Descrizione
La consigliera delegata Annamaria Molino: “un riconoscimento importante che premia il percorso costruito in questi anni e l’impegno dell’intera amministrazione sui temi della promozione della salute come elemento trasversale a tutte le politiche pubbliche”.
Il Consiglio Comunale di Verona ha approvato (delibera 32/2026 approvata con 21 voti favorevoli e 5 astensioni) l’aggiornamento della disciplina per le attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande per il triennio 2026-2028, confermando l’impianto regolatorio precedente che, nonostante la liberalizzazione, contingenta il numero di licenze in centro storico a 268 mantenendo la tutela delle aree sottoposte a programmazione.
“La programmazione si fonda sul bilanciamento tra libertà d’impresa e tutela del territorio, - ha spiegato l’assessora al Commercio e alle attività produttive Alessia Rotta - con l’obiettivo di governare la pressione antropica nelle vie centrali, salvaguardare il patrimonio storico-artistico e garantire sicurezza e qualità della vita urbana. Nel Centro storico di Verona, già da diversi anni, è in vigore questo provvedimento di limitazione, che contingenta il numero di licenze fino ad un massimo di 268. Per questo motivo nelle aree che chiamavamo ‘zone rosse’, che non sono quelle presidiate in maniera particolare da Questura e Prefettura per il rispetto della sicurezza sociale ma quelle che riguardano il contingentamento delle attività di somministrazione: bar e ristoranti per il centro storico. Assetto che richiede una particolare attenzione, per salvaguardare quanto più possibile il delicato equilibrio di convivenza fra l’attività dei bar e dei ristoranti presenti nel centro cittadino e la vivibilità di quanti vi risiedono. Sappiamo che là dove ci sono bar e ristoranti c'è socialità e suo presidio, ma dobbiamo tener conto anche dei disagi causati da un'eccessiva pressione antropica.Per questo abbiamo pensato di continuare con questo strumento di programmazione, che si è rivelato particolarmente utile”
Il territorio comunale sarà quindi di nuovo suddiviso in due aree: “zona sottoposta a programmazione” — corrispondente al centro storico tutelato dall’Unesco — soggetta a contingentamento numerico e nella quale sono riconosciuti un numero massimo di esercizi di somministrazione pari a 268 unità, soglia ritenuta compatibile con l’equilibrio antropico e ambientale dell’area. Nel restante territorio comunale, la “zona libera”, comprendente le attività di somministrazione che possono essere avviate liberamente mediante la presentazione di una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), senza necessità di autorizzazione preventiva. Uno strumento che semplifica l’accesso al mercato per gli operatori che scelgono di insediarsi al di fuori del centro storico, favorendo al contempo il decentramento commerciale.
La delibera
Il Consiglio Comunale di Verona ha approvato la Variante Urbanistica n. 64 al Piano degli Interventi, funzionale alla realizzazione dell’itinerario ciclabile B20 previsto nel PUMS, lungo il percorso Forte Chievo–Via Legnago con la delibera 31/2026 (approvata con 22 voti favorevoli, 6 contrari, un astenuto e uno non espresso) è stata illustrata dall’assessore al Bilancio, Michele Bertucco, in sostituzione dell’assessore alla Mobilità e all’Ambiente, Tommaso Ferrari.
“Il Consiglio approva la variante urbanistica relativa al tracciato ciclabile nei quartieri sud della città, - ha spiegato Bertucco - a conclusione dell’iter avviato con la delibera n. 8, con cui era stato approvato il progetto definitivo e aperta la procedura urbanistica. Nel periodo di pubblicazione (60 giorni) non sono pervenute osservazioni. Il percorso interessa i quartieri Santa Lucia, Golosine e Borgo Roma, servendo due circoscrizioni che ospitano circa un quarto della popolazione veronese. Collega attrattori di primaria importanza: istituti superiori con sedi distaccate, il comparto Fiera e il Policlinico Giovanni Battista Rossi, raccordandosi alle estremità con percorsi ciclabili già esistenti verso il centro città e verso il confine con San Giovanni Lupatoto. Le vie interessate sono: stradone Santa Lucia, via Po in tre tratti, viale dell’Industria, proseguendo poi su viale del Lavoro, via Scuderlando, viale di Puglia, via Centro, via San Giacomo e via dei Lamberti. Alcuni tratti esistenti vengono riqualificati. L’obiettivo è ricucire con un asse trasversale est-ovest i quartieri sud del Comune, sviluppando e completando la rete ciclabile esistente”.
Il dibattito.
