dove ti trovi: Scavi ScaligeriMaggie Taylor: ALBUM - la mostra

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I lavori di M. Taylor testimoniano quanto il mezzo fotografico sia sempre stato capace di evolversi e rinnovarsi, soprattutto ogni volta che nuove soluzioni tecnologiche si sono affacciate sul mercato: dai primi still-life concettuali, realizzati ancora con tecnologia analogica, agli ultimi elaborati digitali del noto lavoro “Almost Alice”: un’interpretazione in chiave contemporanea del celebre libro del 1865  “Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie” di Lewis Carrol, anch’egli fotografo oltre che noto scrittore e matematico. 

Maggie Taylor è una fotografa che, con estrema eleganza, sottolinea nella propria ricerca la magia delle favole e la dimensione onirica. Al Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri i visitatori potranno accedere ad una visione fotografica decisamente innovativa e fuori dal comune, al confine tra la fotografia e l’illustrazione, in un “viaggio” che attraversa  l’ALBUM fotografico dell’artista.

Scrive Mauro Fiorese nella presentazione al catalogo della mostra:
<< E’ una nuova realtà visiva quella che emerge da questi lavori, non una “brutta copia” del reale in cui la parola verità viene usata in maniera confusa e fuorviante. Se, infatti, l’unica verità che contava nella
fotografia-documento era sempre quella di chi la registrava come testimonianza visiva di un evento che veniva congelato per sempre, nelle immagini di Maggie Taylor ciò che acquista sempre più valore è il pensiero e la libera interpretazione di chi osserva l’immagine finale. 

A partire da quei luoghi fantastici in cui essa ci conduce e da quei pezzi di realtà assemblata, l’osservatore se ne crea una propria, non più basata su sicurezze o conferme ma, più spesso, su spaesamento e magia. Come in una sorta di labirinto visivo o di rebus in cui chi osserva viene chiamato direttamente in causa per concorrere alla soluzione finale dell’enigma a cui si trova dinnanzi, Maggie Taylor lascia aperte delle porte per incursioni da e verso il proprio mondo cosicché ognuno di noi possa finire l’opera con i propri pensieri, i propri ricordi e le proprie emozioni.>>