Descrizione
Sono 40 i giorni di tempo per esprimere il parere di competenza, nel frattempo l’assessora all’urbanistica e vicesindaca, Barbara Bissoli, con la Direzione Pianificazione Territoriale, sta programmando gli incontri con le Circoscrizioni per illustrare il nuovo PAT e per fornire eventuali chiarimenti sulla documentazione trasmessa.
Gli elaborati pianificatori del nuovo Piano di Assetto del Territorio (PAT), lo strumento urbanistico che ridefinirà le regole di sviluppo di Verona per i prossimi anni, sono stati inviati alle otto Circoscrizioni cittadine che devono esprimere il proprio parere sul documento. Il coinvolgimento dei Consigli circoscrizionali rappresenta un passaggio previsto dall'iter di formazione dello strumento urbanistico, funzionale a raccogliere le osservazioni delle realtà territoriali prima dell'adozione da parte del Consiglio comunale.
Il nuovo PAT che andrà in Consiglio Comunale è il frutto di un grande e articolato lavoro che si basa su un modello nuovo di crescita. «Il nuovo PAT definisce un orizzonte di lungo periodo, ma mantiene uno sguardo concreto e di prossimità - dichiara la Vicesindaca, Barbara Bissoli -, disegna la città di domani partendo dalle complessità e dalle criticità di quella di oggi e dalla necessità di superare definitivamente un modello di sviluppo novecentesco che non è più in grado di rispondere alle sfide contemporanee. La visione che proponiamo rompe con una pianificazione per compartimenti separati. Abitare, mobilità, ambiente, servizi, sistema produttivo, attrattività e tutela del patrimonio storico, culturale e paesaggistico vengono ricomposti all’interno di un’unica strategia urbana e con uno sguardo di genere che mantenga l’attenzione sugli aspetti della differenza femminile da sempre pretermessi nella progettazione delle città. In questo quadro, la rigenerazione non rappresenta uno dei possibili ambiti di intervento, ma diventa il principio guida attraverso cui governare la trasformazione della città. Non si tratta di un piano che aggiunge semplicemente nuove previsioni, ma di uno strumento che ridefinisce le condizioni della crescita della città, mettendo al centro della nuova pianificazione strutturale l’abitare sociale e creando le condizioni per connessioni più efficienti e virtuose: priorità, telai strutturali e criteri prestazionali, indici di misurazione delle performance ecosistemiche. È una scelta netta: meno consumo di suolo, più qualità urbana; meno frammentazione, più connessioni; meno crescita quantitativa, più valore pubblico”.
Il traguardo raggiunto rappresenta l'esito di un lavoro avviato oltre tre anni fa dall'amministrazione Tommasi, costruito attraverso un confronto ampio con le forze politiche, sociali e produttive della città e guidato dalla vicesindaca e assessora all'Urbanistica Barbara Bissoli.
Il nuovo PAT si articola attorno a dieci leve strategiche: il contenimento del consumo di suolo e il recupero delle aree dismesse; la natura intesa come infrastruttura ecosistemica; l'introduzione di un Indice di Transizione Ecologica per misurare la sostenibilità degli interventi; la casa come politica urbana, tra edilizia residenziale pubblica, sociale e housing dedicato alla popolazione studentesca e alle persone anziane; il rafforzamento della città pubblica e dei servizi di prossimità, in una prospettiva di genere; la mobilità come motore di rigenerazione, tra intermodalità, potenziamento del trasporto pubblico, nuove dorsali ciclabili e regolamentazione del traffico; la valorizzazione del patrimonio storico e del sito UNESCO come risorsa attiva e non come vincolo; il ripensamento delle aree produttive di Verona Sud e della ZAI; una lettura della città attraverso otto identità territoriali differenti; infine, una governance basata su misure di quantità e di qualità chiare, trasparenti e predefinite per i progetti urbani e le trasformazioni, pensata per rendere concretamente attuabile la visione.
L’iter per l’adozione del nuovo PAT prosegue con l'acquisizione degli elaborati specialistici e dei pareri preliminari degli enti competenti, tra cui la verifica geologico-sismica e la valutazione di compatibilità idraulica presso gli uffici del Genio Civile di Verona, oltre alla procedura di verifica di assoggettabilità a VAS. In questo quadro si inserisce anche la richiesta di parere alle otto Circoscrizioni cittadine, alle quali la documentazione tecnica del Piano è stata formalmente trasmessa affinché possano esprimersi, ai sensi degli articoli 20 e 21 del vigente Regolamento dei Consigli di Circoscrizione, entro il termine di quaranta giorni dalla ricezione degli atti.
Nelle prossime settimane le Circoscrizioni saranno inoltre coinvolte in incontri illustrativi dedicati alla variante, nel corso del quale la Vicesindaca e gli uffici della Pianificazione Territoriale forniranno eventuali chiarimenti sulla documentazione trasmessa.