Descrizione
Mercoledì 21 alle 18 presentazione del libro ho sfiorato il cielo di Paolo De Chiesa e Sergio Barducci. Giovedì 22 alle 17 presentazione del libro Domani si va al mare. A seguire proiezione del film Una Squadra e talk con Adriano Panatta e Paolo Bertolucci. Venerdì 23 alle 17 presentazione del libro Dieci Ferite.
A seguire proiezione film La Valanga Azzurra e talk con Gustavo Thoeni, Piero Gros e Paolo De Chiesa
Dal 21 al 23 gennaio Casa Verona ospita una rassegna di incontri e proiezioni che mette al centro lo sport come racconto umano, culturale e cinematografico. Tre giornate consecutive in cui libri, film e dialoghi dal vivo intrecciano memoria sportiva, esperienze personali e grandi storie collettive, con la partecipazione di protagonisti che hanno segnato pagine importanti dello sport e del cinema italiano.
“Ci troviamo in uno spazio dell’Arsenale militare sul quale da decenni la città di Verona si interroga su cosa possa e debba diventare. Per questo – interviene il Sindaco, Damiano Tommasi - posso dirlo con convinzione: siamo orgogliosi di essere riusciti a restituire questo luogo alla città attraverso i Giochi Olimpici e Paralimpici e le cerimonie che arriveranno. Abbiamo scelto di chiamarlo Casa Verona proprio perché vorremmo che diventasse, e lo sta già diventando, uno spazio della città: un luogo di testimonianza, di incontro, di partecipazione, capace di accompagnare i momenti più significativi della vita cittadina anche attraverso immagini ed eventi simbolici. Ringrazio tutte le persone che hanno lavorato e che continuano a prendersi cura di questo spazio, e invito tutti a coltivarlo e a viverlo, perché rappresenta una grande risorsa anche in vista del suo completamento definitivo.
Qui un tempo si costruivano e si immagazzinavano armi, ci si preparava alla guerra, si viveva in un periodo segnato dall’incertezza, che per certi aspetti somiglia purtroppo a quello attuale. Proprio per questo siamo ancora più orgogliosi di aver dato a questo luogo un significato nuovo e opposto: uno spazio dedicato all’incontro, all’inizio del dialogo, a quel confronto tra diversità che ho sempre auspicato e che Verona, nella sua storia, ha spesso saputo rappresentare”.
Tra sci e noir, 21 gennaio.
La rassegna nella Palazzina 20 dell’Arsenale si apre mercoledì 21 gennaio con la presentazione del libro Ho sfiorato il cielo, dedicato alla carriera e alla vita di Paolo De Chiesa, uno dei volti simbolo della Valanga Azzurra. Insieme a lui sarà presente l’autore del volume, Sergio Barducci. Dai trionfi con la mitica Valanga Azzurra, che ha segnato la storia dello sci mondiale, agli incubi di un colpo di pistola al volto dal quale è miracolosamente scampato.
Ho sfiorato il cielo è la straordinaria storia di Paolo De Chiesa, lo slalomista che ha infiammato gli appassionati di sci, in cui racconta la sua vita, gli affetti e gli esordi sulla neve, rivelando un fatto drammatico taciuto finora: «Ero nel pieno delle mie forze, avevo 22 anni e andavo fortissimo. Salvo per miracolo, ho subìto pesanti conseguenze e nessuno mi ha mai chiesto scusa, nonostante abbia sempre coperto i responsabili. Ancora oggi il dolore mi tormenta». L’incrollabile tenacia e la voglia di tornare sui podi della Coppa del Mondo lo hanno fatto tornare protagonista e affrontare con successo rivali del calibro di Ingemar Stenmark o Phil Mahre. Ho sfiorato il cielo è lo spaccato di una vita vissuta intensamente, insieme ai grandi campioni dello sci mondiale, dei quali svela anche aneddoti personali.
Oggi, apprezzato commentatore televisivo delle gare di sci, quando non è in giro per il mondo vive nella sua Saluzzo, circondato da persone care e pervaso dalla passione di sempre che ha spostato nello sci alpinismo: sale con l’uso delle pelli e la forza dei muscoli e scende su bianche coltri di neve fresca.
L’incontro sarà condotto da Lorenzo Fabiano, che accompagnerà il dialogo tra autore e protagonista.
Tennis tra letteratura e cinema - giovedì 22 gennaio.
Giovedì 22 gennaio è una giornata interamente dedicata al tennis e al cinema. Si inizia con la presentazione del libro Domani si va al mare. Wimbledon, anarchia, prigioni, esilio e nuovi mondi, scritto da Monica Giorgi insieme a Serena Marchi. Domani si va al mare, edito da Fandango Libri, è stato proposto tra i candidati al Premio Strega e ha vinto il prestigioso Premio Letterario Sportivo Gianni Mura edizione 2025. Il libro racconta una storia fuori dagli schemi, che attraversa il tennis professionistico, l’impegno politico e le scelte radicali di una vita vissuta controcorrente. Monica Giorgi nasce a Livorno nel 1946 e cresce in una famiglia benestante che la indirizza presto al tennis. Fin da bambina il padre le trasmette l’idea di un tennis aggressivo e la visione simbolica di Wimbledon come traguardo, segnando il suo carattere e il suo stile di gioco. Sui campi in terra battuta stringe amicizia con Lea Pericoli, mentre parallelamente coltiva lo studio e l’interesse per la filosofia. Proprio da lì nasce il suo impegno politico e civile: l’avvicinamento ai movimenti non violenti, a Gandhi e Martin Luther King, e agli ambienti anarchici livornesi, con cui avvia una battaglia per i diritti dei detenuti e fonda la rivista Niente più sbarre.
