Descrizione
Una crescita che non conosce pause
La serie storica della Direzione Tributi è impietosa. Le locazioni turistiche passano da 56 nel 2014 a 321 nel 2015, superano quota mille nel 2016, raggiungono 2.435 nel 2019. Nemmeno la pandemia inverte la tendenza: nel 2020, ad arrivi azzerati, le strutture censite salgono a 2.741, a conferma che il fenomeno risponde a logiche di investimento immobiliare più che alla domanda turistica contingente. Nel 2023 si arriva a 2.656 locazioni su 3.109 strutture ricettive complessive: l'85% dell'intera offerta cittadina, quando nel 2014 la quota era ferma al 7%.
Il confronto con le altre tipologie rende l'idea della sproporzione: in dieci anni gli alberghi restano stabili (da 66 a 69), gli agriturismi passano da 41 a 51, i B&B calano addirittura da 429 a 157 — molti, con ogni probabilità, trasmigrati proprio verso la formula più leggera e meno vincolata della locazione turistica. Tutta la crescita dell'offerta ricettiva veronese dell'ultimo decennio è, in sostanza, crescita di affitti brevi.
I dati più recenti mostrano poi un'impennata: dalle 3.162 strutture del novembre 2024 si passa alle 3.422 del giugno 2025, fino alle 4.366 del giugno 2026. In un solo anno, 944 nuove locazioni turistiche: +27,6%, quasi tre nuove aperture al giorno. È il ritmo di espansione più alto mai registrato, e si consuma proprio mentre il dibattito pubblico discute di regole e limiti: un'accelerazione che ha tutta l'aria di una corsa ad accaparrarsi posizioni prima che le regole arrivino davvero.
“Ogni locazione turistica in più è, tendenzialmente, un alloggio in meno per chi a Verona vive, studia e lavora – sottolinea l’assessore Bilancio Michele Bertucco –. Con 4.366 strutture, e una traiettoria che, a questo ritmo, porterebbe a superare quota 5.000 entro il 2027, la città deve decidere che cosa vuole essere: una comunità che ospita i turisti o un contenitore di turisti che ospita, a margine, qualche residente. I dati dell'imposta di soggiorno, nella loro aridità contabile, hanno già formulato la domanda. Alla politica, a tutti i livelli, il compito di non lasciare che a rispondere sia soltanto la rendita”.
La geografia del fenomeno: un centro storico svuotato di residenti
La distribuzione territoriale conferma dove si concentra la rendita.
La Circoscrizione 1^ — Centro Storico — assorbe stabilmente il 60% del totale: 2.639 strutture al giugno 2026, di cui, secondo il dettaglio disponibile al 2025, quasi mille nella sola Città Antica e circa cinquecento ciascuna a Cittadella e Veronetta. Colpisce in particolare il caso di Veronetta: il quartiere universitario, che dovrebbe offrire alloggi a studenti e residenti a basso reddito, conta ormai più locazioni turistiche di intere circoscrizioni periferiche messe insieme.
| Circoscrizione | 15/11/2024 | 30/06/2025 | 30/06/2026 | Var. % 2025–2026 |
| 1ª Centro Storico | 1.912 | 2.066 | 2.639 | +27,7% |
| 2ª Nord-Ovest | 318 | 360 | 429 | +19,2% |
| 3ª Ovest | 316 | 335 | 422 | +26,0% |
| 5ª Sud | 244 | 247 | 315 | +27,5% |
| 4ª Sud-Ovest | 198 | 215 | 252 | +17,2% |
| 6ª Est | 73 | 90 | 111 | +23,3% |
| 8ª Nord-Est | 35 | 39 | 78 | +100,0% |
| 7ª Sud-Est | 66 | 70 | 74 | +5,7% |
| Non associata | — | — | 46 | — |
|
TOTALE |
3.162 |
3.422 |
4.366 |
+27,6% |
Fonte: elaborazione su dati Comune di Verona (banca dati imposta di soggiorno e prospetti per circoscrizione).
Ma la tabella dice anche un'altra cosa: il fenomeno ha smesso di essere un problema del solo centro. Crescono a doppia cifra tutte le circoscrizioni, con la Nord-Est — Quinto, Montorio, Mizzole, Santa Maria in Stelle — che in dodici mesi raddoppia. La saturazione del centro storico spinge l'investimento verso le periferie e le colline, replicando su scala minore le stesse dinamiche di espulsione dei residenti.
La Variante 70 e il vuoto normativo nazionale
È in questo quadro che si inserisce la Variante 70 al Piano degli Interventi: tutela della residenzialità e stop ai cambi d'uso verso il turistico-ricettivo per nuove locazioni turistiche nel Centro Storico Maggiore, sito UNESCO, con salvaguardia delle attività già esistenti in base alla normativa regionale e nazionale.