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Passeggiando
per Verona |
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arena - piazza bra - teatro filarmonico - palazzo della gran guardia - palazzo barbieri
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Il monumento - simbolo della città - deve il suo nome al toponimo latino che indica la sabbia, che ne ricopriva la platea. È il terzo anfiteatro romano per dimensioni (dopo il Colosseo e l’anfiteatro di Capua), giunto in buono stato conservativo fino ai giorni nostri. I Romani lo costruirono nella prima metà del I sec. d.C., per ospitare gli spettacoli di cui erano particolarmente appassionati: i combattimenti fra gladiatori e le cacce agli animali feroci ed esotici. Eretto all’esterno delle mura cittadine (per poterlo rendere più facilmente raggiungibile dalle zone limitrofe e per tenere fuori dall’abitato una possibile fonte di affollamento e violenze), l’edificio è stato costruito mantenendo l’orientamento dei suoi assi e dei sistemi di drenaggio delle acque rispetto al reticolo viario urbano dell’epoca romana. L’Arena venne utilizzata per secoli come fonte di materiale edilizio di reimpiego, nella costruzione di successivi edifici cittadini: questa è la causa principale della sua attuale incompletezza. A farne pesantemente le spese è stato l’anello di cinta esterno, già intaccato nel VI sec, poi distrutto dal terremoto del XII sec. Tale anello era costituito da un triplo ordine di arcate sovrapposte, in stile architettonico tuscanico ed era fatto interamente di pietra calcarea della Valpolicella, bianca e rosata. Lavorato a bugnato, l’altezza complessiva era di circa 31 metri. Oggi, del rivestimento esterno rimane solo una piccola porzione, la cosiddetta "Ala", di quattro campate. Si conserva pressoché integro, invece, l’anello interno a due ordini di 72 arcate in pietra, che formano un’ellisse di circa 140X110 metri. All’interno, dalla platea si alzano le gradinate con 44 serie di posti, raggiungibili dai 64 "vomitatoria" disposti su quattro piani (cui s’accedeva tramite un sistema complesso di scale). La cavea e la platea sono state restaurate in epoca moderna. Sotto il monumento sono state ritrovate tracce di un complesso sistema di impianti idraulici per mezzo dei quali si introduceva l’acqua per i giochi acquatici e si provvedeva alla pulizia dell’anfiteatro. Della ricca decorazione scultorea di cui sicuramente era dotato l’edificio, rimane poco. I reperti più importanti sono conservati al Museo Civico Archeologico. L’Arena fu sempre utilizzata per manifestazioni spettacolari. Dopo i giochi del periodo romano, nel Medioevo e fino a metà del XVIII sec. vi si tenevano giostre e tornei. Dal 1913, l’Arena è diventata sede del più importante teatro lirico all’aperto del mondo, con la possibilità di offrire fino a 22.000 posti (in epoca romana si suppone si arrivasse a circa 30.000 posti). L’enorme spazio del palcoscenico consente, durante il periodo estivo, l’allestimento di una stagione lirica caratterizzata anche da rappresentazioni grandiose, con particolare rilievo per le opere verdiane. Fiore all’occhiello della lirica all’Arena sono i colossali allestimenti per l’Aida. ANFITEATRO ARENA Informazioni Stagione Lirica Il
nome della piazza è dato dalla contrazione di Braida, toponimo derivato
probabilmente dal tedesco "breit" (=largo).
Corrispondente all’invaso intorno all’Arena, dalla metà del
XII sec. (momento in cui la zona fu compresa nella cinta muraria
cittadina) vi si tenne un grande mercato di legname, fieno e bestiame,
che nel 1633 venne trasformato in grande Fiera delle Merci, con più di
250 espositori dei prodotti più diversi. Interrotta e ripresa in varie
occasioni nel XVIII e XIX sec, nel 1897 la "Fiera dei cavalli"
venne inaugurata nella nuova sede (primo nucleo dell’Ente Autonomo
Fiere di Verona). La piazza incominciò a definirsi intorno alla prima
metà del ‘500, quando Michele Sanmicheli costruì il Palazzo degli
Honorii (Palazzo Guastaverza) e cominciò a delineare il profilo della
zona. Solo dopo la lastricazione del "Liston" (largo
marciapiede in marmo rosa della Valpolicella, materiale che
caratterizza, col suo colore, molte costruzioni di Verona), nel 1770 -
1782, Piazza Bra divenne il luogo di passeggio preferito dai cittadini.
Ancor oggi, dopo la sistemazione a giardino della parte centrale della
piazza (1878), il lato più animato è proprio quello del "Liston",
dove si affacciano palazzi che risalgono al XVI-XVIII sec., sotto cui si
aprono le vetrine di numerosi bar e ristoranti. Il Teatro Filarmonico, costruito nella prima metà del ‘700 per volere dell’Accademia Filarmonica (associazione di appassionati di musica, istituita nel 1543); progettato da Francesco Galli Bibiena, venne quasi completamente distrutto da un incendio nel 1749, ma fu subito ristrutturato secondo i disegni originali. Dopo la nuova distruzione dovuta a un bombardamento nel 1945, è stato nuovamente ricostruito nel dopoguerra. Gestito da due secoli dall’Accademia, vi sono state rappresentate oltre 500 edizioni di opere liriche, cui bisogna aggiungere gli spettacoli di danza e di prosa, i concerti, le conferenze e le manifestazioni di vario genere che hanno portato nelle sale del Teatro le personalità più illustri dell’arte, della cultura e della politica, oltre ovviamente ai cantanti e agli attori più famosi; Pensato per permettere di passare in rivista le truppe al coperto, anche nei giorni di maltempo; iniziato nel 1610 da Domenico Curtoni (parente e discepolo di Michele Sanmicheli), i lavori rimasero sospesi per mancanza di fondi e vennero completati intorno alla metà del XIX sec. da Giuseppe Barbieri. Il piano inferiore è a bugnato (molte pietre provengono dall’Arena) e presenta un portico a tredici arcate; sul piano nobile si aprono alcuni finestroni, separati da colonne binate, con frontespizi triangolari e curvilinei alternati; Palazzo Barbieri (della Gran Guardia Nuova o del Municipio), costruito nella prima metà dell’800 dall’ing. Giuseppe Barbieri, come sede della Guardia Civica austriaca, è un grande edificio neoclassico, ispirato alle forme degli antichi templi romani (presenta un colonnato e un pronao corinzi e un grande frontone triangolare). All’interno sono conservate due grandi tele di Paolo Farinati e Felice Brusasorci che illustrano episodi della storia di Verona. Dal 1869 è sede municipale. |