Giovedì 17 settembre, all'Università di Verona l'incontro "La riforma della responsabilità della Protezione Civile"

La particolare esposizione del nostro Paese ai rischi naturali e antropici richiede una crescente responsabilizzazione e lo sviluppo di strumenti efficaci per la prevenzione e la gestione delle emergenze
Data:

14/09/2026

© Comune di Verona - Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

Descrizione

La presa di coscienza che il nostro Paese rappresenta un territorio peculiarmente esposto pressoché a tutti i fenomeni naturali conosciuti e, parimenti, la consapevolezza della possibilità di sviluppare modelli e strumenti volti a pianificare, contenere o neutralizzare i rischi naturali e antropici, ha condotto ad una sempre maggiore responsabilizzazione di tutti coloro i quali, in veste scientifica, tecnica ed amministrativa sono chiamati ad intervenire nei contesti di maggiore criticità.

L’estrema complessità della gestione di tali rischi, lungi dal rappresentare occasione di ripensamento del sistema in senso maggiormente garantista, ha finito per affidare al rimprovero penale la funzione di strumento destinato ad accogliere le istanze di giustizia di una società civile ferita e spesso disorientata. Così, in presenza di eventi infausti, la ricerca del responsabile appare momento indefettibile ed espone i soggetti coinvolti nella gestione del rischio di Protezione civile a conseguenze giudiziarie spesso drammatiche e foriere di atteggiamenti difensivi che, certo, non giovano alla bontà delle scelte intraprese.

La circostanza non è peraltro nuova al nostro Ordinamento nel quale, anche in tempi antecedenti all’emergenza pandemica, si è ritenuto di riservare alla responsabilità dell’operatore sanitario uno statuto peculiare che limita il rimprovero penale alla sola colpa grave.

Proprio le riflessioni maturate in quest’ultimo contesto sembrano, in parte, essere di ispirazione all’impianto normativo del DDL 1779 del 2026, approvato dal Senato il 4 agosto scorso (A.C. 3076) il quale si candida ad offrire un punto di equilibrio fra le istanze di difesa della popolazione e la legittima pretesa di serenità vantata dagli operatori di Protezione civile.

In questo quadro, l’incontro di studio “La riforma della responsabilità della protezione civile: modelli di responsabilità e riflessi operativi nella previsione, prevenzione e gestione dell’emergenza”, promosso dall’Università di Verona nel pomeriggio del 17 settembre, costituisce occasione unica e imprescindibile di riflessione, in un momento cruciale nell’iter di approvazione della riforma.

Dialogheranno fra di loro autorevoli scienziati e giuristi, rappresentanti istituzionali ed esperti di Protezione civile, i quali si confronteranno sulla riforma, evidenziandone i profili di forza e le possibili criticità.

L’evento si inserisce in una progettualità molto più ampia, coordinata dal Prof. Roberto Flor (ordinario di diritto penale) volta alla istituzione, presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche di Verona e grazie al suo prezioso supporto, di un Osservatorio sulle responsabilità per la prevenzione e la gestione delle emergenze legate ai disastri naturali e antropici (OPED), al quale hanno già manifestato l’interesse ad aderire importanti enti e istituti di ricerca di rilievo nazionale.
L’Osservatorio intende promuovere un dialogo strutturato e continuativo tra studiosi del diritto ed esperti delle scienze naturali, nonché fra enti, istituzioni e tutti gli operatori di protezione civile, non solo al fine di accrescere la reciproca consapevolezza delle criticità connesse ai rispettivi ambiti operativi e al contempo divenire, ma anche per fornire supporto scientifico, professionale, operativo e di consulenza in ogni campo che caratterizzano le emergenze legate ai rischi naturali e antropici.

 

“Una giornata di approfondimento sulle responsabilità e sugli aspetti normativi connessi a chi si impegna nella gestione delle emergenze – sottolinea l’assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi –. Un tema, quindi, di Protezione civile ma, anche, riferito ai profili giuridici della responsabilità di chi opera nella gestione delle emergenze in un contesto di collettività. Verona si pregia di questo particolare proposta formativa realizzata dall'Università di Verona. Un momento prezioso per fare il punto con autorevoli interventi sullo stato normativo, sulle criticità e sugli aspetti che comunque vanno conosciuti e approfonditi da parte di chi opera nel settore della Protezione civile”.

L’evento è stato presentato oggi alla presenza del prof. Roberto Flor (Ordinario di Diritto penale, Dipartimento di Scienze Giuridiche - Università di Verona), prof. Andrea Di Nicola (Ordinario di Criminologia, Facoltà di Giurisprudenza - Università di Trento), Prof. Matteo Nicolini (Ordinario di Diritto pubblico comparato, Dipartimento di Scienze Giuridiche - Università di Verona), prof.ssa Cecilia Pedrazza Gorlero (Associata di Storia del diritto medievale e moderno, Dipartimento di Scienze Giuridiche - Università di Verona).

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Ultimo aggiornamento: 14/09/2026 14:55

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