Rete di monitoraggio èVRgreen. Presentazione dei risultati delle temperature urbane nel periodo estivo 2025/2026

Obiettivi èVRgreen: contrastare le isole di calore – quindi di abbassare le temperature -, aumentare la biodiversità e ridurre pericolose polveri sottili, quali PM10 e PM2.5, dai valori molto elevati nel territorio veronese, attraverso la riforestazione de localizzata.
Per farlo è in corso un percorso di analisi e raccolta dati per mettere in luce mutamenti e criticità del clima in ambito urbano.
Attraverso il monitoraggio èVRgreen, tra il 1° giugno e il 9 settembre 2026, registrata una temperatura media giornaliera più elevata di 2,41 °C rispetto al 2025
Data:

17/09/2026

Descrizione

La variazione negativa della condizione termica cittadina, con l’aggravarsi nel periodo estivo delle temperature sempre più alte, è stata al centro negli ultimi anni di un importante percorso di rilevazione e analisi portato avanti con il progetto èVRgreen, finanziato da Fondazione Cariverona e che vede insieme Comune e le Università di Verona e Padova, con il coinvolgimento di Arpav. Una mappatura secondo una serie di indicatori che ha restituito una prima fotografia sulla situazione dell’ecosistema cittadino, permettano di cominciare ad evidenziare le principali criticità.

I risultati della prima parte dello studio sono stati illustrati questa mattina dall’assessore all’Ambiente Tommaso Ferrari insieme ai rappresentanti dell’Università di Verona, la professoressa Linda Avesani (Dipartimento di Biotecnologie) e il professor Alessandro Marcon (Dipartimento di Diagnostica e Sanità Pubblica) e di Arpav il dott. Francesco Domenichini.

“Il progetto – spiega l’assessore Tommaso Ferrari – ha consentito di installare centraline di registrazione delle temperature, delle polveri sottili e di calcolare indici di biodiversità in diverse zone della città. Si tratta dei primi dati, ai quali ne seguiranno altri, che denotano come l'aumento della temperatura in ambito urbano sia un problema a cui dobbiamo dare soluzioni, generando, sulla base dei risultati acquisiti, un piano di interventi nella città, per mitigare l'effetto isole di calore e rendere la nostra città più vivibile e sicura. Le soluzioni non devono nascere dalle sole percezioni ma devono essere strutturali e supportate da dati che devono essere monitorati nel tempo. La mappatura diventa uno strumento fondamentale per la città nei prossimi anni, chiamata a mettere in campo strategie ed interventi sul fronte ambientale”.

“èVRgreen – spiega la professoressa Linda Avesani del Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona – nasce dalla sinergia tra il Comune di Verona, l’Università di Verona, con i Dipartimenti di Biotecnologie, di Diagnostica e Sanità Pubblica e di Scienze Umane, e il TESAF, Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali dell’Università di Padova, con il coinvolgimento di ARPAV, AMIA, Rete SOS e numerose associazioni presenti sul territorio. Il progetto, nato nell’ambito del Bando Capitale Naturale con il sostegno della Fondazione Cariverona, rappresenta un nuovo modello di cooperazione sul territorio, in cui competenze diverse si integrano per raccogliere dati, interpretarli scientificamente e trasformarli in soluzioni concrete.

L’Università di Verona conferma così il proprio impegno a svolgere un ruolo di ponte tra ricerca, istituzioni e comunità, mettendo le proprie competenze al servizio del territorio. La rete di monitoraggio èVRgreen non si limita infatti a descrivere i cambiamenti delle temperature urbane, ma contribuisce a costruire una base conoscitiva utile per orientare interventi di mitigazione e produrre ricadute positive sulla qualità della vita e sul benessere della cittadinanza. È questo il valore della ricerca quando riesce a tradursi in strumenti e proposte capaci di rispondere a bisogni reali”.

Dati analisi (in allegato la scheda con i grafici)

Temperature medie e minime giornaliere. Comparazione estate 2025/2026

L’analisi riporta un confronto tra le temperature medie e minime giornaliere estive (dal 1° giugno al 9 settembre) del 2025 e del 2026 nel Comune di Verona.

Sono stati utilizzati i dati di 42 stazioni meteorologiche del progetto èVRgreen con dati completi. In media, nei mesi estivi, tra il 1° giugno e il 9 settembre 2026, è stata registrata una temperatura media giornaliera più elevata di 2,41 °C rispetto al 2025.

Anche le temperature minime giornaliere hanno registrato un incremento significativo nel 2026, con una differenza media di 2,05 °C tra i due anni.

 

Giorni di caldo estremo e notti tropicali

È stato inoltre analizzato il numero di giorni di caldo estremo, ovvero caratterizzati da temperature massime giornaliere superiori a 35 °C. Nel periodo dal 1° giugno al 9 settembre, i giorni di caldo estremo sono passati da 20 nel 2025 a 45 nel 2026. Nello stesso periodo, si è registrato anche un incremento della frequenza delle notti tropicali, ovvero quelle in cui le temperature minime superano i 20 °C: le notti tropicali sono infatti passate da 48 nel 2025 a 79 nel 2026.

 

Conclusioni

Nel periodo estivo 2026 analizzato, i dati rilevati nel comune di Verona attraverso la rete di monitoraggio èVRgreen indicano condizioni termiche nettamente più elevate rispetto al corrispondente periodo del 2025.

L’incremento ha interessato sia le temperature medie sia quelle minime ed è stato accompagnato da una maggiore frequenza di episodi di caldo intenso. Il confronto tra il 2026 e il 2025 consente di descrivere le differenze tra i due periodi osservati, ma non consente, da solo, di stabilire se l’aumento di temperatura osservato nell’estate 2026 sia attribuibile alla naturale variabilità meteorologica da un anno all’altro o al cambiamento climatico. Al tempo stesso, la frequenza del caldo estremo è un indicatore particolarmente significativo per il monitoraggio degli effetti del cambiamento climatico. I 45 giorni con temperature superiori a 35 °C e le 79 notti tropicali nel periodo 1° giugno – 9 settembre 2026 rappresentano quindi un dato importante, da leggere come un campanello d’allarme nel contesto del cambiamento climatico che stiamo vivendo.

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Ultimo aggiornamento: 17/09/2026 15:36

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