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Passeggiando per Verona 
Piazza dei Signori, Cortile Mercato Vecchio, Scavi Archeologici dei palazzi Scaligeri (8)

 
Itinerario A
Itinerario B
Itinerario C
Itinerario D

 

ITINERARIO A
  1. Arena - Piazza Bra
  2. Castelvecchio
  3. Arco dei Gavi
  4. Chiesa S. Lorenzo
  5. Chiesa Ss. Apostoli, Sacello delle Ss. Teuteria e Tosca
  6. Porta dei Borsari
  7. Piazza delle Erbe
  8. Piazza dei Signori, Scavi archeologici dei Palazzi Scaligeri
  9. Arche Scaligere, chiesa S. Maria Antica
10. Casa di Giulietta
11. Porta Leoni
12. Chiesa di S. Fermo

piazza dei signoripalazzo della ragionetorre dei lamberti  - palazzo del capitaniopalazzo del governo
loggia del consiglio    domus nova     scavi archeologici dei palazzi scaligeri

PIAZZA DEI SIGNORI

Originata dallo sviluppo dei palazzi in cui si decideva la vita politica e amministrativa, soprattutto del periodo scaligero, la piazza è circondata da edifici monumentali collegati fra loro da portici e arcate, quasi a creare una specie di corte interna. Al centro della piazza di trova il monumento a Dante (1865), statua di 3 metri in marmo bianco di Carrara, eretta in occasione delle celebrazioni del sesto centenario della nascita del poeta, che presso la corte di Cangrande trovò il suo primo rifugio dopo l’esilio da Firenze.

Entrando dall’arco della Costa, partendo dal lato destro della piazza, si possono osservare:
- il PALAZZO DEL COMUNE o DELLA RAGIONE, costruito alla fine del XII sec. Fu sede del Comune, della Pretura e della Corte d’Assise (1875). Durante il dominio veneziano fu sede del Tribunale, delle carceri e del Collegio dei Notai, di uffici e depositi commerciali, del granaio pubblico e altro ancora. L’ala del palazzo su Piazza delle Erbe passò a proprietari privati che ne adibirono i vani ad abitazioni e attività commerciali. Varie sono state le manomissioni subite dall’edificio durante i secoli, fino al restauro e alla riqualificazione operati nell’800, con cui si tentò di recuperare le strutture originarie (intenzione non sempre riuscita; l’intervento operato da Giuseppe Barbieri sulla facciata su Piazza delle Erbe, cancellò definitivamente le tracce della muraglia in cotto e tufo). Il palazzo ha pianta quadrata e in origine presentava 4 torri angolari (ne restano solo due, delle altre sono presenti tracce nelle strutture interne del palazzo). La struttura romanica è ancora riconoscibile (facciata di cotto e tufo alternati, con trifore e coronamento ad archetti) nonostante la parziale copertura rinascimentale del 1524. All’interno è ben conservato il cortile del Mercato Vecchio, cinto da un portico su pilastri, sormontato da trifore romaniche, con paramento a bande rosse e bianche alternate. Sulla destra del cortile è appoggiata la scala della Ragione, gioiello tardogotico del XV sec.;

- una delle torri superstiti del Palazzo del Comune è la TORRE DEI LAMBERTI, unica torre privata di Verona, eretta dalla famiglia dei Lamberti (di cui non si conosce praticamente nulla) nel 1172, in tufo e cotto. Nel 1448-64 vennero operati lavori di restauro e di ulteriore innalzamento della costruzione, che raggiunse gli attuali 84 metri. Alla fine del ‘700 le fu applicato un grande orologio. Nel 1295 vi furono collocate due campane: la Marangona suonava l’ora della fine del lavoro per gli artigiani e dava l’allarme in caso d’incendi, mentre il Rengo radunava il consiglio comunale richiamava i cittadini alle armi in caso di pericolo per la città. La Torre è accessibile dal cortile del Palazzo del Comune; dalla sommità (raggiungibile con le scale e con l’ascensore) si gode uno spettacolare panorama del centro storico cittadino;

- il PALAZZO DEL CAPITANIO o DEL TRIBUNALE (o ancora, di Cansignorio), residenza scaligera già dal XIII sec. e ricostruito da Cansignorio nella seconda metà del XIV sec.; la costruzione (nata, in realtà, su un complesso di edifici di epoche e con destinazioni d’uso diverse, di cui reca ancora le tracce) fu ristrutturata alla fine dell’800 per accogliere gli uffici giudiziari. Il palazzo presenta un massiccio torrione scaligero, un bel portale di Michele Sanmicheli, un cortile centrale del XV sec., chiuso e delimitato da una loggia a tre ordini con portico; da ricordare anche la porta dei Bombardieri, del XVII sec.;

