Sali “in groppa” all’Adige attraversando il ponte più antico di Verona, per catturare le visuali più affascinanti della città;
passeggia tra silenziose e monumentali piazzette, concediti una fantastica escursione nel verde tra antichità romane e mura
medievali... goditi l’enigma di un giardino misterioso dove anche le piante diventano sculture!
... Se vuoi seguirci in questo itinerario partiamo insieme dalla straordinaria chiesa di Santa Anastasia, per incontrare due
signori curvi sotto il peso dei secoli; passiamo per il Duomo di Verona e nella silenziosa Piazza del Vescovado, per approdare
all’antico ponte Pietra: da qui si apre una visuale fantastica verso i colli! La chiesa di San Giorgio, Santo Stefano,
il Teatro Romano e Castel San Pietro si presentano a noi come in uno spettacolo teatrale... partiamo allora alla scoperta
dei tesori del Museo Archeologico, “scaliamo” il colle di San Pietro e corriamo nel verde costeggiando le mura della città;
fermiamoci a guardare tutta Verona dall’alto, per poi scendere al Giardino Giusti per un’ultima, grande “immersione” nella
natura... che si è fatta arte!
Il nostro appuntamento è davanti alla più grande chiesa di Verona,
Santa Anastasia.
Entriamo insieme e scorriamo con lo sguardo l’interno elegante e prezioso, costruito su uno schema detto “a croce latina”:
le tre navate, una maggiore centrale e due laterali, sono separate da altissime colonne in marmo rosso di Verona...
Ma è già arrivato il momento di fare la conoscenza dei due pazienti signori che hanno curvato la loro schiena, per secoli,
sotto il peso delle
acquasantiere.
Un altro elemento decorativo davvero bello è il
pavimento.
Santa Anastasia è sempre stata una chiesa importante e frequentata, quindi un luogo ambito da molte grandi famiglie in Verona,
che desideravano costruire al suo interno il proprio piccolo “santuario”, cioè una tomba monumentale arricchita di sculture e
dipinti. Osservando intorno a te, noterai che lungo i lati della chiesa e nelle absidi si affacciano altari e si aprono
cappelle dedicate ad illustri personaggi: soffermiamoci allora ad ammirare tre meraviglie, unite dal tema comune del cavallo
con il suo cavaliere, che fanno parte di tre diversi monumenti.
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L’affresco con i Santi Giorgio, Martino e Giacomo che presentano tre membri della famiglia Cavalli alla Vergine assisa
in trono con il Bambino, che si trova sulla parete destra della prima abside minore a destra dell’altare, nella
cappella Cavalli.
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Accanto, alzando lo sguardo sopra all’ingresso della cappella Pellegrini, fermiamoci per assistere al “racconto” della
leggenda di San Giorgio e il drago, attraverso l’
affresco del Pisanello.
Nel dipinto il cavaliere, che deve liberare la città e salvare la principessa dal drago, si appresta a salire sul suo
destriero lanciando un ultimo sguardo, malinconico e fiero, al suo grande avversario – il male – impersonato dall’enorme
animale fantastico
a sinistra,
che si ciba delle sue vittime.
Cerca di cogliere tutta la bellezza di questo dipinto, immergendoti nell’atmosfera di attesa che il pittore crea descrivendo
minuziosamente il mondo ricco e nobile dei cavalieri medievali, per poi rendercelo familiare disegnando tanti animali in
modo così accurato da farli sembrare veri.
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Sulla parete sinistra del presbiterio, si apre infine il “sipario” su un altro cavaliere:
Cortesia Serego.
Dopo aver ammirato questo “aspetto cavalleresco” di Santa Anastasia, continuiamo il nostro itinerario uscendo dalla chiesa:
ci dirigiamo a destra, percorriamo via Massalongo e via Duomo, per raggiungere il
Duomo di Verona.
Quello che vogliamo guardare con attenzione e curiosità, oggi, sono le decorazioni scultoree delle facciate, opera di due
artisti che hanno lasciato la propria “firma” sul loro lavoro: il primo fu Pelegrinus (il suo nome compare su un
archivolto
conservato al Museo di Castelvecchio), il quale fu anche l’architetto della Cattedrale. Osserva con noi il protiro sud
(quella specie di baldacchino di marmo che sovrasta la porta laterale) e vedrai personaggi bizzarri, animali reali e
fantastici che si accalcano nella pietra: ognuno ha un preciso significato, tutti insieme partecipano al “racconto” della
casa di Dio. Guarda ad esempio il
leone.