Nel 1980, quando il tennis non è più al centro della sua vita, viene arrestata con l’accusa di aver fatto da basista in un rapimento di matrice politica. Da quel momento la sua esistenza prende direzioni impreviste. Domani si va al mare, scritto da Serena Marchi, racconta senza sconti la vita di Monica Giorgi, una donna che ha scelto di restare fedele ai propri principi etici e morali, qualunque fosse il prezzo da pagare. Anche in questo caso la conduzione è affidata a Lorenzo Fabiano.
Coppa Davis ’76: l’Italia che vinse contro tutto, 22 gennaio. proiettata alla presenza del regista Domenico Procacci, la serie televisiva
A seguire alle 18, la rassegna prosegue con la proiezione del film Una squadra, documentario del 2022 diretto da Domenico Procacci, distribuito da Fandango e Sky, che ripercorre l’epopea della nazionale italiana di Coppa Davis.
Prima della proiezione, Lorenzo Fabiano introduce il regista Giovanni Veronesi e il vicedirettore di Sky Tg24 Omar Schillaci, mentre lo stesso Procacci accompagna il pubblico come voce narrante del film, offrendo chiavi di lettura e contesto.
Al termine della visione, alle 19,30 si apre un talk con Adriano Panatta, Paolo Bertolucci e Domenico Procacci, moderato da Omar Schillaci, con il contributo di Lorenzo Fabiano e Giovanni Veronesi. Un momento di confronto che unisce ricordi sportivi, riflessioni storiche e racconto cinematografico.Una Squadra - Dal 1976 al 1980 l’Italia è la squadra da battere. Parliamo di tennis e il trofeo per cui si lotta è la Coppa Davis. La squadra è formata da quattro giocatori, quattro campioni: Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci, Adriano Panatta, Tonino Zugarelli.In quei cinque anni raggiungono la finale quattro volte, vincendo solo nel ’76 contro il Cile. Le finali raggiunte ma poi perse sono nel ’77 contro l’Australia, nel ’79 contro gli USA e nell’80 contro la Cecoslovacchia. Nel ’76 e nel ’77 la squadra ha come capitano non giocatore una leggenda del tennis italiano, Nicola Pietrangeli, ritiratosi dall’attività agonistica solo da pochi anni. Pietrangeli verrà esonerato dai suoi giocatori dopo la sconfitta del ’77 in Australia. Lo considera il più grande tradimento subito nella sua vita.La docuserie racconta una squadra a volte divisa, frammentata, con al suo interno rapporti difficili, conflittuali, sia tra i giocatori che con chi li guida e allena. Una squadra, una nazionale, che nel momento in cui ha la vittoria a portata di mano viene osteggiata e combattuta nel suo stesso Paese. E nonostante tutto questo, in quegli anni la squadra è la più forte del mondo.La docuserie Sky Original è andata in onda su Sky Documentaries; la versione per il cinema racconta alcuni tra gli episodi più divertenti ed emozionanti della serie. In particolare, si concentra su una delle quattro finali, quella giocata nel ’76 contro il Cile di Pinochet e per questo al centro di una feroce battaglia politica. Una vittoria, che ancora oggi, a 122 anni dalla nascita della Coppa Davis, rimane l’unica vittoria italiana.
La Valanga Azzurra, parabola irripetibile della nazionale di sci alpino negli anni 70 - venerdì 23 gennaio.
Venerdì 23 gennaio la rassegna si chiude con una giornata dedicata allo sci e alla narrazione. Si parte con la presentazione, alle 17, del libro Dieci Ferite di Lorenzo Fabiano (con la prefazione del Premio Strega Sandro Veronesi): l’autore dialoga con Domenico Procacci attorno a un testo che affronta attraverso dieci storie di grandi campioni degli anni Settanta il tema della sconfitta quale passaggio necessario per la crescita umana e sportiva dell’individuo. Dopo la presentazione, alle 18, Lorenzo Fabiano introduce Giovanni Veronesi e Omar Schillaci, preparando il pubblico alla proiezione del film La Valanga Azzurra, film del 2024 diretto da Giovanni Veronesi. Il documentario racconta una delle stagioni più straordinarie dello sport italiano, quella dello sci alpino degli anni Settanta, quando una generazione di atleti portò l’Italia ai vertici mondiali. “La Valanga Azzurra” ripercorre la parabola irripetibile della nazionale italiana di sci alpino degli anni '70, guidata dal leggendario tecnico Mario Cotelli e capitanata da campioni come Gustavo Thoeni e Piero Gros. Attraverso successi che hanno riscritto la storia dello sport italiano, come la conquista di cinque Coppe del Mondo e numerose medaglie tra Olimpiadi e Mondiali, il documentario celebra le rivalità interne, i contrasti caratteriali e i sacrifici che hanno reso invincibile questa squadra. Le testimonianze inedite dei protagonisti, intrecciate alla narrazione di Giovanni Veronesi, che rivela in questa occasione i suoi trascorsi di aspirante campione, fanno rivivere l’epopea unica di un ciclone sportivo, dagli esordi gloriosi fino a un inevitabile declino.
Al termine della proiezione, il pubblico potrà assistere a un incontro con Gustavo Thoeni, Piero Gros, Paolo De Chiesa e Domenico Procacci. La conduzione è affidata a Omar Schillaci, affiancato da Lorenzo Fabiano e Giovanni Veronesi.