSS 20 dell'Area
minorile, ha deciso di dare priorità alle seguenti aree/ambiti
d'intervento per la stesura del Piano Triennale 2000/2002:
- Prima infanzia: con particolare attenzione
al sostegno della genitorialità nei primi anni di vita del bambino
e all'innovazione e sperimentazione dei servizi socio-educativi.
- Relazione genitori - figli, tutela dei minori
a rischio e in situazioni di disagio: con particolare attenzione
all'accoglienza in strutture di madri con bambini che vivono situazioni
di rischio e disagio e la promozione dell'affido familiare, presa in
carico terapeutica dell'intero nucleo familiare nell'ambito dell'attività
riparativa.
- Tutela dell'adolescenza: prevenzione del disagio
giovanile attraverso la valorizzazione del ruolo attivo e da protagonista
dell'adolescente, ed il sostegno nella relazione genitori - figli, l'attuazione
di interventi alternativi all'istituzionalizzazione.
- Promozione dell'interculturalità: approccio
a culture e stili di vita diversi e strumento per l'inserimento sociale
e scolastico dei minori stranieri.
- Servizi educativi e ricreativi per il tempo libero:
servizi non correlati esclusivamente al periodo di sospensione delle
attività didattiche.
- Promozione dei diritti civili dell'infanzia e
dell'adolescenza: attraverso attività di informazione e comunicazione,
in stretto collegamento con tutti i progetti del piano.
Obiettivi generali del Piano nel triennio 2000/2002
L'obiettivo generale consiste nel migliorare la qualità
della vita dei bambini, degli adolescenti e delle loro famiglie accompagnandoli
nei diversi processi di crescita ed evoluzione affettiva, psicologica,
sociale e culturale.
Verranno favorite le attività di rete per censire, promuovere e
diffondere le strategie, i metodi e gli strumenti per realizzare i progetti
attraverso:
· la promozione ed il rafforzamento di azioni ed interventi basati
sulla progettualità, sulla sinergia e l'integrazione volti a fornire
risposte adeguate ed innovative che promuovano lo sviluppo e la partecipazione
della comunità locale, consentendo anche di superare risposte settoriali
ed isolate;
· l'attivazione di risorse economiche aggiuntive al finanziamento
della Legge 285/97 in relazione alle singole progettualità, sia
nell'ambito pubblico, sia in quello privato;
· la sinergia nelle strategie dei programmi tra enti privati e
istituzioni preposte;
· l'organizzazione degli interventi mirati in risposta a quanto
emerso dall'analisi territoriale;
· la ricerca di una divulgazione efficace per l'informazione, la
partecipazione ed il contributo di idee alla realizzazione del Piano Triennale
e delle singole progettualità.
Obiettivi specifici del Piano nel triennio 2000/2002
· Prima annualità: realizzazione di un
patto educativo che favorisca l'avvio di una rete articolata di servizi,
integrando ed approfondendo la concertazione; attivazione di tutti i progetti
ed avvio delle attività di monitoraggio e di verifica; trasformazione
dei progetti in azioni, risorse ed opportunità visibili ed accessibili.
· Seconda annualità: coordinamento funzionale al raggiungimento
degli obiettivi strategici e delle scelte operative finalizzate al miglioramento
della qualità delle azioni previste nel piano; riformulazione delle
modalità operative degli uffici tecnici coinvolti nel piano di
intervento per favorire la condivisione e la collaborazione.
· Terza annualità: attivazione completa di tutte le azioni
e di tutti gli interventi previsti dalle singole progettualità,
raggiungimento degli obiettivi generali e specifici del Piano Triennale.
Modalità di monitoraggio dei progetti
Il monitoraggio dei singoli progetti sarà oggetto
di una tabella di riferimento comune che consenta una lettura omogenea
per valutare, sulla base dei dati, lo stato di attuazione del Piano.
La tabella conterrà i seguenti indicatori:
· Luogo di attuazione del Piano.
· Stato di attuazione del progetto rispetto ai tempi preventivati.
· Numero e tipologia dei fruitori, in rapporto alle attese del
progetto.
· Tipologia del servizio (diretto, indiretto e front - line).
· Numero e tipologia di relazioni attivate e da attivare (interne,
esterne e di rete).
· Rilevazione delle criticità rispetto agli obiettivi specifici.
Il monitoraggio avverrà con cadenza semestrale
e coinvolgerà i capi progetto ed i referenti istituzionali che
relazioneranno al Comitato, oltre che compilare la scheda di monitoraggio.
Modalità di valutazione
Il piano di valutazione dovrà fornire alcuni
elementi riguardo ai punti forza e ai punti deboli delle esperienze poste
in atto, attivando una riflessione che può contribuire e perfezionare
analoghe esperienze utili alla riprogettazione. La valutazione del piano
sarà effettuata dal Comitato Tecnico mediante report periodici
di processo e di risultato, sia quantitativi che qualitativi.
Organizzazione Operativa del Piano
| Enti coinvolti |
Comuni dei Distretti 1-2-3-4-5-6-7
ULSS 20
Provveditorato agli Studi di Verona
Ministero di Grazia e Giustizia (Centro Giustizia Minorile)
Rappresentante Privato Sociale |
| Responsabile del piano Triennale
di Intervento |
Presidente della Conferenza dei Sindaci
dell'ULSS 20 |
| Referente Tecnico e Amministrativo del
Piano triennale |
Dott. Stefano Molon
Dirigente Servizi Sociali - Area Minori
Comune di Verona
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