Il consigliere Rosario Russo di Battiti per Verona ha sollevato una serie di criticità tecniche sul progetto. “Su due tratti critici — via Po (tratto Carisio-Roveggia) e viale di Puglia (tratto Scudernando-via Centro) — la relazione tecnica ritiene necessaria un’analisi di micro simulazione per valutare l’impatto dei semafori a tutto rosso sul traffico veicolare, rinviando però tale approfondimento a fasi successive, esattamente come già avvenuto a febbraio con la delibera n. 8. Permane inoltre incertezza sulla presenza di alberi censiti in area Fiera e sull’esito di interlocuzioni ancora informali con l’ente. Per il tratto viale di Puglia-via San Giacomo, dove è prevista la chiusura dell’asse stradale, la valutazione della redistribuzione dei flussi è demandata ai modelli di macro simulazione degli uffici comunali, senza dati aggiornati. Il consigliere chiede se siano stati studiati i flussi delle ambulanze verso il Policlinico di Borgo Roma e se l’azienda ospedaliera sia stata coinvolta, auspicando maggiori certezze prima dell’approvazione”
Il consigliere Francesco Casella del Pd originario di Santa Lucia e cresciuto tra i quartieri della quarta e quinta circoscrizione, porta una testimonianza diretta: “spostarsi in bicicletta tra via Po, Golosine e Borgo Roma era rischioso, e un collegamento ciclabile tra le due circoscrizioni non è mai esistito. Per questo valuta l’opera come un’opportunità straordinaria, capace di connettere non solo i quartieri ma anche i poli scolastici, il parco San Giacomo e le numerose realtà del territorio. Di fronte a questi benefici, considera del tutto marginale il rischio di qualche secondo di attesa in più al semaforo. Il progetto è finanziato con i fondi delle opere compensative della Tav e rappresenta, a mio avviso, una delle ciclabili più significative realizzate da questa amministrazione”.
Le dichiarazioni di voto
Il consigliere Lorenzo Didonè di Dts ha sottolineato come “tentare di ritardare o ostacolare un’opera destinata a Santa Lucia, Golosine e Borgo Roma appare incomprensibile. La ciclabile corre in direzione est-ovest, perpendicolare al traffico pesante nord-sud, collegando due quartieri che da sempre sopportano il peso della Fiera senza poter interagire agevolmente tra loro. A febbraio lo stesso indirizzo era stato approvato da tutta la maggioranza senza voti contrari: cambiare posizione ora per ragioni politiche è irragionevole. Verona Sud ha bisogno di quest’opera e sarebbe auspicabile che anche la minoranza la sostenesse”.
“Esprimo un voto convinto su questa delibera, - ha esordito Michele Bresaola, Pd, presidente della Commissione consigliare 3^ - che rappresenta l’ultimo atto del Consiglio per la realizzazione dell’opera. Le domande sollevate dalla minoranza appaiono fuori fuoco: ciò che conta è se questa infrastruttura migliorerà la sicurezza e l’accessibilità di chi usa la bicicletta, e la risposta è chiaramente sì. Il progetto servirà parchi, scuole, il tessuto commerciale di Santa Lucia e Golosine, i poli scolastici di Borgo Roma e molto altro. Su queste domande il progetto dà risposte positive e concrete”
Massimo Mariotti di Fratelli d’Italia ha manifestato il suo voto contrario, non per opposizione ideologica alle ciclabili, “ma perché riteniamo che quelle realizzate da questa amministrazione tolgano corsie al traffico veicolare senza un utilizzo ciclabile proporzionato. Aggiungiamo un problema di sicurezza: i monopattini circolano senza casco, targa né assicurazione e i controlli sono insufficienti. Le infrastrutture ciclabili andrebbero coordinate con gli altri interventi sulla mobilità, filovia inclusa, e non realizzate in modo disorganico. Chi viene dalla provincia non lascerà l’auto in un parcheggio periferico incustodito”.
Secondo Giacomo Cona di Traguardi, “la minoranza ha scelto paradossalmente di criticare il progetto ciclabile più inattaccabile: la quarta e quinta circoscrizione attendono da anni infrastrutture per mettere in sicurezza gli utenti deboli della strada. Gli stessi cittadini di quei quartieri, che la minoranza dice di rappresentare, lo confermeranno quando la pista sarà realizzata. Le osservazioni tecniche del consigliere Russo sono legittime, ma il tema è stato discusso in più commissioni e in aula a febbraio: sollevarle ora appare strumentale e alimenta un clima di esasperazione che la minoranza stessa ha contribuito a creare”
Russo ha annunciato di non partecipare al voto. “Ho esercitato il legittimo diritto di chiedere chiarimenti su una relazione allegata alla delibera che oggi approviamo, - ha detto Russo - in particolare sulle analisi di micro simulazione annunciate e mai prodotte. La responsabilità politica di questa scelta, con i prevedibili rallentamenti alla circolazione, ricade interamente sulla maggioranza. Preciso che il PUMS è uno strumento di programmazione generale e non legittima automaticamente ogni singolo intervento”.
