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Passeggiando
per Verona |
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piazza
dei signori - palazzo della ragione - torre
dei lamberti - palazzo del capitanio - palazzo
del governo
loggia
del consiglio domus nova
scavi archeologici dei palazzi scaligeri
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Originata dallo sviluppo dei palazzi in cui si decideva la vita politica e amministrativa, soprattutto del periodo scaligero, la piazza è circondata da edifici monumentali collegati fra loro da portici e arcate, quasi a creare una specie di corte interna. Al centro della piazza di trova il monumento a Dante (1865), statua di 3 metri in marmo bianco di Carrara, eretta in occasione delle celebrazioni del sesto centenario della nascita del poeta, che presso la corte di Cangrande trovò il suo primo rifugio dopo l’esilio da Firenze. Entrando dall’arco della
Costa, partendo dal lato destro della piazza, si possono osservare: - una delle torri superstiti del Palazzo del Comune è la TORRE DEI LAMBERTI, unica torre privata di Verona, eretta dalla famiglia dei Lamberti (di cui non si conosce praticamente nulla) nel 1172, in tufo e cotto. Nel 1448-64 vennero operati lavori di restauro e di ulteriore innalzamento della costruzione, che raggiunse gli attuali 84 metri. Alla fine del ‘700 le fu applicato un grande orologio. Nel 1295 vi furono collocate due campane: la Marangona suonava l’ora della fine del lavoro per gli artigiani e dava l’allarme in caso d’incendi, mentre il Rengo radunava il consiglio comunale richiamava i cittadini alle armi in caso di pericolo per la città. La Torre è accessibile dal cortile del Palazzo del Comune; dalla sommità (raggiungibile con le scale e con l’ascensore) si gode uno spettacolare panorama del centro storico cittadino; - il PALAZZO DEL CAPITANIO o DEL TRIBUNALE (o ancora, di Cansignorio), residenza scaligera già dal XIII sec. e ricostruito da Cansignorio nella seconda metà del XIV sec.; la costruzione (nata, in realtà, su un complesso di edifici di epoche e con destinazioni d’uso diverse, di cui reca ancora le tracce) fu ristrutturata alla fine dell’800 per accogliere gli uffici giudiziari. Il palazzo presenta un massiccio torrione scaligero, un bel portale di Michele Sanmicheli, un cortile centrale del XV sec., chiuso e delimitato da una loggia a tre ordini con portico; da ricordare anche la porta dei Bombardieri, del XVII sec.; - il PALAZZO DEL GOVERNO o DELLA PREFETTURA (o anche, di Cangrande) fu costruito all’inizio del XIV sec., ma venne più volte rimaneggiato; l’ultimo restauro del 1929-30 ha tentato di restituirgli (attraverso abbattimenti di parti di epoche diverse, il ripristino della merlatura e l’inserimento di elementi architettonici consoni) le strutture medievali, di cui rimanevano significativi esempi nel cortile. Anche questo palazzo è in realtà un complesso di diversi fabbricati, sviluppato intorno a una corte interna rettangolare, con loggia a due ordini con portico, edificata nel XIV sec. da Cansignorio; le pareti delle stanze della loggia erano completamente coperte dai dipinti di Jacopo Avanzi e Altichiero (i due massimi pittori veronesi del ‘300). Dei gruppi di affreschi dei due autori è stato trovato solo il Partimento di Medaglie dell’Altichiero, staccato nel 1967, restaurato e ora conservato presso il Museo degli Affreschi. Nel 1533 il podestà veneziano (che qui aveva la sua sede) commissionò a Michele Sanmicheli il portale dell’ingresso sulla Piazza, fatto a somiglianza dell’Arco dei Gavi. Centro fondamentale della cultura trecentesca a Verona, grazie al mecenatismo della famiglia della Scala, vi furono ospiti Dante e Giotto. - la LOGGIA
DEL CONSIGLIO (o Loggia di Fra’ Giocondo, per un’erronea
attribuzione al celebre architetto veronese) fu eretta nel 1476-93 per
volere dei maggiorenti del Comune di Verona, come sede delle riunioni
del Consiglio cittadino (in realtà istituzione formale, perché il
dominio veneziano impediva ogni forma reale d’autonomia). Nell’800
la Loggia fu provvisoriamente adibita a pinacoteca civica e, per
adattarla meglio a tale funzione, subì pesanti rifacimenti nel 1820-38
e nel 1870-74 che alterarono gli interni (pavimenti, soffitti e
decorazioni pittoriche vennero rifatti), mentre l’edificio veniva
riempito di medaglioni e busti celebrativi di personaggi veronesi (la protomoteca,
istituita nel 1810 e costituita da 110 immagini scolpite, ora conservate
presso la Biblioteca Civica). La facciata è opera di artisti umanisti
veronesi, mentre la decorazione pittorica che ne ricopriva l’intera
superficie (quella attuale è frutto dell’intervento del 1870) è di
maestri comacini. Presenta un portico a otto arcate a tutto sesto,
mentre sul piano nobile si aprono quattro ampie bifore (frontoni e
paraste scolpite). Sulla sommità del palazzo si trovano le statue di
illustri personaggi della Verona romana (Catullo, Plinio, Emilio Macro,
Vitruvio, e Cornelio Nepote), di Alberto da Milano. All’interno delle
sale della Loggia sono conservati alcuni dipinti commissionati dal
Consiglio nel XVI sec.; altre tele del ‘500 e ‘600 furono trasferite
a Palazzo Barbieri o andarono distrutte. Della metà del ‘700 è
invece il dipinto Pomponio Trionfatore di Giambettino Cignaroli.
La Loggia del Consiglio attualmente è sede delle riunioni del Consiglio
provinciale e di manifestazioni culturali. - la DOMUS NOVA o PALAZZO DEI GIUDICI, chiude infine la piazza. Citata nei documenti già nella metà del XII sec., fu sede prima del podestà e dei Consigli minori, poi (dal XV sec.) abitazione dei giudici veneziani. Gran parte del palazzo crollò nel 1511, ma venne ricostruito solo più di un secolo dopo. TORRE DEI LAMBERTI SCAVI ARCHEOLOGICI DEI PALAZZI SCALIGERI Verso la fine degli anni 70, il Comune di
Verona iniziò i lavori di restauro del complesso del Palazzo del
Capitanio, in Piazza dei Signori. Gli scavi eseguiti in questa occasione
hanno portato alla luce numerosi resti archeologici romani e medievali,
ora lasciati in vista. L’area interessata è costituita dalla zona del
cortile del palazzo, di Via Dante e di una parte del Palazzo del Comune
ed è una delle aree archeologiche urbane più estese del Nord Italia.
In età romana, la zona era occupata da case più volte ristrutturate,
fino al V sec. d.C. Nel secolo successivo le abitazioni vennero
abbandonate, dopo un lungo periodo di decadenza urbana (come indicato
dal progressivo impoverimento dei materiali edilizi utilizzato per le
costruzioni successive al V sec.) e fino al X sec. l’area fu adibita
ad orto. Dall’XI sec. nella zona venne impiantato il cimitero della
chiesa di S. Maria Antica, abbandonato
alla fine del XII sec., quando sull’area ricominciano ad essere
costruiti nuovi edifici. Nel XIII sec. Alberto I della Scala si
appropria di tutta l’area e vi comincia a edificare i palazzi della
famiglia scaligera. Le tracce di queste differenti epoche sono state
ritrovate durante le ricerche archeologiche. SCAVI ARCHEOLOGICI DEI PALAZZI
SCALIGERI Orari d’apertura |