Descrizione e scopo
Il progetto mira a costruire sul territorio una comunità educante che, ispirata al principio di cura, sia in grado di offrire ai bambini e alle bambine opportunità per apprendere ad aver cura di sé, per la scoperta, la coltivazione e la fioritura dei propri talenti e per lo sviluppo delle competenze necessarie ad orientarsi, in modo consapevole, autonomo e critico, nelle complessità del tempo attuale. Particolare riguardo sarà dato all’abbattimento delle disuguaglianze di genere che, come nel campo delle STEAM, affondano le proprie radici nei primi anni della formazione.
Il tutto nasce dalla collaborazione tra diversi partner guidati dal Comune di Verona – Assessorato alle politiche educative che nel 2024 ha analizzato un contesto locale che conta sul territorio comunale oltre 12.200 bambine e bambini tra i 6 e gli 11 anni di cui oltre il 51% maschi e oltre il 48% femmine, con un 23,3% senza cittadinanza italiana e con la maggiore concentrazione (23,7%) residente in terza circoscrizione, zona ovest della città e solo il 6,9% nella zona nord est. Rilevato come preoccupante è, poi, il problema della dispersione scolastica: dal monitoraggio sulla dispersione scolastica effettuato dalla Direzione Servizi Formativi e dell’Istruzione del Comune emerge che l’abbandono scolastico è in costante aumento ed è presente maggiormente nei quartieri come Borgo Roma; Borgo Venezia, San Michele; Borgo Nuovo; Santa Lucia; Golosine. Il fenomeno ha molteplici cause e fattori critici, tra cui prevalente il disagio socio-familiare, i casi di disagio psichico e il disagio scolastico. Le famiglie con difficoltà finanziarie nel 2024 sono state il 26 % dei casi; il disagio sociale costituito da problemi familiari e difficoltà relazionali che influenzano negativamente la motivazione e la frequenza scolastica nel 2024 ha toccato il 20% dei casi.
Il raccordo tra enti, scuola e famiglie diventa, quindi, la chiave di volta per un futuro inclusivo e con una grande attenzione ai bisogni dei più piccoli attraverso percorsi formativi e collaborativi in cui docenti, famiglie, bambine e bambini diventino protagonisti del cambiamento. Serviva, dunque, un progetto inclusivo che sviluppasse il pensiero critico, superando gli stereotipi di genere e che tenesse conto del concetto di filosofia della cura e conoscenza del sé nonché dello sviluppo di capacità e talenti legati alle materie STEAM.
Il progetto ha questi obiettivi specifici:
- conoscere se stessi per avere cura di sé: acquisire consapevolezza delle proprie potenzialità cognitive, etiche, affettive, corporee, estetiche e spirituali attraverso lo sviluppo di un metodo riflessivo che elabori la propria esperienza e il proprio vissuto; promozione del pensiero critico, del problem solving, della creatività della comunicazione e della collaborazione attraverso le materie STEAM;
- favorire un ambiente di apprendimento valorizzante e inclusivo: incrementare le capacità dei docenti di realizzazione di attività educativo-didattiche ispirate al principio di cura di sé e della consapevolezza delle proprie potenzialità, permettere l’implementazione di un contesto che possa far emergere le eccellenze personali delle bambine e dei bambini ognuno nella propria unicità, permettere il superamento delle disuguaglianze di genere al momento esistenti tra bambini e bambine nel campo delle materie STEAM;
- favorire la costruzione di una comunità educante che contribuisca alla costruzione di contesti di pari opportunità nell’ambito dell’infanzia: accrescere le capacità dei genitori nell’accompagnamento dei figli alla scoperta dei propri talenti, incrementare l’offerta formativa scolastica ed extrascolastica del territorio, costruire un tavolo permanente di confronto che sostenga la politica della cura di sé e della propria consapevolezza.