Comune di Verona - Link alla homepage
 

Passeggiando per Verona 
Arche Scaligere e Chiesa di Santa Maria Antica (9)

 
Itinerario A
Itinerario B
Itinerario C
Itinerario D

 

ITINERARIO A
  1. Arena - Piazza Bra
  2. Castelvecchio
  3. Arco dei Gavi
  4. Chiesa S. Lorenzo
  5. Chiesa Ss. Apostoli, Sacello delle Ss. Teuteria e Tosca
  6. Porta dei Borsari
  7. Piazza delle Erbe
  8. Piazza dei Signori, Scavi archeologici dei Palazzi Scaligeri
  9. Arche Scaligere, chiesa S. Maria Antica
10. Casa di Giulietta
11. Porta Leoni
12. Chiesa di S. Fermo

Arche Scaligere - Foto Ottaviani - Archivi dei Musei Civici di Verona

arche scaligere   santa maria antica

ARCHE SCALIGERE

Presso la chiesa di S. Maria Antica, in una piazzola quasi appendice di Piazza dei Signori, si possono ammirare le tombe monumentali degli Scaligeri, insigni monumenti dell’arte gotica. In uno splendido recinto di ferro battuto, con ricche decorazioni su cui spicca il motivo della scala (simbolo dei signori) sono racchiusi diversi sarcofagi posti a terra o su mensole (il primo ad essere sepolto qui sembra sia stato Mastino I nel 1277), ma soprattutto le tre monumentali tombe marmoree a baldacchino di Cangrande I, di Mastino II e di Cansignorio. Alle tre arche maggiori, sormontate da cuspidi, recanti la statua equestre del defunto e circondate da numerosi elementi decorativi, hanno lavorato numerosi artisti, soprattutto lapidici veneti, lombardi e toscani.

L’arca di Cangrande I, pensile, posta sopra il portale della chiesa, è la prima delle tombe monumentali ad essere costruita, opera del Maestro di S. Anastasia. Il sarcofago è sostenuto da cani che recano gli stemmi scaligeri ed è protetto da un tabernacolo gotico; sul coperchio vi si trova la statua distesa di Cangrande I, mentre sulle facce si possono osservare degli altorilievi di soggetto religioso e dei bassorilievi che narrano le gesta militare del signore; sulla sommità del baldacchino è collocata la statua equestre di Cangrande I, copia dell’originale più volte restaurato e ora conservato al Museo di Castelvecchio insieme al corredo funerario, recuperato quando l’arca è stata aperta nel 1921.

L’arca di Mastino II, iniziata nel 1345, prima della morte del committente, era originariamente dipinta e dorata. È cinta da una cancellata ai cui angoli si trovano quattro statue delle Virtù. Le facce dell’urna presentano decorazioni scultoree con motivi religiosi e, sul coperchio, la statua di Mastino II distesa, vegliata da angeli. Il ricco baldacchino ad archi trilobati, presenta sul frontone preziosi altorilievi con scene di storia sacra. Sulla cuspide la statua equestre di Mastino II, completamente chiusa nell’armatura e in rigida posizione di comando.

L’arca di Cansignorio (1375) è la più ricca di decorazioni, forse fin troppo elaborata. Concepita su disegno di Bonino da Campione, le sculture sono state realizzate da questo artista e da altre maestranze campionesi e locali. A base esagonale, è cinta da una cancellata adorna di 6 statue di santi guerrieri; 6 colonne reggono il piano di marmo rosso su cui è appoggiato il sarcofago decorato con bassorilievi con storie tratte dai Vangeli (alcune di queste decorazioni recano tracce di originarie colorazioni). Anche il baldacchino ad archi polilobati si alza su 6 colonnine tortili, riccamente decorate. Nei timpani sono scolpite statue raffiguranti le Virtù; tra i timpani, in piccoli tabernacoli laterali, sono collocate statue di angeli che reggono lo scudo degli Scaligeri. La cuspide esagonale termina con un plinto con sculture di Apostoli, sopra cui si innalza la grande statua equestre di Cansignorio.

Tra le altre sepolture scaligere presenti nell’area, sono da ricordare il sarcofago di Alberto I (1301), riccamente scolpito e l’arca pensile di Giovanni della Scala (1359), opera di Andriolo de’ Santi precedentemente posta presso la chiesa di S. Fermo Maggiore.

ARCHE SCALIGERE
Via Arche Scaligere
Visitabili esternamente tutto l’anno. Da giugno a settembre è possibile visitare l’area interna al recinto, acquistando, presso la Torre dei Lamberti, un biglietto cumulabile per l’ingresso sia alle Arche che alla Torre.

S. MARIA ANTICA

Nota per aver custodito le tombe della famiglia della Scala, la chiesa longobarda risale alla metà dell’VIII sec., ma venne pesantemente danneggiata dal terremoto del 1117 e ricostruita in forme romaniche (1185). Durante i secoli subì pesanti rimaneggiamenti e nella seconda metà del XIX sec. venne realizzato un restauro che intendeva ripristinare le originarie strutture, vicine, per tipologia, a quelle della chiesa inferiore di S. Fermo Maggiore.
L’interno della chiesa è a 3 navate concluse da altrettante piccole absidi, senza transetto. Nell’abside sinistra è stato rinvenuto un ampio frammento di mosaico pavimentale con decorazione nera su sfondo bianco; i motivi rappresentati rendono il mosaico databile intorno al VIII sec. (farebbe dunque parte della pavimentazione originaria).