- il PALAZZO DEL GOVERNO o DELLA PREFETTURA (o anche, di Cangrande) fu costruito all’inizio del XIV sec., ma venne più volte rimaneggiato; l’ultimo restauro del 1929-30 ha tentato di restituirgli (attraverso abbattimenti di parti di epoche diverse, il ripristino della merlatura e l’inserimento di elementi architettonici consoni) le strutture medievali, di cui rimanevano significativi esempi nel cortile. Anche questo palazzo è in realtà un complesso di diversi fabbricati, sviluppato intorno a una corte interna rettangolare, con loggia a due ordini con portico, edificata nel XIV sec. da Cansignorio; le pareti delle stanze della loggia erano completamente coperte dai dipinti di Jacopo Avanzi e Altichiero (i due massimi pittori veronesi del ‘300). Dei gruppi di affreschi dei due autori è stato trovato solo il Partimento di Medaglie dell’Altichiero, staccato nel 1967, restaurato e ora conservato presso il Museo degli Affreschi. Nel 1533 il podestà veneziano (che qui aveva la sua sede) commissionò a Michele Sanmicheli il portale dell’ingresso sulla Piazza, fatto a somiglianza dell’Arco dei Gavi. Centro fondamentale della cultura trecentesca a Verona, grazie al mecenatismo della famiglia della Scala, vi furono ospiti Dante e Giotto.

- la LOGGIA DEL CONSIGLIO (o Loggia di Fra’ Giocondo, per un’erronea attribuzione al celebre architetto veronese) fu eretta nel 1476-93 per volere dei maggiorenti del Comune di Verona, come sede delle riunioni del Consiglio cittadino (in realtà istituzione formale, perché il dominio veneziano impediva ogni forma reale d’autonomia). Nell’800 la Loggia fu provvisoriamente adibita a pinacoteca civica e, per adattarla meglio a tale funzione, subì pesanti rifacimenti nel 1820-38 e nel 1870-74 che alterarono gli interni (pavimenti, soffitti e decorazioni pittoriche vennero rifatti), mentre l’edificio veniva riempito di medaglioni e busti celebrativi di personaggi veronesi (la protomoteca, istituita nel 1810 e costituita da 110 immagini scolpite, ora conservate presso la Biblioteca Civica). La facciata è opera di artisti umanisti veronesi, mentre la decorazione pittorica che ne ricopriva l’intera superficie (quella attuale è frutto dell’intervento del 1870) è di maestri comacini. Presenta un portico a otto arcate a tutto sesto, mentre sul piano nobile si aprono quattro ampie bifore (frontoni e paraste scolpite). Sulla sommità del palazzo si trovano le statue di illustri personaggi della Verona romana (Catullo, Plinio, Emilio Macro, Vitruvio, e Cornelio Nepote), di Alberto da Milano. All’interno delle sale della Loggia sono conservati alcuni dipinti commissionati dal Consiglio nel XVI sec.; altre tele del ‘500 e ‘600 furono trasferite a Palazzo Barbieri o andarono distrutte. Della metà del ‘700 è invece il dipinto Pomponio Trionfatore di Giambettino Cignaroli. La Loggia del Consiglio attualmente è sede delle riunioni del Consiglio provinciale e di manifestazioni culturali.
Sull’arco che unisce la Loggia alla Casa della Pietà (ricostruita nel 1490 su residenze di origine scaligera) si trova la statua di Girolamo Fracastoro (grande medico, poeta e astronomo veronese) scolpita nel 1559 da Danese Cattaneo.

- la DOMUS NOVA o PALAZZO DEI GIUDICI, chiude infine la piazza. Citata nei documenti già nella metà del XII sec., fu sede prima del podestà e dei Consigli minori, poi (dal XV sec.) abitazione dei giudici veneziani. Gran parte del palazzo crollò nel 1511, ma venne ricostruito solo più di un secolo dopo.

TORRE DEI LAMBERTI
Piazza dei Signori – Cortile del Mercato Vecchio
Tel. 045.8032726
www.comune.verona.it/Cultura/collezioni.htm
Orari d’apertura
da martedì a domenica ore 9.30 - 19.30
Il lunedì 13.45 - 19.30
Durante il periodo estivo è possibile acquistare un biglietto cumulativo per la visita alla Torre e per l’area interna del recinto delle Arche Scaligere.

