Nell’anno dell’80° della Liberazione un percorso speciale tra i fatti della storia. Ecco la prima mappa della memoria di Verona

In occasione dell’80° anniversario della Liberazione d’Italia dall’occupazione Nazista e dal Fascismo, il Comune di Verona con il Comitato Unitario per la Difesa delle Istituzioni Democratiche ha realizzato una serie di progetti in ricordo degli eventi della Seconda Guerra Mondiale. Tra questi tre di mappe dei luoghi delle Memoria: La Città delle Prigioni, La Città Ferita e La Città Liberata.
Data:

05/02/2025

Tempo di lettura:

3 min

Descrizione

La prima delle tre mappe, La Città delle Prigioni, è già in distribuzione da circa una settimana, in occasione del Giorno della Memoria 2025, sia online (sul sito del Comune di Verona), che in formato cartaceo.

 La mappa, collegata alla nuova speciale esposizione multimediale ‘Fascismo – Resistenza – Libertà. Verona 1943 – 1945’, che dal 14 marzo al 27 luglio 2025 prenderà forma negli splendidi spazi del Museo di Castelvecchio, raccoglie e racconta “I Luoghi della Memoria”, segnalando i punti di Verona che furono teatro di persecuzioni, deportazioni e prigionie avvenute fra il 1943 e il 1945. 

Una nuova particolare modalità di narrazione, realizzata dall’Archivio Generale del Comune di Verona in collaborazione con l’Istituto veronese per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea, che propone un percorso diverso di visita della città, nel tentativo di recuperare e rende accessibili a cittadini e turisti delle pagine allungo trascurate della storia veronese. Un’occasione per riportare  alla luce gli eventi e, in particolare, l’eroismo patriottico e antifascista di cui la città fu protagonista. 

Fra i principali luoghi della memoria, l’ex Carcere agli Scalzi, in via Carmelitani Scalzi, 20, in cui il 17 luglio 1944, è avvenuto uno dei più significativi episodi della Resistenza a Verona: l’assalto al carcere degli Scalzi, per la liberazione del sindacalista Giovanni Roveda. Un’azione della lotta partigiana compiuta da un gruppo composto da Emilio Bernardinelli, Aldo Petacchi, Lorenzo Fava, Emilio “Bernardino” Moretto, Danilo Preto, Vittorio Ugolini e Berto Zampieri.

 Ex palazzo Ina, in Corso Porta Nuova - Quartier generale della polizia nazista (settembre 1943-1945), con le prigioni sotterranee e le stanze di tortura ai piani superiori. 

I luoghi di prigionia erano posizionate nei Forti

Forte San Mattia (in viale dei Colli)

Una fortificazione posta sulle colline a Nord di Verona, parte del complesso sistema difensivo cittadino e più in particolare del settore dei forti collinari e dei forti avanzati di pianura, messo in opera tra 1837 e 1843. Sorge sul contrafforte tra la valle di Avesa e la Valdonega. Dopo un lungo periodo di abbandono, è stato acquisito dall’Amministrazione comunale di Verona. 

Forte Santa Sofia

Una fortificazione posta sulle colline a Nord-Ovest di Verona, parte del complesso sistema difensivo cittadino e più in particolare del settore dei forti collinari e dei forti avanzati di pianura, messo in opera tra 1837 e 1843. 

Forte San Leonardo

Sorgeva su uno dei colli che circondano la zona settentrionale della città di Verona e che, a causa delle imponenti fortificazioni, mura e torri, che sin dall'epoca scaligera vi furono costruite, viene ancor oggi chiamata Torricelle.Dall'alto della sua posizione, Forte San Leonardo, con sole sei artiglierie teneva sotto tiro una zona che andava dal centro cittadino al lago di Garda fino alla Val d'Adige con la strada per Trento.Nel dopoguerra il forte San Leonardo fu in parte demolito e riconvertito nel Santuario della Madonna di Lourdes, con un intervento che ne ha pesantemente alterato l'aspetto pur essendo a tratti ancora intuibile l'originaria struttura militare con i massicci muri e le feritoie.

 Castelvecchio - esposizione multimediale ‘Fascismo – Resistenza – Libertà. Verona 1943 – 1945’. Mostra a cura di: Andrea Martini, Federico Melotto, Marta Nezzo, Francesca Rossi 

Comitato scientifico: Chiara Bianchini, Renato Camurri, Emilio Franzina, Maria Fratelli, Filippo Focardi, Lutz Klinkhammer, Simon Levis Sullam, Sergio Marinelli, Andrea Martini, Federico Melotto, Marta Nezzo, Santo Peli, Francesca Rossi e Maristella Vecchiato

 La mostra è frutto di un progetto corale curato da storici e storici dell’arte, con il supporto di un comitato scientifico internazionale. Illumina un momento cruciale per l’Italia e per Verona e i suoi tanti luoghi segnati dalla guerra nel vortice del biennio 1943-1945, seguendo tre linee tematiche: la storia politica e sociale della città condizionata dal regime di Mussolini; il ricordo, per frammenti, dell’evoluzione delle arti in tempo di guerra e di pace; e, quale fulcro degli eventi, la vicenda del Museo di Castelvecchio gravemente ferito dalle bombe e quindi restaurato dopo il conflitto, dalla quale emerge il ruolo fondamentale che i musei e le soprintendenze svolsero per la protezione del patrimonio artistico e la ricostruzione post bellica della città e dei suoi monumenti. Castelvecchio, sede della mostra, rappresenta quindi il luogo simbolo di quella tragica stagione e delle responsabilità e del coraggio di coloro che l’hanno vissuta. 

L’esposizione si rivolge al più ampio pubblico e in particolare alle giovani generazioni. Sperimenta perciò un allestimento innovativo che anima un racconto emozionale combinando, in vari spazi narrativi, strumenti digitali, filmati, proiezioni olografiche con personaggi storici allo specchio, documenti, manufatti e opere d’arte originali”. 

La mostra si articolerebbe in sei differenti sezioni che vogliono restituire una storia integrata dei fatti politici, della situazione morale e culturale allora vissuta dalla collettività civica, illuminando responsabilità ed eroismi, attraverso un gran numero di testimonianze, fotografie, filmati e opere d’arte. Il visitatore potrà ripercorrere il danno morale e materiale patito da Verona, il suo slancio verso la libertà e poi la fatica della ricostruzione, nell’allestimento di Sala Boggian, a Castelvecchio.

  Il luogo è densamente simbolico: un tempo Sala della Musica, essa ospitò tanto il Congresso quanto il Processo di Verona, per poi cadere sotto le bombe. Verrà ricostruita dopo la guerra e successivamente ancora rimaneggiata, per adattarla ad accogliere mostre temporanee.

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Ultimo aggiornamento: 07/07/2025 13:35

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