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CHIESA DI SANTA MARIA IN ORGANO
Affacciata su un canale del
fiume (oggi interrato), fino all’800 la chiesa e la piazzetta
antistante costituivano un angolo caratteristico della città. Anche il
monastero benedettino a più chiostri, con lo xenodochio (ospizio per
pellegrini) annesso, ha perso le sue caratteristiche ed è in parte
adibito a sede di altre istituzioni. La chiesa fu costruita in età
longobarda, ma venne distrutta e ricostruita dopo il terremoto del 1117
e poi di nuovo rifatta nelle forme attuali a partire dal 1481, dagli
Olivetani.
La facciata romanico-gotica fu rivestita da un prospetto in marmo
bianco, nella parte inferiore (tre arcate, con portale del 1592) da
Michele Sanmicheli. La parte superiore della facciata mantiene il
rivestimento in cotto e tufo, con decorazione ad archetti. Sul fianco
destro della chiesa si erge il campanile, ritenuto opera di fra’
Giovanni da Verona (monaco olivetano, molto attivo all’interno della
chiesa come intarsiatore), ma terminato nel 1533.
L’interno a croce latina a 3 navate, con transetto e presbiterio
rialzati, conserva una ricca decorazione pittorica. Sono, infatti,
presenti opere di Girolamo Savoldo, di Nicolò Giolfino, di Giovan
Francesco e Francesco Caroto, di Domenico e Francesco Morone, di Antonio
Balestra, di Paolo Farinati, di Francesco Torbido, di Girolamo Mocetto,
di Paolo Cavazzola, del Guercino, di Domenico Brusasorci, di Alessandro
Turchi (l’Orbetto).
Di grandissimo interesse le tarsie di fra’ Giovanni da Verona, nel
coro ligneo e sugli armadi della sagrestia, nonché il leggio e il
candelabro intagliati.
Sotto il presbiterio si trova la cripta, costruzione preromanica con
colonne e capitelli del VIII sec. Vi sono conservate opere di Domenico
Brusasorci, Luca Giordano, Francesco Morone, Antonio Balestra e la
popolare "Muletta", preziosa scultura lignea del XIV
sec., raffigurante Gesù che entra a Gerusalemme a cavallo di una mula;
da qui il nome dato alla statua, che ogni anno veniva portata in
processione per le vie cittadine in occasione della Messa delle Palme.
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