SCAVI ARCHEOLOGICI DEI PALAZZI SCALIGERI

Verso la fine degli anni 70, il Comune di Verona iniziò i lavori di restauro del complesso del Palazzo del Capitanio, in Piazza dei Signori. Gli scavi eseguiti in questa occasione hanno portato alla luce numerosi resti archeologici romani e medievali, ora lasciati in vista. L’area interessata è costituita dalla zona del cortile del palazzo, di Via Dante e di una parte del Palazzo del Comune ed è una delle aree archeologiche urbane più estese del Nord Italia. In età romana, la zona era occupata da case più volte ristrutturate, fino al V sec. d.C. Nel secolo successivo le abitazioni vennero abbandonate, dopo un lungo periodo di decadenza urbana (come indicato dal progressivo impoverimento dei materiali edilizi utilizzato per le costruzioni successive al V sec.) e fino al X sec. l’area fu adibita ad orto. Dall’XI sec. nella zona venne impiantato il cimitero della chiesa di S. Maria Antica, abbandonato alla fine del XII sec., quando sull’area ricominciano ad essere costruiti nuovi edifici. Nel XIII sec. Alberto I della Scala si appropria di tutta l’area e vi comincia a edificare i palazzi della famiglia scaligera. Le tracce di queste differenti epoche sono state ritrovate durante le ricerche archeologiche.
L’ingresso agli Scavi è situato verso Piazza Viviani. Scesa la scala, il visitatore segue un percorso che non presenta un preciso ordine cronologico: le varie testimonianze sono state lasciate nel luogo di ritrovamento, indipendentemente dall’epoca cui appartengono.
I primi reperti che s’incontrano sono due tombe che facevano parte del cimitero di S. Maria Antica, intorno alla quale si sono trovate diverse tombe di vari nuclei familiari, più volte riutilizzate. Le due tombe lasciate in vista sono quelle più articolate; una presenta ancora la lastra calcarea di copertura.
In seguito si incontra il primo degli reperti dell’epoca romana: un mosaico pavimentale con motivi geometrici e animali, neri su sfondo bianco.
Percorsa una cantina appartenente al palazzo di Alberto I della Scala (fine XIII sec.), si accede alle fondamenta di una casa-torre quadrata, al centro delle quali si trovano i resti di un’aula del IV sec., la cui funzione non è nota. Nell’abside dell’aula si trova una tomba longobarda per due individui, scavata nel VII sec., con alcuni oggetti di corredo. Sul retro dell’aula, si trovano uno spazio lastricato ad essa contemporaneo e resti di altri edifici romani. Si raggiunge, quindi, una casa romana, il cui ambiente più grande, forse un triclinio (sala da pranzo), è pavimentato a mosaico a motivi geometrici neri su sfondo bianco.
Riattraversando l’aula, si arriva alla strada romana lastricata in calcare che corre sotto l’attuale Via Dante. Essa è corredata da una fognatura a volta in mattoni, della metà del I sec. a.C. e ha mantenuto un ottimo stato conservativo.
Sotto l’ala orientale del Palazzo del Comune si possono osservare i resti di edifici pubblici romani inerenti il complesso del Foro Romano. Fra essi, un podio di calcare del I sec. d.C. (funzione sconosciuta) e le fondamenta di un edificio dell’inizio del III sec.
Superate le cantine del palazzo soprastante si ritorna alla strada romana: appoggiato alla carreggiata si trova il lungo muro di facciata di case costruite a cavallo fra il V e il VI sec d.C., con elementi architettonici di reimpiego di costruzioni precedenti (lastre della stessa strada, colonne e capitelli). La strada romana rimase in uso fino alla costruzione del Palazzo del Comune, alla fine del XII sec., anche se venne progressivamente interrata (su un muro sono presenti soglie a tre livelli diversi, a causa dell’adeguamento all’innalzamento della carreggiata).
Nell’ultima area di visita degli Scavi si trova un esempio di muratura a fasce alternate di tufo e ciottoli, tipica dell’architettura veronese del XII sec.
Nel 1996 il percorso archeologico è stato adibito dal Comune di Verona a spazio espositivo per iniziative di carattere fotografico. È così diventato sede del Centro Internazionale di Fotografia degli Scavi Scaligeri, nato per contribuire alla divulgazione, allo studio e allo sviluppo dell’arte fotografica.

SCAVI ARCHEOLOGICI DEI PALAZZI SCALIGERI
Piazza dei Signori
Tel. 045.8007490
Fax 045.8010729
e-mail: scaviscaligeri@comune.verona.it
www.comune.verona.it/scaviscaligeri/index.htm

Orari d’apertura
da martedì a domenica ore 10-19
Chiuso il lunedì.