“Non siamo contrari alla mobilità sostenibile, gli ha fatto eco la consigliera di Fratelli d’Italia, Maria Fiore Adami - ma alla modalità con cui questi progetti vengono gestiti: mancanza di partecipazione reale, commissioni liquidate in 14 minuti, nessun contraddittorio. Se temi così divisivi fossero affrontati con sopralluoghi, ascolto della cittadinanza e vera condivisione, la minoranza non si troverebbe costretta a votare contro opere condivisibili negli intenti”.
Barbara Tosi di Verona per Tosi ha annunciato il suo voto contrario dicendo che “le ultime ciclabili realizzate hanno creato più problemi che benefici, sottraendo spazio a chi usa l’auto per necessità concrete: portare i figli a scuola, fare la spesa, andare al lavoro. Verona ha una conformazione urbana che in certi tratti non si presta alle ciclabili, e alcune soluzioni alternative — come i marciapiedi su viale Nevizzano o percorsi paralleli su vie secondarie — non sono mai state valutate seriamente. Se si fosse lavorato diversamente, avremmo potuto essere d’accordo”
Comunicazioni.
La consigliera Paola Poli di Dts ha annunciato che “il 7 giugno entrerà in vigore il decreto sulla trasparenza retributiva, che recepisce la direttiva europea sulla parità salariale tra uomini e donne. Una data storica: la trasparenza diventa strumento di giustizia sociale, dopo anni di divari retributivi di genere che in Italia persistono con ostinazione — nel 2025 il nostro Paese occupava l’85° posto su 148 nazioni per parità di genere. Con questo decreto cambia il paradigma: le lavoratrici e i lavoratori avranno il diritto di conoscere i criteri retributivi aziendali, gli annunci di lavoro dovranno indicare la fascia retributiva prevista e non sarà più possibile chiedere ai candidati la retribuzione precedente. Non è solo una questione economica: è una questione di dignità, libertà e uguaglianza. Come istituzioni locali abbiamo il dovere di accompagnare questo cambiamento culturale, promuovere il lavoro equo e garantire che i principi di equità e trasparenza siano pienamente applicati anche nella pubblica amministrazione”
La consigliera Annamaria Molino di Dts, delegata all’associazione Rete Italiana Città Sane, ha segnalato che “durante il meeting nazionale della Rete Italiana Città Sane dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il Comune di Verona è stato eletto nel direttivo nazionale dell’associazione. Un riconoscimento importante che premia il percorso costruito in questi anni e l’impegno dell’intera amministrazione sui temi della promozione della salute come elemento trasversale a tutte le politiche pubbliche — salute intesa, secondo la definizione OMS, come benessere fisico, mentale e sociale delle persone, dell’ambiente e degli animali. Il risultato nasce da un lavoro serio e continuativo, sviluppato da tutti gli ambiti del Comune insieme alle realtà del territorio. L’elezione nel direttivo nazionale rappresenta non solo un motivo di soddisfazione istituzionale, ma anche una responsabilità ulteriore: portare l’esperienza di Verona a livello nazionale e contribuire alla definizione di politiche e buone pratiche per le città italiane, confermando Verona protagonista nell’innovazione amministrativa e nella tutela della salute pubblica”.
La vicenda della Flotilla ha dimostrato ancora una volta il disprezzo di Israele per il diritto internazionale: - ha esordito la consigliera Chiara Stella di Dts - ferma in acque internazionali, non rappresentava alcuna minaccia, ma ha portato una conferma concreta di solidarietà con la popolazione di Gaza, rinchiusa nelle tende da mesi mentre i propri figli muoiono in condizioni disumane. Persino il presidente israeliano Herzog ha condannato la terribile ondata di aggressioni contro i palestinesi in Cisgiordania — un segnale, seppur tardivo. La Francia ha già riconosciuto la Palestina come Stato e ha vietato l’ingresso sul proprio territorio a Ben Gvir: sarebbe ora che anche l’Italia adottasse misure analoghe nei confronti di Netanyahu. Non possiamo restare indifferenti di fronte a questa barbarie: come istituzioni abbiamo il dovere morale di alzare la voce e chiedere il rispetto del diritto internazionale e della vita umana”.