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78ª Estate Teatrale Veronese - (H)Earth of Glass: oltre 64mila presenza (+28%), nuovi pubblici, forte crescita digitale e respiro internazionale per la prima edizione firmata da Fabrizio Arcuri

Un bilancio straordinario che unisce 211 eventi, nuovi pubblici e un incremento del 122% della community Instagram a una costante attenzione dei media nazionali.
Data:

07/10/2026

Descrizione

Crescono la partecipazione dei giovani e la capacità di attrazione oltre i confini cittadini, con spettatori provenienti da tutto il Veneto, dalle regioni limitrofe e una presenza internazionale superiore al passato. L’immagine del festival, firmata da Matteo Basilé, arriva fino a New York. L’Etv si riconferma epicentro di ricerca, comunità e grandi spettacoli e guarda già alla prossima edizione e alle stagioni invernali “l’Altro Teatro” al Teatro Camploy e “il Grande Teatro” al Teatro Nuovo

Un nuovo corso nel segno della comunità e dell’internazionalità
Si chiude con un bilancio straordinario la 78ª edizione dell’Estate Teatrale Veronese, la prima firmata dalla direzione artistica di Fabrizio Arcuri, regista e curatore di rilievo internazionale, da sempre impegnato nel dialogo tra i linguaggi della contemporaneità.

Una stagione che ha fatto convergere a Verona alcuni tra i protagonisti più autorevoli della scena italiana e internazionale, affiancando ai grandi nomi scelte curatoriali innovative, nuove produzioni, prime nazionali e progetti capaci di attraversare teatro, danza, musica, performance e spazio urbano.

La risposta del pubblico, la crescita della presenza digitale, l’attenzione dei media nazionali, i riconoscimenti istituzionali e la costruzione di nuove reti con importanti realtà culturali italiane ed europee restituiscono oggi la dimensione di un Festival che, nel rispetto della propria storia, ha intrapreso con decisione una nuova traiettoria. 

A segnare questa edizione è stata anche la composizione del pubblico: una significativa partecipazione delle nuove generazioni, una crescente presenza di spettatori provenienti dal territorio regionale e dalle regioni limitrofe e un’affluenza di pubblico straniero superiore a quella abitualmente registrata. Un elemento che amplia la portata del risultato complessivo e restituisce l’immagine di una manifestazione sempre più capace di parlare contemporaneamente alla propria città e a una platea che arriva da fuori Verona. 

Ne emerge un’identità rinnovata, capace di tenere insieme tradizione e innovazione e di interrogare le forme del presente a partire da un luogo unico: il Teatro Romano di Verona, culla storica della manifestazione e del suo Festival Shakespeariano. Il nuovo corso ha tradotto concretamente la visione tracciata da Arcuri fin dal suo insediamento alla guida del Settore Spettacolo del Comune di Verona: riaffermare il teatro come luogo di comunità, dialogo e internazionalità. Una visione che ha aperto ulteriormente il Festival al confronto tra discipline, generazioni, artisti e pubblici, rafforzandone al tempo stesso le relazioni con il sistema culturale nazionale ed europeo. 

In questa prospettiva, il patrimonio shakespeariano e la memoria della manifestazione non sono stati intesi come elementi da custodire staticamente, ma come materia viva da riportare continuamente nel presente. Shakespeare ha attraversato la stagione attraverso riletture, nuove produzioni, grandi maestri e linguaggi differenti, riaffermando la centralità della sua opera nell’identità dell’Estate Teatrale Veronese. 

‘È stata una stagione entusiasmante, che ha superato le nostre aspettative e dimostra che si può innovare senza perdere la propria identità - commenta Marta Ugolini, Assessora alla Cultura -. Quando abbiamo affidato a Fabrizio Arcuri la direzione artistica, il 1° ottobre 2025, sapevamo di chiedergli una cosa non semplice: innovare profondamente la proposta dell’Estate Teatrale Veronese, aprirla a una dimensione internazionale, conquistare nuovi pubblici, senza perdere ciò che rende unico questo Festival, a partire dalla sua matrice shakespeariana e dal rapporto con i grandi classici. E il tempo a disposizione sembrava davvero scarsissimo.

