La solitudine dei numeri 1: i portieri dell'Hellas, Gregori, Battistini e altri ancora

Giovedì 18 giugno, ore 18.30 – CasaVerona
Data:

15/06/2026

Descrizione

Proseguono gli incontri a CasaVerona con le tante storie di vita che il mondo dello sport riserva, un ciclo di appuntamenti che sta destando grande interesse da parte del pubblico che anima con il proprio entusiasmo, in questi giorni d'estate, gli spazi della Palazzina 20 dell'Arsenale. Giovedi prossimo il focus sarà sui portieri: figure solitarie per definizione, custodi di un ruolo che richiede coraggio, lucidità e un pizzico di follia.

Sul palco di Casa Verona ci attende Attilio Gregori, uno di quelli che ha segnato un’epoca. Forte e “matto”, al punto giusto, quello che serve per entrare nel cuore di Verona e dei veronesi che “mati” lo sono per definizione. Talmente matto da battere persino un rigore, in un Verona-Venezia passato per questo alla storia. Rigore in curva sud, 0-0 il risultato, ma vuoi mettere: un posto tra i grandi non te lo leva nessuno. E c’era Gregori, in quell’Inter-Verona di Serie A (con Fascetti in panchina), in cui furono fischiati quattro rigori contro l’intrepido Attilio. Come andò? Lo racconterà lui stesso.

Un po’ meno matto – forse – è Graziano Battistini, un altro che ha regalato grandi stagioni e che ha finito per innamorarsi di Verona, fino al punto di restarci per sempre. A lui si deve una promozione in Serie A (l’anno di Prandelli), e sono firmati Battistini due rigori parati a De Cesare in un derby col Chievo. Derby sfortunato per l’Hellas, però l’impresa rimane.

Ma La solitudine dei numeri 1 racconterà anche di altri grandi protagonisti. Sarà impossibile non ricordare Claudio Garella e Giuliano Giuliani, legati da un filo invisibile che attraversa Verona, Napoli e Udine. Garella, arrivato all’Hellas nel 1982, fu determinante nella storica stagione dello scudetto 1984-85, con parate decisive – tra cui quella su Mark Hateley al San Siro nell’aprile del ‘85 – che contribuirono al trionfo tricolore. Il suo stile era inconfondibile: poco ortodosso, istintivo, lontano dall’estetica del portiere accademico, ma tremendamente efficace e concreto.

A raccogliere il testimone fu Giuliano Giuliani, che arrivò a Verona nel 1985 proprio per sostituire Garella, trasferitosi al Napoli. Fu l’unico portiere italiano dell’epoca a neutralizzare due rigori a Maradona con la maglia dell’Hellas, prima di seguire – quasi per destino – la stessa rotta del predecessore: Napoli e poi Udine. La sua storia, però, nasconde anche una pagina dolorosa: la scoperta della sieropositività, affrontata in silenzio, e una progressiva emarginazione dal mondo del calcio. Garella e Giuliani ci racconteranno le loro parate guardandoci da lassù, tra infiniti ricordi e un bel po’ di nostalgia.

Modera l'incontro il giornalista Raffaele Tomelleri.

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Ultimo aggiornamento: 16/06/2026 13:57

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