Descrizione
È stato approvato dal Consiglio comunale di Verona il rendiconto 2025 con la proposta di delibera 19/2026 (voti favorevoli 21 voti favorevoli e 11 contrari).
Si tratta di un bilancio che evidenzia solidità sia dal punto di vista patrimoniale sia da quello economico. Si riduce l’indebitamento, passato dal 2020, quando era pari a 146,6 milioni di euro, a 39,3 milioni di euro, scendendo quindi sotto il 10% del bilancio del Comune, cioè sotto il 10% delle entrate correnti.
“A questo si affianca un aumento degli investimenti. La spesa pro capite per cittadino – ha spiegato l’assessore al Bilancio, Michele Bertucco - passa infatti da 115 euro nel 2020 a 337 euro nel 2025. Crescono anche le entrate tributarie, ma non per effetto di aumenti decisi dal Comune, poiché i tributi sono rimasti invariati. L’incremento è dovuto a un maggiore gettito, sia dell’addizionale comunale, che aumenta del 4,6% grazie ai rinnovi contrattuali a livello nazionale, sia dell’imposta di soggiorno, che registra un +11,7%, segno di una città con una crescente attrattività turistica. Per quanto riguarda le spese, che nel 2025 ammontano a 342 milioni di euro, la quota principale si concentra nelle politiche sociali, nella cultura, nel turismo, nei giovani e nello sport. In particolare, le politiche sociali raggiungono quasi 70 milioni di euro, in aumento rispetto agli anni precedenti soprattutto per le maggiori richieste da parte dei cittadini. Aumentano – ha concluso Bertucco - anche le risorse destinate alla cultura e al turismo, pari a 28,4 milioni di euro, e quelle per educazione e istruzione, che ammontano a 41,3 milioni di euro”.
IL DIBATTITO
Il consigliere di Traguardi Giacomo Cona ha riconosciuto “la solidità di questo bilancio, frutto di un lavoro amministrativo serio e continuativo. Chiedo però che questa virtù diventi voce: il Comune di Verona deve farsi portavoce insieme agli altri comuni italiani virtuosi come il nostro, e insieme a ANCI presso Regione e Governo della necessità di maggiore flessibilità finanziaria e di un accesso ai fondi europei di coesione più aderente alle esigenze reali dei territori, senza inseguire finanziamenti dall’alto senza progettualità.”
Il consigliere Carlo Beghini del Partito Democratico ha ricordato che “il rendiconto non è solo un atto tecnico, ma una misura concreta tra promesse e risultati. I numeri parlano chiaro: il debito scende a 39 milioni, gli investimenti crescono, i servizi aumentano. Ma dietro i numeri ci sono persone: le richieste ai servizi sociali per famiglie e minori sono passate da 774 nel 2019 a 7.660 nel 2025, quelle per anziani da 4.665 a 8.779. Aumentare la spesa sociale non è una scelta ideologica, è una risposta dovuta a una città che cambia”.
LE DICHIARAZIONI DI VOTO
La consigliera Bisinella: “Quando si tratta di servizi sociali e sostegno alle famiglie in difficoltà, il nostro voto è sempre stato e sarà favorevole. L’emergenza abitativa è reale e riguarda tutti: stranieri, giovani, anziani soli. Ma su tutto il resto il bilancio delude: serviva più coraggio per la sicurezza, per la Polizia Locale, per le strade. I conti sono in ordine, ma l’ambizione politica è mancata.“
Il consigliere Salvatore Papadia di Forza Italia ha affermato che “Sul sociale siamo sempre stati favorevoli e lo confermiamo. Ma questo bilancio manca di coraggio politico: le strade sono piene di buche, la raccolta rifiuti non funziona, la sicurezza è insufficiente. I conti sono in ordine, ma l’indirizzo politico è debole dove i cittadini lo sentono di più.”
Il consigliere Massimo Mariotti di Fratelli d’Italia ha espresso la sua contrarietà
“Il lavoro contabile dell’assessore è apprezzabile, e il sociale resta un’eccellenza storica del Comune. Ma le entrate crescono soprattutto grazie a multe e parcheggi sempre più cari.”