Oggi possiamo dire che quella scommessa è stata vinta. Non solo perché le presenze sono cresciute del 28%, superando quota 64mila, ma perché è cambiato il modo in cui il Festival entra in relazione con il pubblico e con la città. Sono arrivati giovani, spettatori da fuori Verona, più pubblico internazionale; e lo spettacolo ha saputo uscire dal Teatro Romano per incontrare le persone nelle piazze, nei luoghi del patrimonio e nei quartieri. È esattamente l’idea di cultura che avevamo in mente: non qualcosa da custodire dentro perimetri conosciuti, ma un’esperienza capace di muoversi, sorprendere e creare nuove relazioni.Dietro questo risultato c’è stato un lavoro enorme. Voglio ringraziare anzitutto Fabrizio Arcuri, che in questi mesi ha messo nel progetto intelligenza, energia e anche una buona dose di ostinazione: so quante notti ha passato a far quadrare bilanci, progetti e ambizioni artistiche. E gli va riconosciuto anche il coraggio di tessere alleanze con altri festival e istituzioni culturali, perché un festival cresce davvero quando costruisce relazioni e scambi.

Un grazie particolare va a Dannia Pavan e a tutta la struttura organizzativa, che ha reso possibile una macchina così complessa, e a Matteo Basilé, che ci ha regalato un’immagine artistica straordinaria, capace di portare l’identità dell’ETV ben oltre Verona. E tutto questo è avvenuto in un’estate non facile, anche per condizioni climatiche molto impegnative, che in qualche occasione hanno tenuto a casa una parte degli spettatori. Il risultato, quindi, assume ancora più valore. Abbiamo dimostrato che innovare non significa rinunciare alla propria storia. Shakespeare è rimasto al centro, ma è tornato a parlarci attraverso sguardi, linguaggi e artisti contemporanei; il Teatro Romano è rimasto il cuore del Festival, ma attorno a quel cuore si è costruita una geografia nuova. Adesso guardiamo avanti con una consapevolezza in più: a Verona si può fare. Si può avere il coraggio di cambiare senza cancellare la propria identità, si può essere fedeli alla tradizione proprio aprendosi al mondo, e si possono costruire nuovi pubblici senza abbassare l’ambizione culturale. Questa, per me, è la conquista più importante della 78ª Estate Teatrale Veronese.’ 

‘Il bilancio dell’Estate Teatrale Veronese 2026 è stato molto positivo, - spiega Fabrizio Arcuri - soprattutto perché questa edizione ha rappresentato l’avvio di un nuovo percorso curatoriale. Ho lavorato sull’identità di un festival con una storia straordinaria, cercando non semplicemente di conservarne l’eredità, ma di rimetterla in dialogo con il presente. Tradizione e ricerca, apertura internazionale, multidisciplinarietà e attenzione alle nuove generazioni sono state le direttrici di questo progetto. Una sfida che ha confermato la vitalità dell’Estate Teatrale Veronese e, allo stesso tempo, ha lasciato emergere significative potenzialità di crescita, trasformazione e rinnovamento.’

I numeri di (H)Earth of Glass: 64.034 presenze, +28,07% e nuovi pubblici
A fronte di una proposta culturale articolata e ambiziosa, non costruita sulla ricerca del consenso immediato, la risposta del pubblico è stata straordinaria.

La 78ª Estate Teatrale Veronese ha registrato 64.034 presenze complessive, con una crescita del 28,07% rispetto alle circa 50.000 presenze registrate mediamente negli ultimi anni.

Ma il dato quantitativo racconta soltanto una parte del risultato. Particolarmente significativa è stata infatti la capacità della manifestazione di ampliare e diversificare il proprio pubblico. La presenza dei giovani è risultata evidente nei diversi segmenti della programmazione, non soltanto negli appuntamenti specificamente rivolti agli Under 35, ma anche negli spettacoli, nelle proposte performative e negli eventi che hanno attraversato la città.

Altrettanto rilevante è stata la capacità di attrazione oltre il territorio veronese, con spettatori arrivati da diverse aree del Veneto e dalle regioni limitrofe, a conferma di un bacino di interesse che supera sempre più i confini cittadini e provinciali. A questo si è aggiunta una presenza di pubblico straniero superiore a quella abitualmente registrata, particolarmente significativa per una manifestazione che ha posto l’apertura internazionale tra gli assi principali del proprio progetto artistico.

