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dove ti trovi: Scavi Scaligeri - Fotografia astratta dalle avanguardie al digitale - la mostra |
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nelle collezioni del Museo di Fotografia Contemporanea
Fotografie di: Olivo Barbieri, Pierre Cordier, Franco Fontana, Jean-Louis Garnell, Mario Giacomelli, Paolo Gioli, Franco Grignani, Roberto Masotti, Nino Migliori, Paolo Monti, Aaron Siskind, Luigi Veronesi, Silvio Wolf
La
fotografia è l’arte della realtà. Sappiamo che non esiste fotografia
se non quando una scena, una figura, un oggetto, un paesaggio non sono
stati davanti alla macchina fotografica che li ha ripresi. Questa è la
natura della fotografia, ciò che spesso ci fa pensare alla fotografia
come a una registrazione del reale, un “documento”, un racconto. Eppure
a partire dalla grande stagione delle avanguardie storiche che hanno
fatto crollare il concetto stesso di “rappresentazione”, la
fotografia ha iniziato a occuparsi anche delle forme astratte, dei
segni, della luce in se stessa, muovendosi verso soluzioni espressive
diverse, che non hanno più la realtà visibile come riferimento, ma
realtà “altre”, che fanno capo all’immaginario. Due
i filoni di ricerca. Da
un lato un modo sperimentale che ha condotto molti artisti a utilizzare
tecniche diverse da quelle tradizionali al fine di indagare le
possibilità espressive del mezzo fotografico, dal fotogramma, ai
movimenti della camera, al mosso, fino alla elaborazione digitale.
Dall’altro l’utilizzo della normale ripresa fotografica, rivolta però
ad aspetti della realtà che già offrono allo sguardo forme astratte,
senza necessità di ricorrere ad elaborazioni e a trattamenti
particolari. Il
Museo di Fotografia Contemporanea conserva nelle sue collezioni opere di
importanti autori, dagli anni Trenta a oggi, che hanno lavorato sul tema
dell’astratto. Molti
e diversi gli orientamenti di stampo sperimentale: i fotogrammi sia in
bianco e nero che a colori che Luigi Veronesi realizza dagli anni Trenta
fino agli anni Ottanta del Novecento, le sperimentazioni geometriche e
ottiche di Franco Grignani, i chimigrammi, pirogrammi, idrogrammi di
Nino Migliori, i movimenti di macchina di Paolo Monti, i lavori Polaroid
di Paolo Gioli, i chimigrammi di Pierre Cordier e di Olivo Barbieri ai
suoi esordi, fino alle ricerche digitali della fine degli anni Novanta
di Jean-louis Garnell. Forme
astratte sono presenti anche nelle riprese “reali” di Franco Fontana
paesaggista, di Aaron Siskind, che studia i segni sui muri delle strade
quasi fossero dipinti informali, di Mario Giacomelli che per anni ha
fotografato i segni creati sui campi dal lavoro di aratura, di Roberto
Masotti nelle sue indagini sulla natura e nelle opere recenti di Silvio
Wolf che indagano la pellicola fotografica stessa. Una selezione rappresentativa di immagini della mostra sarà trasferita all’interno di ArtVerona, che si terrà dal 16 al 20 ottobre - Fiera di Verona, e verrà successivamente reintegrata nella mostra agli Scavi Scaligeri.
Catalogo Marsilio Editori
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