Gioco d'azzardo e sovraindebitamento a Verona: i dati 2025

Lo Sportello Antiusura del Comune presenta il quadro aggiornato del fenomeno sul territorio veronese
Data:

29/05/2026

Descrizione

I dati elaborati dalla Fondazione Isscon e contenuti nella Relazione sul settore dei giochi pubblici 2025 – presentata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze il 14 aprile scorso – fotografano un fenomeno in crescita costante sul territorio veronese. 

“Sono dati gravemente impressionanti, e non sono in calo – commenta l’assessora alla Sicurezza e alla trasparenza, Stefania Zivelonghi -. Va considerato inoltre che i numeri di cui disponiamo riguardano esclusivamente il gioco legale: sfugge completamente la dimensione del gioco illegale, in particolare quello accessibile ai minori. Tutti abbiamo un cellulare in mano, e il rischio è assolutamente elevato. Siamo di fronte a un fenomeno di dipendenza, e in parte anche di marginalità sociale, che non ha ancora le giuste briglie: mancano sia un’adeguata prevenzione sia strumenti efficaci per gestirne le conseguenze. Il fatto che Verona presenti dimensioni così rilevanti ci spinge a essere sempre più presenti e attenti, ed è questo il motivo per cui vogliamo rendere pubblici questi numeri, che sono oggettivamente molto elevati.Cosa si può fare? Prima di tutto lavorare sulla cultura della prevenzione: non si arriva alla dipendenza in un secondo, ma bisogna rappresentare chiaramente il pericolo che l’approccio a certi contesti comporta. Personalmente, prima di questa esperienza da assessore, per ragioni professionali mi è capitato di entrare in una sala giochi: si perde la cognizione del tempo senza nemmeno rendersene conto. Questo mette in luce una contraddizione normativa di fondo: abbiamo consentito l’esistenza di luoghi dove si perde la percezione della realtà, e quei luoghi sono diventati inevitabilmente contesti in cui certi fenomeni assumono dimensioni problematiche. È una domanda che come società dobbiamo porci.”

 Nel 2025 il giocato complessivo nel Comune di Verona ha raggiunto 534,7 milioni di euro, in aumento rispetto ai 531,8 milioni registrati nel 2024. Di questi, 286,3 milioni (il 53,5%) provengono dal canale fisico – sale giochi, slot machine, ricevitorie – mentre 248,4 milioni (il 46,5%) dal gioco online. A livello provinciale il dato sale a 1,95 miliardi di euro, con una sostanziale parità tra fisico (980,4 milioni, 50,3%) e online (969,6 milioni, 49,7%). 

“Il giocato complessivo nel Comune di Verona è pari a una volta e mezza la spesa corrente del bilancio del Comune. Abbiamo registrato - spiega l’assessore al Bilancio Michele Bertucco - una crescita fortissima a Verona, in provincia e in tutta Italia. Ma ciò che ci preoccupa di più è il tema del sovraindebitamento: un fenomeno che porta famiglie a trovarsi sul lastrico, costrette a rivolgersi ai Comuni attraverso i servizi sociali. Va seguito e contrastato, perché sta rovinando persone e famiglie e genera conflitti sociali, come testimoniano anche le cronache. I casi seguiti dallo Sportello sono probabilmente solo la punta dell’iceberg: il fenomeno è ancora poco conosciuto. Per questo ho chiesto all’ufficio di concentrarsi specificamente sul tema dell’indebitamento, per dare una prima risposta concreta ai cittadini. In futuro contiamo anche di coinvolgere gli ordini professionali che già seguono questi casi”.

Un elemento distintivo del territorio veronese rispetto alla tendenza nazionale è la prevalenza del canale fisico: in Italia il gioco online supera già il 61% del totale, mentre a Verona – sia a livello comunale che provinciale – il gioco in presenza si mantiene ancora sopra il 50%. Il divario si sta tuttavia riducendo progressivamente, in linea con la direzione nazionale.
Lo Sportello Antiusura del Comune di Verona opera su due sedi – Palazzo Barbieri e la sede di Federconsumatori – per un totale di 18 ore settimanali di apertura al pubblico. A partire dal convegno del 3 dicembre 2024 sul gioco d’azzardo, lo Sportello ha scelto di approfondire il tema del sovraindebitamento, fenomeno che rappresenta spesso l’anticamera dell’usura.Nel periodo considerato sono stati effettuati 13 primi colloqui di approfondimento con cittadini in difficoltà economica e 7 incontri successivi per i casi che hanno richiesto un’analisi più specifica. Per 3 situazioni sono ancora in corso le valutazioni sul percorso più adeguato. Sono stati inoltre organizzati 2 incontri pubblici collegati al tema del gioco d’azzardo. Lo Sportello rimane un punto di riferimento per intercettare precocemente le fragilità economiche prima che degenerino in crisi più gravi.

 Il IV Rapporto annuale sul sovraindebitamento 2025 stima in oltre 7 milioni le persone in Italia che affrontano situazioni di sovraindebitamento, di cui circa 1 milione in crisi economica cronica. Il 62% delle istanze depositate presso gli Organismi di Composizione della Crisi (OCC) proviene da consumatori, il 38% da imprese minori, ditte individuali ed ex imprenditori. Le domande dei consumatori sono cresciute del 22%, mentre quelle dei piccoli imprenditori sono calate del 9%.
Ciò che colpisce maggiormente è la rinuncia: la metà di chi avrebbe diritto alle procedure di liberazione dai debiti non tutela i propri diritti. Un dato che riflette la complessità del sistema italiano, che gestisce appena 7.500 pratiche l’anno contro le 100.000 della Germania. Nei Paesi che adottano il principio del “Fresh Start” – Germania, Austria, Regno Unito, Stati Uniti – il percorso è semplice, spesso gratuito, e porta all’esdebitazione in circa 12 mesi. In Italia, tempi incerti e procedure complesse rischiano di trasformare uno strumento di salvezza in un percorso a ostacoli. 

L’Italia è alla vigilia di un riordino normativo del settore dell’azzardo. In assenza di un quadro nazionale compiuto, sono stati finora Regioni e Comuni a intervenire per limitare gli effetti negativi del proliferare del gioco sui territori, attraverso strumenti come il distanziometro e i limiti orari – un patrimonio di esperienze, validato dalla giurisprudenza amministrativa, da non disperdere.

Non sono ancora disponibili i testi ufficiali del futuro decreto, ma alcune posizioni sono già note. La Conferenza delle Regioni chiede una compartecipazione al gettito fiscale dell’azzardo senza vincolo di destinazione: per le realtà impegnate nel contrasto al gioco patologico, tale approccio rischierebbe di indebolire le politiche di prevenzione, legando una quota dei bilanci regionali all’espansione del gioco. Analoga attenzione va riservata a eventuali rimodulazioni di distanziometro e limiti orari che ampliassero l’offerta di gioco sui territori, con il rischio di un ulteriore incremento dei consumi. 

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Ultimo aggiornamento: 01/06/2026 09:36

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