L’Estate Teatrale Veronese conferma così una duplice vocazione: essere profondamente radicata nella città e, nello stesso tempo, capace di esercitare un’attrazione culturale più ampia, intercettando pubblici differenti per provenienza, età e sensibilità. 

I numeri della stagione restituiscono la portata di questa crescita:
• 211 eventi complessivi, allestiti in 22 diversi luoghi della città.

• Teatro Romano – Prosa ed ETV: le 38 serate della programmazione ETV hanno registrato una media di circa 900 presenze a serata;

• Danza internazionale: 16 spettacoli, ben 10 in più della precedente edizione, con una media di circa 1.000 spettatori a recita;

• Grandi Soirées: oltre 1.000 presenze di media;

• Giovani agitatori di lance – Under 35: circa 800 presenze in 11 appuntamenti;

• Musica: concerti affollatissimi, culminati nei sold out di Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Coez.

 Numeri che raccontano una manifestazione capace di coniugare grandi appuntamenti, ricerca artistica e sperimentazione con un progressivo allargamento della propria comunità di spettatori. 

Il Teatro Romano: il cuore del Festival Shakespeariano, della danza e della musica
Il Teatro Romano si è confermato il cuore pulsante dell’Estate Teatrale Veronese: il luogo nel quale la storia del Festival Shakespeariano continua a incontrare la scena contemporanea.

Sul suo palcoscenico si sono alternati grandi protagonisti italiani e internazionali, nuove produzioni e prime nazionali.

La prosa e i classici dall’apertura firmata da Declan Donnellan con I due gentiluomini di Verona a Tito Andronico, passando per l’emozionante Padre Cicogna con Toni Servillo e le musiche di Nicola Piovani, e Otello, di precise parole si vive con Lella Costa e Gabriele Vacis. Fino al ricchissimo mese di settembre, con Romeo e Giulietta in the War di e con Stefano Massini, Rex Destruens, Re Lear di e con Massimo Cacciari, Amleto² di e con Filippo Timi e l’Alcesti di Euripide diretta da Filippo Dini, con le musiche originali di Paolo Fresu; 

la danza internazionale: uno dei nuclei di maggiore apertura europea della stagione, con le visionarie compagnie Peeping Tom, Yoann Bourgeois Art Company e Momix, protagoniste di una proposta capace di portare a Verona poetiche, estetiche e forme differenti della ricerca coreografica contemporanea;

la grande musica di Contaminazioni Musicali, curata da Eventi: un articolato programma che ha riunito star internazionali e grandi protagonisti della scena italiana, tra cui Paolo Fresu, Antonello Salis e Furio Di Castri (P.A.F. Trio), White Lies, Niccolò Fabi, Dulce Pontes, Simona Molinari con special guest Raphael Gualazzi, Johnny Marr, Daniele Silvestri con Marco Santoro e Davide Savarese, Joan Thiele, Coez e il Quinteto Astor Piazzolla. 

Il Festival si fa Città: Piazza Bra, i Luoghi del Patrimonio e lo Spazio Urbano
Se il Teatro Romano ha confermato il proprio ruolo di epicentro dell’Estate Teatrale Veronese, la 78ª edizione ha esteso con forza la presenza del Festival oltre il perimetro monumentale, coinvolgendo luoghi del patrimonio, piazze, quartieri e spazi urbani.

Accanto agli spettacoli del cartellone, i diversi percorsi che hanno attraversato e arricchito la programmazione – da Spazio Teatro Giovani a Romeo e Giulietta itinerante, fino a Urban Orbit, la nuova sezione dedicata al teatro urbano con appuntamenti gratuiti in diversi luoghi della città – hanno costruito una relazione ancora più diretta tra spettacolo dal vivo, territorio e comunità.

A testimoniare l’efficacia di questa scelta è soprattutto la significativa partecipazione del pubblico: cittadini, giovani, visitatori italiani e stranieri hanno abitato gli appuntamenti del Festival, trasformando Verona in un grande palcoscenico contemporaneo nel quale creazione artistica, patrimonio e vita urbana hanno potuto incontrarsi. 

