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Passeggiando per Verona 
Arco dei Gavi (3)

 
Itinerario A
Itinerario B
Itinerario C
Itinerario D

ITINERARIO A
  1. Arena - Piazza Bra
  2. Castelvecchio
  3. Arco dei Gavi
  4. Chiesa S. Lorenzo
  5. Chiesa Ss. Apostoli, Sacello delle Ss. Teuteria e Tosca
  6. Porta dei Borsari
  7. Piazza delle Erbe
  8. Piazza dei Signori, Scavi archeologici dei Palazzi Scaligeri
  9. Arche Scaligere, chiesa S. Maria Antica
10. Casa di Giulietta
11. Porta Leoni
12. Chiesa di S. Fermo

 

ARCO DEI GAVI

Sul lato destro di Castelvecchio, in una piccola area verde affacciata sull’Adige, si erge questa costruzione del I sec. d.C., dell’architetto romano Lucio Vitruvio Cerdone; la firma dell’autore sul monumento, fenomeno molto raro in età classica, è uno degli aspetti che hanno reso famoso l’arco che fu costruito per celebrare una delle famiglie più importanti della Verona romana, la gens Gavia. In origine era posto sulla via Postumia, poco distante dall’attuale Torre dell’Orologio (la collocazione originaria è riconoscibile per la segnalazione, sul selciato, della posizione delle basi dei pilastri). Nel Medioevo l’arco, compreso tra le mura scaligere e la Torre, fu usato come porta urbica. Nel ‘500 vi furono addossate delle costruzioni e vi si insediarono alcune botteghe. Nel 1805, durante l’occupazione napoleonica, i francesi ne decisero la demolizione, perché ritenevano l’arco d’intralcio al traffico (soprattutto militare). Le pietre del monumento vennero prima spostate in Piazza Cittadella, poi vennero trasferite presso l’Arena. Fu ricomposto nel 1932 con i blocchi originali.
In calcare bianco locale, presenta una struttura a quattro fronti, i cui due principali erano rivolti verso la via Postumia. L’arco è ad unico fornice incorniciato da colonne corinzie (le cui basi sono decorate con bassorilievi vegetali) e da un timpano triangolare; il soffitto interno è a cassettoni e presenta una testa di Medusa. Nelle nicchie sui frontoni principali si trovavano statue raffiguranti alcuni membri della famiglia dei Gavi, con relative iscrizioni (ora andate perdute). Sotto l’arco è stato posto un tratto di strada romana, in basalto nero, che reca i segni del passaggio di carri