Il secondo scultore fu Nicolaus, e a lui si deve l’imponente protiro che sovrasta l’ingresso principale. Delle colonne
tortili sorreggono il grande arco a tutto sesto, poggiando su due temibili
grifi.
Le porte hanno un significato molto profondo in queste antiche cattedrali, perchè simboleggiano la conversione, il passaggio
tra due mondi: i feroci guardiani consentono l’ingresso solo ai meritevoli. L’ingresso è custodito anche da due famosi
paladini:
Orlando e
Uliviero
... riesci a vederli (dietro alle colonne!)? Ai lati del portale, sugli stipiti, sono raffigurati anche dieci silenziosi
profeti: se ti avvicini ti sentirai osservato dai loro occhi penetranti... vuoi chiamarli per nome ?
A destra
troverai Gioele, Michea, Zaccaria, Aggeo, Abacuc;
a sinistra
Malachia, Salomone, Baruc, Isaia e Daniele.
Ora però congediamoci dai nostri “antichi” amici e proseguiamo il nostro cammino... naturalmente se vuoi vedere la
Cattedrale al suo interno, non possiamo darti torto: è ricchissima di dipinti e opere d’arte, anche se il suo aspetto
originale è stato un po’ cambiato nel tempo. Vuoi fare una passeggiata all’aperto? Allora seguici lungo il fianco sud
della chiesa e raggiungici nella silenziosa
piazza del Vescovado ,
che un tempo era abbellita da un lussureggiante
giardino. Passando oltre, attraversata piazzetta Broilo, gira a sinistra: sei finalmente arrivato all’Adige!
Per attraversarlo utilizzerai il ponte più antico della città:
ponte Pietra.
Prima di attraversare il fiume per esplorare la sponda sinistra, ti invitiamo, però, a dare uno sguardo d’insieme al
colle di San Pietro.
E’ qui che scelsero di insediarsi i più antichi abitanti di Verona, in epoca preistorica: il luogo era molto favorevole,
perché si poteva difendere con facilità e perché la pianura sottostante poteva essere raggiunta agevolmente attraverso un
guado. Ponte Pietra è un buon punto di osservazione verso il colle: da lì, spostando Io sguardo dal basso all’alto, potrai
“leggere” diverse fasi della storia di Verona, attraverso venti secoli.
Cominciamo dall’epoca romana. Lungo il fiume,
proprio davanti a te, si ergono ancora cinque arcate che facevano parte del muro costruito per contenere le piene dell’Adige;
poco più in alto puoi osservare i resti del teatro di cui ti parleremo ancora tra poco. Il grande edificio che vedi sopra il
teatro risale invece ad un’epoca successiva: è l’antico convento di San Gerolamo. Ancora più in alto, sulla sommità del colle,
si trova la caserma costruita dagli Austriaci nella prima metà dell’ Ottocento.
Per raggiungere tutto quello che hai visto da qui e scoprirne i segreti, attraversa il ponte. Se però, prima di
proseguire, vuoi dedicare ancora qualche minuto a ponte Pietra e osservano nel suo insieme, volta a sinistra e avviati verso
la chiesa di
San Giorgio.
Più vicino al ponte, sull’altro lato della strada, non ti sarà sfuggita una chiesa più piccola ma altrettanto bella:
Santo Stefano.
Dal lungadige anche il ponte Pietra ti apparirà nel suo aspetto “bicolore” - se lo vedi al tramonto, in una giornata di sole,
è ancora più suggestivo. Le due arcate di calcare bianco sono di epoca romana (nota la finestra posta tra le due arcate,
che favorisce il deflusso delle acque quando l’Adige è in piena), le altre tre, in mattoni, risalgono al 1520 (le due
centrali) e alla fine del Duecento. Adesso puoi ritornare al ponte e proseguire lungo la riva sinistra del fiume.
Pochi metri ti separano da uno dei più interessanti monumenti di Verona: il
teatro romano.