In Piazza Bra con Costellazioni: il teatro e le arti performative hanno incontrato uno dei luoghi simbolo di Verona attraverso un progetto che ha riunito Little Fun Palace, The Walks di Rimini Protokoll, Overtourism di Babilonia Teatri, Attraversamenti di Chiara Frigo e Silvia Gribaudi, fino a Carta Carbone di Roberto Latini e Gianluca Misiti, sviluppato a partire dai testi di Shakespeare; 

nei Luoghi del Patrimonio: il Festival ha rafforzato il dialogo tra spettacolo e patrimonio storico, portando la programmazione dal Museo degli Affreschi G.B. Cavalcaselle alla Tomba di Giulietta, dal Parco Santa Toscana al Teatro Scientifico. Un itinerario che ha permesso di rileggere e valorizzare luoghi e identità della città attraverso lo sguardo degli artisti. 

nel tessuto urbano e nei quartieri: attraverso Urban Orbit, Spazio Teatro Giovani e Romeo e Giulietta itinerante, l’Estate Teatrale Veronese ha raggiunto pubblici differenti, portando lo spettacolo dal vivo fuori dai suoi spazi tradizionali e rafforzando il rapporto con il territorio. Una scelta che conferma la volontà del Festival di essere non soltanto una rassegna di spettacoli, ma un progetto culturale capace di entrare nella vita della città e generare partecipazione. 

Nuove generazioni al Teatro Camploy: Nuove Orbite
Al Teatro Camploy, nel mese di settembre, ha trovato casa Nuove Orbite – Giovani agitatori di lance crescono, il progetto interamente dedicato alle nuove generazioni e ai linguaggi della scena contemporanea.

Il percorso ha riunito prime nazionali, spettacoli premiati, teatro, danza, performance e installazioni, dando spazio a opere di forte ricerca come Ophelia, Hijos de Buddha, Brain Storm – Tempesta in testa, Infinita Bellezza, L’Isola dei ciccioni felici, Dad or Alive e Digital Odyssey. 

La risposta a questi appuntamenti, insieme alla più ampia partecipazione giovanile registrata nel corso della stagione, conferma la capacità del Festival di avvicinare le nuove generazioni non soltanto attraverso progetti specificamente dedicati, ma facendole entrare pienamente nella comunità complessiva dell’Estate Teatrale Veronese.

Una scelta che considera i giovani non semplicemente come pubblico da raggiungere, ma come interlocutori di un progetto culturale capace di intercettare sensibilità, forme espressive e immaginari emergenti. 

Crescita digitale, identità visiva e impatto mediatico: da Verona a New York
Alla partecipazione negli spazi della città e nelle sale si è affiancata una crescita significativa sul fronte della comunicazione digitale e dell’attenzione mediatica, rafforzando sensibilmente la capacità dell’Estate Teatrale Veronese di raggiungere interlocutori nuovi e diversificati.

Un ruolo centrale in questo percorso è stato assunto dalla nuova identità visiva della manifestazione firmata da Matteo Basilé, artista e concept artist di respiro internazionale. Il suo lavoro attraversa fotografia, pittura e linguaggi digitali, costruendo immagini nelle quali realtà e immaginazione, memoria e contemporaneità entrano continuamente in relazione. Per la 78ª Estate Teatrale Veronese Basilé ha concepito l’immagine guida come un vero e proprio manifesto visivo del nuovo corso del Festival, traducendone in immagini la tensione tra storia, ricerca e contemporaneità. 

Un progetto che oggi compie un ulteriore e simbolico passaggio internazionale: i video realizzati per la campagna di promozione dell’Estate Teatrale Veronese sono approdati a New York, dove vengono presentati su grandi ledwall negli spazi urbani della città in concomitanza con la mostra personale di Matteo Basilé. L’immagine nata per raccontare il (H)Earth of glass e Verona entra così nel paesaggio visivo di una delle capitali mondiali della cultura contemporanea, offrendo alla manifestazione un’ulteriore occasione di visibilità internazionale.

Un approdo particolarmente coerente con la traiettoria della 78ª edizione: un Festival profondamente legato alla propria città e alla propria storia, ma capace di produrre immagini e linguaggi che attraversano i confini e dialogano con scenari culturali internazionali. 