Con la delibera 28/2026 (21 voti favorevoli e 6 astenuti), il Consiglio comunale di Verona ha poi approvato l’affidamento diretto ad Agec di alcune attività di supporto agli uffici del Comune. È stato sostanzialmente riconfermato l’affidamento diretto ad Agec per un periodo di cinque anni, dal 1 maggio 2026 fino al 30 aprile 2031, in continuità con il precedente contratto sottoscritto nel 2021, per fornire una serie di servizi attraverso il personale di Agec per il controllo, la custodia e la vigilanza, il supporto agli uffici museali e la gestione degli accessi, la custodia, la guardiania e il supporto amministrativo degli impianti sportivi.
Verrà utilizzato personale Agec con contratto enti locali, proveniente dal personale trasferito quando il Comune aveva deciso di affidare ad Agec l’attività di refezione scolastica, trasferendo non solo le attività ma anche il personale.
In questo modo si rinnova una sinergia importante tra il Comune e Agec, che consentirà di avere personale a disposizione per collaborare con quello comunale nella gestione di servizi rilevanti come i musei e gli impianti sportivi.
DICHIARAZIONE DI VOTO
Il consigliere di Traguardi, Pietro Trincanato ha espresso la sua dichiarazione di voto: “Voterò a favore della delibera, nella consapevolezza che sia necessario garantire continuità lavorativa agli ex dipendenti comunali oggi in capo ad Agec. La tutela del lavoro resta una priorità e non può essere messa in discussione. Proprio per questo, tuttavia, ritengo non più rinviabile una riflessione di sistema. Nel 2026 non è accettabile eludere il tema della qualificazione professionale di chi accoglie quotidianamente i visitatori dei nostri musei: il personale di accoglienza non svolge più soltanto funzioni di presidio, ma rappresenta ormai a tutti gli effetti il primo, e spesso unico, punto di mediazione culturale, educativa e civica per i visitatori. Allo stesso modo, non può passare sotto silenzio l’utilizzo di beni a evidente vocazione culturale, come la Torre dei Lamberti, trasformati negli anni in asset finanziari per sostenere equilibri economici di una partecipata. Si tratta di una deriva che rischia di snaturare la funzione stessa del patrimonio culturale cittadino”.
L’INTERROGAZIONE
Il capogruppo di Verona Domani, Paolo Rossi ha presentato un’interrogazione a risposta in aula sulla mancata apertura del Parco di via Terzian in zona Santa Marta: “un’area giochi fantasma ostaggio della burocrazia”.
La vicesindaca con delega all’urbanistica, beni culturali e paesaggio, Barbara Bissoli, ha risposto “ chiarendo innanzitutto che il verde dei parchi di via Carlo Vanzetti è manutenuto a spese del Soggetto Attuatore, non a spese della collettività e che la mancata apertura non è motivata da “cavilli burocratici di natura paradossale” collegati alla mancanza di arredi urbani, ma a quanto illustrerò di seguito.Preciso che si tratta dei parchi denominati B1, B2 e Parco Sportivo inclusi nel sistema dei Parchi oggetto del Piano Urbanistico Attuativo di iniziativa pubblica per la realizzazione del programma complesso delle ex Caserme Santa Marta e Passalacqua convenzionato nel 2012, che integrano parte delle opere di urbanizzazione complessivamente stimate in circa 26.500.000, che il Soggetto Attuatore (ATI costituita tra SARMAR s.p.a. e AITECO COSTRUZIONI s.r.l) è tenuto ad eseguire in luogo del pagamento del corrispettivo delle aree edificabili che il Comune di Verona via via ha trasferito in proprietà a suo favore con distinte convenzioni integrative per la realizzazione di housing sociale (in Via Santa Marta e in Via Terzian) e di edilizia residenziale libera (in Via Vanzetti)”.In particolare, in forza della prima convenzione attuativa del 2017 e della seconda convenzione attuativa, stipulata dalla precedente Amministrazione nel febbraio del 2022, il Soggetto Attuatore ha acquisito aree di proprità comunale per un valore complessivo di oltre € 26.500.000 a fronte dell’impegno, appunto, di realizzare opere di urbanizzazione per una somma corrispondente.
“Pertanto, l’Amministrazione comunale – ha precisato la vicesindaca Bissoli - ha il dovere di pretendere che dette opere siano realizzate in modo conforme ai progetti esecutivi via via approvati, conformità che viene attestata esclusivamente con l’approvazione del relativo collaudo amministrativo con determinazione dirigenziale.Occorre anche precisare che, in forza delle convenzioni sopra richiamate, la realizzazione delle opere di urbanizzazione in luogo del pagamento del corrispettivo delle aree edificabili cedute è garantito da una polizza fideiussoria di € 3.601.000, pari al 10% dell’ammontare complessivo delle opere di urbanizzazione previste dal Piano Urbanistico Attuativo di iniziativa pubblica innanzi richiamato.