Entra almeno qualche minuto, divertiti a salire e a scendere per la gradinata (cavea) su cui sedevano, in epoca romana, gli
spettatori. Il teatro di Verona era bellissimo e molto frequentato. Sul palco si svolgevano soprattutto commedie, tragedie
e farse. Poco lontano sorgeva anche un teatro più piccolo, probabilmente coperto, per le audizioni musicali: l’odeon.
Al teatro romano, durante l’estate, si rappresentano ancora oggi spettacoli molto suggestivi: se sei a Verona in luglio o
in agosto forse ti piacerà assistere a una divertente commedia di Carlo Goldoni, a un dramma di Shakespeare, a un concerto
di musica jazz o a un balletto. E’ una esperienza molto emozionante sedere dove prendevano posto i veronesi di duemila anni
fa, grandi appassionati, come tutti gli abitanti dello stato romano, di spettacoli. Prima di uscire da questo luogo, forse
ti interesserà conoscere qualcosa degli edifici che sorgono intorno alla cavea. La chiesetta che vedi sulla destra, dedicata
ai
santi Siro e Libera,
risale al decimo secolo; il grande edificio alle spalle del teatro è, come abbiamo visto, l’antico convento di
San Gerolamo.
Se non sei ancora stanco, entra nel convento: potrai visitare le celle, il refettorio, i piccoli chiostri, la cappella e
respirare l’atmosfera raccolta e tranquilla in cui vivevano i monaci. Dalle piccole finestre vedrai un meraviglioso panorama.
Deciditi ad entrare perché, oltre a tutto questo, ti aspetta anche una sorpresa! Se raggiungi, attraverso le scale o
l’ascensore, l’interno del convento, ti accorgerai che nelle diverse stanze sono esposti
mosaici,
statue, bronzi, oggetti di vario tipo: il convento di San Gerolamo è, infatti, la sede del Museo Archeologico di Verona.
Aggirati per le sale e fermati ad osservare quello che ti interessa di più... Inoltre dal cuore del Museo partono delle
meravigliose passeggiate nel
verde
che sono state recentemente riaperte. Usciti dal Museo e dal teatro, giriamo a destra per tornare alcuni passi indietro:
subito dopo alla farmacia giriamo di nuovo a destra e ci “arrampichiamo” per una ripida scalinata che s’insinua in mezzo
ad alcune splendide casette. Pochi minuti bastano per raggiungere
Castel San Pietro.
Dal piazzale antistante si può godere di una visione completa del centro cittadino: soprattutto è affascinante vedere il
fiume Adige che si fa strada con le sue curve morbide attraverso i vecchi quartieri di Verona. Adesso, però, è arrivato
il momento di lasciarsi un po’ andare! Gira intorno alla vecchia caserma e sali verso le mura che, per secoli, hanno
difeso la città su questo versante. Il sentiero che le costeggia, in mezzo al verde, si chiama via San Zeno in Monte
e, come vedrai, è molto adatto per una bella corsa o una passeggiata rilassante.
Dieci minuti e si arriva ad un grande complesso di edifici, l’Istituto don Calabria, che si affaccia su un altro spettacolare
“balcone” sulla città: ti consigliamo di fermarti qualche minuto, la visuale da qui è davvero straordinaria.
Scendendo per via Scala Santa, ti proponiamo ora di venire a scoprire un altro luogo molto particolare:
un “giardino-museo”. Si tratta del
giardino Giusti.
Ti piace l’idea di raccogliere e custodire
statue ed epigrafi all’aperto,
tra il verde, invece che in un museo ?
A noi sembra geniale! Divertiti a correre attraverso le stradine, nasconditi dietro le siepi e, intanto, ammira gli scorci
e le vedute che si aprono davanti a te. Dai uno sguardo anche ai cipressi, piantati nel 1946, allo stesso posto di quelli
originari, che erano stati distrutti durante la guerra. Ti accorgerai che la parte bassa del giardino (“all’italiana”) è
molto diversa da quella alta (“all’inglese”).
Sapresti spiegare le caratteristiche diverse di questi due tipi di giardino ?
E con questo “indovinello” che un grande osservatore come te non mancherà di commentare ampiamente...ti diamo appuntamento
per una nuova giornata insieme a Verona, tra cultura, paesaggio e arte, ma anche ristoranti, bar e vetrine! A presto!