Sul fronte digitale, i risultati confermano questa crescita:
• Community social in forte espansione: nel 2026 i canali del Festival hanno raggiunto 10.406 follower su Facebook (+2,6%) e 5.714 su Instagram (+31,2% rispetto al 2025). È soprattutto Instagram a fotografare il cambio di passo: dai 2.568 follower del 2023 ai 5.714 di quest’anno, la community è più che raddoppiata, registrando un incremento del 122,5%; 

• visualizzazioni e interattività: complessivamente Facebook e Instagram hanno generato circa 3,6 milioni di visualizzazioni e 34.861 interazioni. Su Instagram le interazioni sono cresciute del 76,6%, passando da 15.959 a 28.181. Su Facebook, inoltre, l’89% delle interazioni proviene da non-follower, un dato particolarmente significativo della capacità della manifestazione di intercettare persone al di fuori della propria community già consolidata; 

• presenza sui media nazionali: la stagione 2026 ha segnato un importante salto di qualità anche nella copertura mediatica. L’Estate Teatrale Veronese è stata seguita con continuità da agenzie di stampa, quotidiani e periodici nazionali, servizi Rai, testate culturali e riviste specializzate. Un’attenzione che ha contribuito a rafforzare il posizionamento della manifestazione nel panorama culturale italiano. 

La crescita digitale, la nuova identità visiva e la sua proiezione internazionale assumono un significato ancora maggiore se lette insieme alla composizione del pubblico presente agli spettacoli: l’allargamento della community online, la maggiore partecipazione delle nuove generazioni e la capacità di raggiungere spettatori provenienti da territori sempre più ampi sono dimensioni complementari dello stesso processo di apertura e rinnovamento del Festival.

Istituzioni, riconoscimenti e nuove reti: un Festival sempre più connesso
La 78ª Estate Teatrale Veronese è stata promossa dal Comune di Verona in collaborazione con il Circuito Multidisciplinare Regionale Arteven, con il fondamentale sostegno del Ministero della Cultura e della Regione del Veneto. 

Un importante riconoscimento alla qualità e alla solidità del nuovo progetto era arrivato dal Ministero della Cultura già in fase di valutazione preventiva, attraverso l’incremento del punteggio assegnato alla manifestazione e il conseguente aumento delle risorse economiche riconosciute. Un risultato che, ancor prima dell’avvio della stagione, aveva attestato il valore della proposta artistica e progettuale e che trova oggi ulteriore riscontro nei risultati raggiunti dalla 78ª edizione.

A rafforzare il profilo internazionale della manifestazione è intervenuto inoltre l’Institut français, che attraverso il bando Mécénat ha riconosciuto il valore del progetto e contribuito a sostenere la presenza degli artisti francesi nella programmazione. Un sostegno che ha favorito concretamente il dialogo con la scena europea e accompagnato uno degli assi strategici del nuovo corso: fare di Verona un luogo sempre più aperto allo scambio artistico internazionale. 

A questi risultati si aggiunge l’assegnazione del bando SIAE ottenuta dall’Estate Teatrale Veronese insieme a Pergine Festival, che ha sostenuto la realizzazione di Overtourism di Babilonia Teatri, inserito nel progetto Costellazioni. Un’esperienza che testimonia la capacità della manifestazione di costruire progettualità condivise e di attivare sinergie capaci di tradursi concretamente nella produzione artistica.

Proprio la costruzione di reti e partenariati costituisce uno degli elementi qualificanti della nuova direzione. A partire da questa edizione sono state attivate collaborazioni con Bolzano Danza, Pergine Festival e Ravenna Festival, con i quali sono stati condivisi e co-realizzati eventi e progetti, mettendo in relazione competenze, risorse e visioni artistiche.

Parallelamente, sono state avviate e consolidate relazioni strategiche destinate a svilupparsi nelle prossime edizioni con alcune tra le più autorevoli realtà della scena contemporanea italiana ed europea, tra cui Romaeuropa Festival e il Festival d’Avignon. Un lavoro che guarda oltre la singola stagione e pone le basi per future collaborazioni, scambi e progettualità condivise, rafforzando progressivamente il posizionamento dell’Estate Teatrale Veronese all’interno di una rete culturale nazionale e internazionale.

