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PORTA DEI LEONI
Posta sul cardo massimo della
città romana, è chiamata con questo nome dal XV sec., per la presenza
nelle vicinanze di un sarcofago romano in pietra con due leoni (ora
posto dietro al monumento di Umberto I).
La porta era alta 13 metri (quanto le mura cittadine), aveva pianta
quadrata e una corte interna, doppi fornici sulle facciate e gallerie
nei piani superiori. Gli angoli del fronte esterno erano fiancheggiati
da due torri poligonali di raccordo alle mura. Sulle torri e sulle
gallerie si aprivano numerose finestre.
Nel I sec. a.C. venne costruita in tufo e mattoni; più tardi, nel I
sec. d.C. alle facciate di mattoni vennero addossati prospetti in pietra
bianca locale, che rispecchiavano le strutture architettoniche
precedenti, ma presentavano decorazioni più ricche.
Ciò che rimane della Porta dei Leoni è murato in un palazzo del XIII
sec. (più volte rimaneggiato). Si tratta di metà della facciata
interna della porta d’età repubblicana, con il successivo prospetto
in pietra: un unico fornice inquadrato da un’edicola, sormontato da
finestre centinate e riquadrate e, più in alto, da ciò che rimane di
un’esedra (forse all’epoca adorna di statue) affiancata da colonnine
tortili.
Sotto Via Leoni sono venuti alla luce altri resti del monumento: parte
del muro laterale (con l’attacco alle mura cittadine), frammenti della
pavimentazione della corte interna e i basamenti delle grandi torri (uno
lasciato a cielo aperto, l’altro conservato nelle cantine di un
edificio nei pressi). |