La Scuola a Tavola: Verso una "Comunità del Cibo" a Verona

Si è tenuto lo scorso 25 febbraio 2026, presso la Sala Arazzi, un importante momento di confronto dedicato al progetto “La Scuola a Tavola”.
Data:

05/03/2026

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Descrizione

Costruire una vera Comunità del Cibo attorno alla mensa scolastica. È questo l’obiettivo del progetto “La Scuola a Tavola”, al centro dell’incontro che si è svolto il 25 febbraio nella Sala Arazzi del Comune di Verona.

All’incontro hanno partecipato Elisa La Paglia, assessora alle Politiche educative e scolastiche; Claudia Paltrinieri, fondatrice e presidente dell’associazione Foodinsider; Paola Trionfi, biologa nutrizionista dell’associazione; Antonio Ciappi, gastronomo di Foodinsider; Anita Viviani, presidente di Agec; Barbara Vitagliano, dirigente dell’Area Ristorazione Agec; Sara Ferrari, dirigente medico UOC SIAN dell’ULSS 9 Scaligera; Claudio Maffeis, docente ordinario di Pediatria generale e specialistica dell’Università di Verona; e Francesca Garzari, psicologa psicoterapeuta della Rete per il Disagio Scolastico.

Il progetto coinvolge attualmente 11 scuole primarie della città e nasce con un obiettivo chiaro: migliorare la qualità del servizio mensa partendo da dati oggettivi e da un monitoraggio puntuale degli scarti alimentari.

Durante l’incontro è stato presentato il primo quadro di analisi realizzato con il supporto dell’associazione Foodinsider. La rilevazione degli scarti, effettuata dal personale delle cucine dopo una fase di formazione dedicata, ha restituito un dato medio pari al 27,79% di cibo non consumato. Un valore che rientra nella fascia definita “rivedibile” e che indica la necessità di introdurre miglioramenti nel servizio.

Entrando nel dettaglio delle 25 giornate monitorate, i risultati mostrano:

  • 10 giornate in fascia verde, con scarti inferiori al 25%;
  • 11 giornate in fascia arancione, con scarti tra il 26% e il 35%;
  • 4 giornate in fascia rossa, con scarti tra il 36% e il 40%.

Dalle osservazioni emerge un dato importante: i bambini tendono a preferire cibi semplici. Tuttavia l’obiettivo della mensa scolastica non è arrivare a un consumo del 100%, ma educare al gusto e alla varietà. La mensa è infatti prima di tutto un momento educativo.

I correttivi al menù dopo il monitoraggio

Proprio a partire dai dati raccolti sono già stati introdotti alcuni correttivi nel menù invernale.

Per quanto riguarda i primi piatti, 4 ricette sono state sostituite e 2 modificate. Tra i secondi piatti, 6 preparazioni sono state sostituite. Per i contorni, 3 sono stati sostituiti e 3 hanno subito modifiche nella ricetta.

Sono stati inoltre rafforzati alcuni aspetti organizzativi: maggiore attenzione alle grammature degli alimenti utilizzati e più cura nella gestione della frutta, per evitare ammaccature che possono incidere sul gradimento da parte dei bambini.

Per consultare la presentazione dei Dati Monitoraggio e Gradimento Menù clicca qui

La voce dei genitori

Un contributo significativo al confronto è arrivato anche dai rappresentanti dei genitori e dai comitati ristorazione, che hanno partecipato attivamente proponendo soluzioni concrete per migliorare il servizio e ridurre lo spreco alimentare.

Tra le proposte emerse: porzioni più calibrate in base all’età, differenziando le quantità tra bambini di prima e quinta elementare. È stata suggerita anche l’introduzione di un “piatto campione” ridotto per i più piccoli, con la possibilità di chiedere il bis.

Altri suggerimenti hanno riguardato una maggiore flessibilità nelle ricette, ad esempio integrando le verdure frullate nei sughi oppure prevedendo alternative semplici come la pasta in bianco, da interpretare come risposta a un bisogno reale e non come una rinuncia educativa.

Infine è stato affrontato anche il tema della merenda di metà mattina. Tra le proposte, l’utilizzo della frutta prevista dal menù come merenda, per evitare che i bambini arrivino al pranzo già sazi a causa di snack troppo calorici portati da casa.

Agec ha sottolineato come il progetto rappresenti un passaggio importante perché permette di lavorare su dati concreti. L’ente ha inoltre ricordato l’impegno nella ristorazione scolastica: 307 visite ispettive nelle scuole da settembre 2025, l’organizzazione di 50 giornate a tema con prodotti DOP e IGP e un aggiornamento costante delle informazioni pubblicate sul proprio sito nel rispetto dei criteri ambientali minimi.

Il Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione dell’ULSS 9 Scaligera ha infine ricordato come la mensa debba garantire pasti sicuri ed equilibrati, ma anche rappresentare uno spazio di convivialità e socialità, dove i bambini possono scoprire nuovi sapori e sviluppare una maggiore consapevolezza alimentare.

In chiusura, l’assessora Elisa La Paglia ha confermato la disponibilità dell’amministrazione comunale ad avviare confronti mirati con i singoli plessi che presentano maggiori criticità, con l’obiettivo di condividere e diffondere le buone pratiche tra tutte le scuole.

Il progetto La Scuola a Tavola rappresenta proprio il primo passo per costruire quel villaggio attorno alla tavola dei più piccoli.

La mensa come spazio educativo: il contributo della psicologa Francesca Garzari

Tra gli interventi dell’incontro dedicato al progetto La Scuola a Tavola, particolarmente significativo è stato il contributo della psicologa psicoterapeuta Francesca Garzari, impegnata nella Rete per il Disagio Scolastico e in attività formative rivolte a studenti, docenti e genitori.

Garzari ha sottolineato innanzitutto il valore del momento di confronto e dialogo promosso dall’incontro, apprezzando la partecipazione sentita dei genitori e l’attenzione dimostrata verso il tema dell’alimentazione a scuola.

Nel suo intervento ha utilizzato una metafora efficace: il bambino come un fiume che scorre tra due rive. Le rive sono rappresentate dalla famiglia da una parte e dalla scuola dall’altra. Per garantire uno scorrere sereno e regolare di questo fiume è fondamentale che le due sponde procedano nella stessa direzione, attraverso una reale coerenza educativa.

Le osservazioni e le domande dei genitori emerse durante l’incontro, ha spiegato la psicologa, sono spesso richieste di aiuto che raccontano le difficoltà quotidiane delle famiglie. Un esempio è l’espressione frequente: “Mio figlio non mi mangia”, che rivela la fatica di molti genitori nel rapporto con il cibo.

Garzari ha ricordato tuttavia l’importanza di educare i bambini anche alla tolleranza delle piccole frustrazioni, un passaggio necessario per sviluppare autonomia e autostima. In questo percorso diventa fondamentale costruire una alleanza educativa tra scuola e famiglia, capace di infondere fiducia e di accompagnare i genitori nel delicato processo di crescita e di progressiva separazione dai figli.

Comprendere cosa si nasconde dietro ai comportamenti dei bambini e favorire il dialogo con i genitori, ha concluso la psicologa, è essenziale per riconoscere i reali bisogni educativi dei più piccoli.

Richiamando infine il noto proverbio “Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”, Garzari ha sottolineato come incontri come questo rappresentino proprio un piccolo villaggio che si costruisce attorno alla crescita dei bambini 

                                             

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 24/03/2026 12:57

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