Partner: alleanze tra cultura, territorio e contemporaneità
Fondamentale è stato anche il contributo dei partner che hanno accompagnato e sostenuto il progetto: Magis e Banco BPM, storici compagni di viaggio della manifestazione, insieme a Gruppo Vicenzi. 

"L’Estate Teatrale Veronese - commenta il prof. Federico Testa, presidente del Gruppo Magis - si conferma una delle espressioni più significative della vitalità culturale della nostra città. Come Gruppo Magis siamo lieti di aver accompagnato anche quest’anno un progetto che ha saputo valorizzare il patrimonio di Verona e, al tempo stesso, proporre linguaggi e contenuti capaci di dialogare con le nuove generazioni. I risultati di questa edizione testimoniano il valore di un investimento che va oltre il sostegno a una singola manifestazione: significa contribuire a costruire occasioni di incontro, partecipazione e crescita per l'intera comunità." 

Un percorso che si costruisce assieme nel tempo: da diciannove anni Banco BPM affianca l’Estate Teatrale Veronese nell’ambito del costante impegno a favore della cultura, elemento centrale della responsabilità sociale d’impresa. La stagione appena conclusa ha registrato un’ampia partecipazione, consolidando il legame con il pubblico più affezionato e avvicinando alla rassegna un numero significativo di giovani. Un risultato sostenuto da una proposta di elevato valore culturale, capace di rinnovarsi e di coinvolgere pubblici diversi. Il positivo esito della stagione e l’impegno profuso nella sua realizzazione testimoniano il valore di un progetto che la Banca continua ad accompagnare, contribuendo alla promozione della cultura e alla valorizzazione del territorio. 

‘L’Estate Teatrale Veronese si conferma anche quest’anno un appuntamento di grande valore per la nostra città – commenta Elena Personi Musola, Marketing Manager Italia del Gruppo Vicenzi -. Essere al fianco di una rassegna come questa significa, per il Gruppo Vicenzi, sostenere un dialogo virtuoso tra cultura, territorio e comunità. Crediamo profondamente nel ruolo della cultura come strumento capace di creare relazioni, generare nuove prospettive e contribuire alla crescita delle persone e dei luoghi. Sono valori che sentiamo vicini alla nostra identità e accompagnare progetti culturali di questa portata rappresenta anche un modo concreto per restituire valore alla nostra città, sostenendo esperienze che sanno emozionare e mantenere vivo il rapporto con le radici. Si chiude una stagione importante, che ha saputo ancora una volta raccontare la capacità di Verona di vivere la cultura come patrimonio condiviso.’ 

A questi si è aggiunto quest’anno il nuovo sponsor Pasqua Vini, una presenza particolarmente significativa per la sintonia con il percorso intrapreso dall’Estate Teatrale Veronese. La storica cantina veronese ha infatti sviluppato negli ultimi anni una particolare attenzione verso l’arte contemporanea, la sperimentazione e i nuovi linguaggi, attraverso collaborazioni e progetti capaci di mettere in relazione produzione culturale, creatività e territorio. Un’affinità che incontra naturalmente la ricerca della nuova direzione artistica dell’ETV e che amplia il significato stesso della partnership: non soltanto sostegno alla manifestazione, ma condivisione di una sensibilità verso il contemporaneo e apertura a nuove forme di dialogo tra cultura, impresa e città. 

Lo sottolinea Riccardo Pasqua, amministratore delegato, ‘Siamo orgogliosi di aver sostenuto l’Estate Teatrale Veronese, un progetto culturale di grande valore per la città e per il suo pubblico. Crediamo che sostenere l’arte e la cultura significhi investire nella crescita del territorio e contribuire a renderlo sempre più vivo e attrattivo. Alla base della cultura e del vino ci sono creatività e condivisione: questo è il motore che ci spinge a sostenere sempre nuovi progetti, sperimentare e innovare.’ 

Inoltre il Festival ha potuto contare su Hotel Touring, in veste di partner tecnico e il racconto della stagione è stato curato dalla rete di media partner Radio Rai 3, L’Arena, TeleArena, Radio Verona e AGTW. 

La presenza di partner storici e l’ingresso di nuove realtà testimoniano così la capacità dell’Estate Teatrale Veronese di costruire intorno al proprio progetto una comunità sempre più ampia di soggetti pubblici e privati, uniti dalla volontà di sostenere la qualità della proposta culturale e il suo rapporto con Verona.   

