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Coordinamento di Elena Ceratti.
 Willy Ronis, fotografo dell'Agenzia Rapho
è rappresentato in esclusiva per l'Italia da Grazia Neri

     
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Fotografia promozionale della mostra "Willy Ronis / Doni del caso"

 


mostra di fotografia

Willy Ronis
Doni del caso
Verona, Scavi Scaligeri 26 giugno - 3 ottobre 2004

Willy Ronis
ISTANTI DI VITA
di
Kathleen Grosset

“Non ho mai inseguito l’insolito, il mai visto, lo straordinario, ma quello che c’è di più tipico nella nostra esistenza quotidiana, nel luogo in cui mi trovo: ricerca sincera e appassionata delle semplici bellezze della vita ordinaria.”


E’ con un misto di modestia e sicurezza che Willy Ronis ci introduce nel suo mondo. Questa mostra rievoca il cammino della sua vita: fa scorrere sotto i nostri occhi, come in un film, il percorso di Ronis, “viandante del secolo” dallo sguardo acuto e sensibile.

Ronis e il suo obiettivo hanno colto istanti di vita per 70 anni: “E’ un mestiere molto duro”, confessa con distaccata leggerezza e noi possiamo ben credergli.
Senza l’esploratore vigile e sincero che egli ha scelto di essere, tutti questi istanti di vita sarebbero dimenticati per sempre nella luce impassibile che senza posa li illumina e li nasconde.

Grazie quindi al giovane uomo innamorato della musica che seppe amare la luce. Le sue foto sono come lettere d’amore al tempo che passa, e ciascuna è fatta della stoffa dei nostri ricordi: gli anni ci scorrono davanti agli occhi come pagine di un libro. 

Le sue foto più celebri, come il buon vino, diventano così le annate speciali della nostra nostalgia: è il 1936, con gli operai in sciopero, le manifestazioni, i balli, le prime ferie pagate, foto solari, indimenticabili; poi il 1945, con la straordinaria esultanza, il commovente ritorno dei prigionieri e dei sopravvissuti all’orrore; ancora dal 1947, il colpo di fulmine per Belleville e Menilmontant, la Parigi dove il tempo sembra sospeso.

Tra i quartieri di Buttes-Chaumont e il Père-Lachaise, Ronis ci conduce negli studi, nei bistrot e nelle sale da ballo; ci guida tra viuzze, passaggi, vicoli, terrazze e cortili. E’ una rivelazione: scopriamo che in queste piccole città nella città si tira con l’arco, si gioca a bocce, si attinge l’acqua dai pozzi, si mangia nei giardinetti, si riposa sull’erba. Nessuno è ricco ma tutti sembrano felici.

E poi, c’è la Francia degli anni ‘70, quella degli anni ‘80, fino a oggi. Café de France, Place des Vosges, vedute senza protagonisti, gatti come personaggi, scorci, attimi; queste foto sensibili e poetiche regalano emozioni. 

Rigore della composizione, fluidità dei ritmi, l’arte classica e viva di Willy Ronis si impone al nostro sguardo.  

 

Ultimo aggiornamento: 18/06/2004