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16 maggio - 1° settembre 2002 |
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Note biografiche David Doubilet, nato a New York nel 1946, si dedica alla fotografia subacquea fin da ragazzo: ha iniziato a fare snorkeling lungo le coste del New Jersey all’età di otto anni; a dodici scattò le sue prime foto subacquee usando una Brownie Hawkeye avvolta in una protezione di gomma; da ragazzo trascorreva le sue estati immergendosi per fotografare i fondali lungo le coste del New Jersey e lavorando come istruttore subacqueo ad Andros Island nelle Bahamas. David Doubilet ha pubblicato il suo primo servizio sul National Geographic nel 1972 e dal 1976 collabora con questa rivista che ha rappresentato per lui la più costante sostenitrice del suo lavoro. Dopo essersi laureato alla Boston University (1970) diventa libero professionista nel 1971, pubblicando il suo primo grande servizio sul National, "The Red Sea’s Garden of Eels" (Il giardino delle anguille nel Mar Rosso). A tutt’oggi ha pubblicato più di sessanta articoli sulla prestigiosa rivista americana (che ora ha edizioni nazionali in molti paese del mondo, Italia inclusa). Il suo lavoro più recente per il National è apparso nel Febbraio 2002, è dedicato a Cuba ed è intitolato "Cuba Reefs, A Last Caribbean Refuge" (Cuba, giardini sommersi). I reportage di Doubilet hanno descritto mirabilmente i fondali in ogni loro aspetto, dalla vegetazione agli abissi, dai relitti agli squali e sono stati realizzati nei mari di tutto il mondo; per ciò è considerato un fotografo subacqueo senza eguali. In Mar Rosso ha ripreso le strane creature dei deserti sottomarini, ha fotografato i pesci lanterna (famiglia: Anomalopidae, ordine: Beryciphormes), e la barriera corallina realizzando, in particolare, un servizio speciale dedicato ai coralli fluorescenti illuminati con una speciale luce ultravioletta. |
In Tasmania, Nuova
Zelanda e Australia si è immerso lungo la Grande Barriera, nelle acque
della costa del Nord Ovest e in quelle del Sud fotografando i
coccodrilli marini, lo squalo bianco, il ciclo vitale e la raccolta
delle perle, la medusa cubo (Chironex fleckeri) considerata la più
velenosa e mortale creatura marina. Nell’arcipelago delle isole Palau
ha scoperto per primo i laghi affollati di misteriose piccole meduse, e
in Indonesia e in Nuova Guinea ha documentato la ricchissima vita delle
barriere coralline. Recentemente, con Peter
Benchley, autore del vendutissimo romanzo Jaws da cui Spilberg ha tratto
l’omonimo film, ha portato a termine un lavoro speciale sullo squalo
bianco, il gigantesco predatore protagonista di questa opera
cinematografica di successo. Doubilet ha poi realizzato
servizi sui relitti di navi affondate durante la Seconda Guerra
Mondiale, da Pearl Harbour (Hawaii) alle Midway Islands nel Pacifico Sud
Occidentale. Egli ha anche pubblicato
numerosi libri: citiamo Light in the Sea: An Undersea Journey (Thomasson
and Grant), Water, Light and Time (Phaidon) a cui è dedicata la
mostra di Verona, e The Great Barrier Reef, volume in progress.I
riconoscimenti che ha ricevuto vanno dal prestigioso Sara Prize nel 1969,
all’Explorers Club Lowell Thomas Award, al Lennart Nilsson
Award nel 2001. È inoltre membro d’onore della Royal Photographic
Society di Londra e dell’International Diving Hall of Fame nelle isole
Cayman. Nel 2001 è stato nominato
Contributing Photographer-in-Residence della National Geographic
Society. |
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