Una visione che guarda al futuro
La 78ª edizione si chiude con un risultato che va oltre la dimensione, pur straordinaria, dei numeri. L’Estate Teatrale Veronese ha ampliato il proprio raggio d’azione, incontrato nuove sensibilità, costruito alleanze e rafforzato il proprio posizionamento nel panorama teatrale nazionale e internazionale.

La crescita delle presenze acquista un significato ancora più rilevante proprio alla luce della loro composizione: più giovani, un pubblico sempre più capace di muoversi verso Verona dal territorio regionale e dalle regioni limitrofe e una presenza internazionale in aumento. Segnali che indicano una capacità di attrazione nuova e più ampia e rafforzano la funzione dell’Estate Teatrale Veronese come appuntamento culturale della città e, insieme, come destinazione per un pubblico che arriva da fuori. 

Una crescita costruita nel rispetto della storia della manifestazione e del suo legame con Verona, attraverso l’evoluzione di un progetto artistico che ha scelto di mettere in relazione memoria e contemporaneità, grandi maestri e nuove generazioni, dimensione locale e apertura internazionale, luoghi simbolici e spazio urbano. 

Il lavoro avviato sulle reti nazionali ed europee, insieme alla capacità dell’immagine e della comunicazione del Festival di raggiungere nuovi pubblici e nuovi contesti internazionali, rappresenta una delle basi sulle quali costruire il futuro della manifestazione. Da Verona a New York, dalla scena del Teatro Romano alle collaborazioni con alcuni dei principali festival italiani ed europei, emerge un progetto che vuole essere sempre più riconoscibile, connesso e aperto al mondo.

Lo sguardo è già rivolto alla prossima edizione dell’Estate Teatrale Veronese e ai grandi artisti con i quali il dialogo è aperto, con l’obiettivo di consolidare il percorso intrapreso, ampliare le collaborazioni e offrire al pubblico veronese e ai visitatori una proposta di spettacolo dal vivo sempre più autorevole, aperta e capace di confrontarsi con la scena contemporanea internazionale. 

E mentre cala il sipario su una stagione estiva di eccezionale intensità, l’attività teatrale della città non si ferma. L’attenzione si sposta ora sulle imminenti stagioni invernali dell’Amministrazione: “L’Altro Teatro” al Teatro Camploy e “Il Grande Teatro” al Teatro Nuovo, due appuntamenti centrali della programmazione cittadina, pronti a dare continuità nei mesi invernali a una proposta di spettacolo dal vivo fondata sulla qualità, sulla pluralità dei linguaggi, sulla ricerca e sull’incontro con il pubblico. 

Dall’estate all’inverno prosegue così un progetto culturale del Comune che guarda alla città e, al tempo stesso, oltre i suoi confini, con l’ambizione di rafforzare il ruolo di Verona come luogo di incontro tra la grande tradizione teatrale e le forme vive del contemporaneo. 

INFORMAZIONI sito www.estateteatraleveronese.it, pagina Facebook Estate Teatrale Veronese-Comune di Verona, profilo Instagram estateteatraleveronesee canale YouTube Estate Teatrale Veronese. 

Ufficio Stampa Nazionale “Estate Teatrale Veronese”
Maya Amenduni +39 392 8157943 - mayaamenduni@gmail.com 

Direttore Organizzativo “Estate Teatrale Veronese”
Dannia Pavan – danniapavan@yahoo.it

A questo link trovate un corredo fotografico relativo alla conferenza stampa che si è tenuta oggi e una selezione delle foto degli spettacoli che hanno impreziosito questa edizione del festival. Trovate anche le immagini video (con e senza scritte in sovrimpressione) che raccontano l'intera edizione 2026 dell' ETV: 
https://drive.google.com/drive/folders/1eoIPyF0oAuVtZtJJ5btVsnxbm0zobW_n?usp=sharing  

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Fa capo all'area amministrativa Sindaco: presidia e sviluppa la comunicazione istituzionale dell’Ente nei rapporti con gli organi di informazione, assicurando il massimo grado di trasparenza, chiarezza e tempestività

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Ultimo aggiornamento: 08/10/2026 08:53

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