Il collaudo del cd. Parco Sportivo (della superficie di 10.500 mq) è stato approvato con determina dirigenziale del 6 novembre 2025 e quello del Parco B2 (della superficie di 20.000 mq) è stato approvato con determina dirigenziale del 17 dicembre 2025; rispetto alla fine dei lavori, il collaudo di questi due Parchi si è concluso tra novembre e dicembre scorsi per la protratta mancata presentazione da parte del Soggetto Attuatore - nonostante sollecitazioni pressochè quotidiane - di documentazione essenziale per ottenere il nulla osta di Acque veronesi e di MAGIS ai fini della presa in carico dei relativi sottoservizi.
Il Parco B1 (della superficie di 7.000 mq), invece, non è ancora stato collaudato perché il collaudo relativo è subordinato alla presentazione, non ancora avvenuta - ancorchè quotidianamente sollecitata - del rinnovo della polizza fidejussoria predetta di € 3.601.000, scaduta il 31 dicembre 2025.Nel contempo, come è noto, - si è avviata a concludere la vicesindaca Bissoli - su iniziativa dell’Assessora alla Sicurezza e quindi del Comitato per la Sicurezza e l’Ordine Pubblico coordinato dalla Prefettura, si è reso necessario realizzare – a cura del Soggetto Attuatore – la completa recinzione del sistema dei Parchi che consentisse di chiudere gli accessi per garantire la sicurezza e per facilitarne il controllo, grazie anche alla installazione, curata dalla nostra Amministrazione con MAGIS, di telecamere distribuite in tutto il sistema dei Parchi, dalla Breccia di Porta Vescovo al viale dell’Università, collegate con il comando della Polizia Locale.
L’ultimazione della recinzione, anche questa più volte sollecitata al Soggetto Attuatore, è attesa entro la settimana prossima; poi si potrà procedere con l’apertura dei Parchi collaudati e, quindi, certamente del Parco B2 e del Parco Sportivo”.
DOMANDA DI ATTUALITA’
Il consigliere di Verona Domani, Paolo Rossi, ha chiesto chiarimenti sull’eventuale taglio di alberi in viale Nino Bixio per la realizzazione della pista ciclabile, richiamando precedenti simili in cui le rassicurazioni non sono state mantenute. L’assessore al verde, Federico Benini, ha risposto in modo netto, escludendo qualsiasi abbattimento di alberi.
LE COMUNICAZIONI
Sempre Paolo Rossi ha segnalato “una situazione ormai fuori controllo nella raccolta porta a porta, con rifiuti lasciati in strada per giorni in diverse zone della città. Non si tratta di episodi isolati, ma di un problema strutturale che richiede un intervento immediato dell’amministrazione e dei vertici Amia”.
Il consigliere Giacomo Cona di Traguardi ha presentato la quarta edizione di Verona Europa, un festival che negli anni è cresciuto e che punta a coinvolgere sempre più la città sui temi europei e internazionali, oggi sempre più centrali anche per le amministrazioni locali. “Si parte il 4 maggio – ha sottolineato Cona - con un confronto tra sindaci e figure istituzionali, e si prosegue con incontri, dibattiti e attività in collaborazione con l’Università e con altre realtà, fino al 16 maggio. Un’occasione importante e ormai consueta come ogni anno sarà la simulazione del Parlamento Europeo in Consiglio comunale con studenti e studentesse, per avvicinare i giovani alle istituzioni. Verona Èuropa è una finestra dalla città sul mondo, invito tutti a partecipare: è un’occasione per capire meglio il contesto in cui viviamo, rafforzare il legame tra Verona e l’Europa e costruire una città sempre più internazionale.”
Jessica Cugini di Sinistra Italia ha denunciato “una grave mancanza nel sistema di accoglienza: una famiglia con minori resta senza alloggio nonostante abbia diritto alla protezione. È il caso della famiglia curda arrivata a Verona a fine marzo con cinque figli, tra cui bambini molto piccoli, che ha dovuto attendere settimane solo per formalizzare la richiesta di asilo e nel frattempo è rimasta senza un’accoglienza adeguata, anche dopo aver compilato il modulo C3 la Prefettura e’ venuta meno a un suo dovere. È una situazione inaccettabile, che scarica sui Comuni responsabilità dello Stato e lascia persone vulnerabili senza risposte”.