Descrizione
L’esposizione, nata dalla collaborazione tra i Musei Civici di Verona - Galleria d’Arte Moderna Achille Forti e ArtVerona e curata da Patrizia Nuzzo e Stefano Raimondi, si inserisce nel format fieristico Habitat dedicato agli ambienti artistici immersivi che, con la prima edizione avente Giulio Paolini come protagonista, ha ricevuto un’accoglienza estremamente positiva.
In questa occasione, lo storico legame tra le due istituzioni si è rafforzato con un progetto dedicato ai lavori di un altro grande artista, Mario Merz (1925-2003), accompagnato da un catalogo con importanti contributi critici edito per i tipi di Manfredi Edizioni.
A cento anni dalla sua nascita, Verona rende omaggio ad una figura cardine dell’Arte Povera nota a livello internazionale, che ha fatto della compenetrazione tra opera e ambiente il fulcro della propria ricerca.
In occasione dell’importante ricorrenza, tre sono gli appuntamenti che si sono dispiegati tra la città scaligera, Spoleto (Se la forma scompare la sua radice è eterna, 15 giugno – 6 ottobre 2024, Rocca Albornoz) e Torino (Mario Merz. Qualcosa che toglie il peso, 8 luglio – 6 ottobre 2024, Fondazione Merz). Arricchitasi di tre nuovi lavori, la rassegna alla Fondazione Merz è stata riaperta al pubblico dal 28 ottobre al 2 febbraio 2025, mentre l’esposizione veronese permetterà di celebrare il centenario dell’artista, caduto il 1° gennaio, fino agli inizi di maggio.
Il percorso espositivo a Palazzo della Ragione si concentra sugli elementi archetipici che costantemente ritornano nella produzione dell’artista con installazioni, sculture e opere provenienti dalla collaborazione con la Fondazione Merz. Con l’intento di rappresentare le componenti più significative della sua complessa poetica, opere realizzate in periodi diversi e con media differenti sono state selezionate in funzione di un inedito dialogo con lo spazio circostante.
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