Descrizione
L'Oratorio della Natività della Madonna, conosciuto anche come Oratorio di Santa Maria della Chioda, rappresenta uno degli edifici storici più significativi della zona. Edificato nel XVI secolo nella corte di proprietà del signor Giuliano Clody, fu successivamente riedificato nel 1602 per volere di Paula Vichia, vedova del signor Clody, assumendo l'aspetto che ancora oggi conserva. Questo intervento fu realizzato per preservare l'importanza spirituale e religiosa del luogo, che per secoli ha rappresentato un punto di riferimento per la comunità locale.
Nel corso del tempo, l'oratorio è passato di mano in mano, attraversando diverse epoche e famiglie. Nel 1626 risultava di proprietà del signor Vergeri, marito della figlia dei coniugi Clody, e successivamente, nel 1717, fu acquistato dai Morosini. Nel 1775 divenne proprietà di Giacomo Bottagisio, e all'inizio del XX secolo fu ereditato dalla famiglia Bianchi, che lo mantenne fino al 1933. In quell'anno, l'oratorio fu ceduto alla Parrocchia di Santa Lucia, che oggi lo gestisce come parte della Parrocchia della Madonna della Fraternità.
Dal punto di vista architettonico, l'oratorio si presenta con una facciata a capanna rivolta a occidente, impreziosita da un campanile a vela. L'interno, di modeste dimensioni, è caratterizzato da un'unica aula rettangolare, con un presbiterio rialzato di un gradino. Le pareti interne, semplicemente intonacate e tinteggiate, contribuiscono a mantenere un’atmosfera raccolta e spirituale. Al centro del presbiterio si trova un altare in marmi policromi, sopra il quale è collocata una pala d'altare che raffigura la “Madonna con il Bambino, San Francesco e San Girolamo”.
La struttura, coperta da una volta a botte con unghie laterali e dotata di un tetto a due falde con coppi di laterizio, la pavimentazione è realizzata in piastrelle di cemento.