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Consiglio comunale, approvato l'ultimo passaggio verso la proprietà delle mura magistrali

Importante passaggio al quale seguirà la formalizzazione con apposito decreto del Direttore Regionale dell’Agenzia del Demanio
Data:

24/09/2026

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  • Comunicato stampa

Descrizione

Il Comune di Verona completa gli atti di competenza per l’acquisizione delle porzioni di proprietà dello Stato della Cinta Magistrale, struttura fortificata complessa che circonda pressoché completamente la città e che si articola in oltre 9 chilometri di lunghezza, per un'estensione di quasi 100 ettari, in cui si distinguono in particolare murature, torri, cortine, rondelle, bastioni, valli, fossati, terrapieni, spalti, cavalieri, poterne.

“I manufatti monumentali che ammiriamo quotidianamente e che fanno parte del paesaggio e dello skyline della Città – ha spiegato la vicesindaca Barbara Bissoli con delega all’Edilizia Monumentale, illustrando la delibera 84/2026, approvata con 21 voti favorevoli e 8 astenuti - sono quanto rimane delle opere di difesa di Verona costruite in epoca romana, medievale, durante la dominazione veneziana e infine asburgica, periodo di cui rimangono le tracce più imponenti con il restauro delle opere esistenti e la costruzione di nuove in sostituzione di quelle demolite da Napoleone.

Un compendio monumentale che conta circa 2000 anni di storia a partire dal suo nucleo originario e che fa di Verona la città fortificata per eccellenza, ricca di strutture uniche per estensione, qualità architettonica e stratificazione, che partendo dall'età romana arrivano alla fine dell’Ottocento; caratteristica che è valsa alla città di Verona il riconoscimento nel 2000 di patrimonio UNESCO.

Ricordo che il Comune di Verona ha la disponibilità della maggior consistenza della Cinta Magistrale di proprietà statale in forza di un risalente rapporto concessorio gratuito con l’Agenzia del Demanio, da ultimo rinnovato nel dicembre 2024, rapporto che obbliga l'amministrazione comunale concessionaria a curare la manutenzione ordinaria e straordinaria sul compendio in oggetto, con espresso divieto di subconcedere a terzi.

Ebbene, soprattutto negli ultimi decenni, l’Amministrazione comunale ha dimostrato grande impegno per acquisire via via brani di cui il compendio si compone, avvalendosi delle facoltà date a partire dal 2010 con la disciplina del cd. federalismo culturale; tuttavia, il percorso verso la completa acquisizione della Cinta Magistrale sarebbe stato ancora lungo e impervio, se non si fosse verificata una congiuntura di eventi davvero favorevole, a causa delle notevoli difficoltà incontrate dal Comune, sul quale ricade l’onere dell’aggiornamento catastale e della regolarizzazione edilizia nelle operazioni preliminari alla stipula degli atti pubblici di trasferimento, sia per la presenza di diversi fabbricati irregolari edificati nel corso degli anni, sia più in generale per la complessità del necessario aggiornamento catastale.

Da un lato, la proficua collaborazione avviata da questa Amministrazione sin dal 2023 con la Direzione regionale del Veneto dell’Agenzia del Demanio, culminata nell’accordo del maggio 2024 ai sensi dell’art. 15 della L. 241 del 1990, per l'attuazione di iniziative di riqualificazione e rigenerazione del patrimonio immobiliare pubblico statale e comunale ricadente nel territorio della città di Verona e, in particolare, per l’elaborazione del Piano Ambientale del Parco delle Mura Magistrali di cui alla L.R. del Veneto n. 40/1984 in funzione della valorizzazione e dello sviluppo del Parco stesso per tramite della Struttura per la Progettazione dell’Agenzia del Demanio.

D’altro lato, l’introduzione di una normativa speciale nel 2023 (art. 15 bis, del D.L. 24 febbraio 2023, n. 13, convertito dalla Legge 21 aprile 2023, n. 41) che ha aperto la possibilità per il Comune di Verona di presentare all’Agenzia del Demanio entro il 31 dicembre 2025 l’istanza di trasferimento in proprietà comunale a titolo gratuito dell’intero compendio della Cinta Magistrale, qualora fosse stato interessato da progetti di riqualificazione per scopi istituzionali o sociali recanti apposito finanziamento con indicazione della destinazione finale del bene e dei tempi stimati di realizzazione degli interventi.

D'altro canto ancora, l'aver programmato sin dall'insediamento di questa Amministrazione alcuni interventi sul compendio con i relativi finanziamenti che il Comune di Verona ha progettato o sta progettanto, che sta realizzando o realizzerà nei prossimi anni in conformità alla normativa predetta e in particolare:

  • la riqualificazione del "Percorso delle Mura" riguardanti Porta Nuova, Porta Palio con gli accessi alle relative gallerie di contromina, oltre alla riqualificazione del parcheggio di Porta Palio, con finanziamento anche a carico del Comune, oltre che della Strategia Integrata di Sviluppo Urbano Sostenibile (SISUS) dell’area urbana di Verona, afferente al Bando regionale “PR FESR 2021-2027 Sviluppo Urbano Sostenibile”;
  • la riqualificazione dell'accesso alla Rondella delle Boccare nell'ambito del progetto “Smart Verona, città patrimonio mondiale UNESCO”, con finanziamento in parte a carico anche del Comune, oltre che del Ministero del Turismo;
  • la messa in sicurezza e il ripristino di tratti di antica muratura a confine tra il percorso di San Zeno in Monte, compreso nel compendio della Cinta Magistrale, e le proprietà private, con finanziamento in parte a carico del Comune e in parte a carico dei privati confinanti.

Il giorno 30 dicembre 2025, quindi, con nota a firma del Sindaco è stata formalizzata all’Agenzia del Demanio l’istanza di trasferimento a titolo gratuito, al Comune di Verona, della proprietà dell’intero compendio dello Stato, confermando l’impegno dell’Amministrazione comunale a proseguire nella manutenzione ordinaria e straordinaria del compendio, nella tutela e nella valorizzazione di un patrimonio monumentale unico, nella ricerca di una fruibilità pubblica quanto più ampia, anche grazie alla possibilità di rilasciare concessioni patrimoniali a terzi – provvedimenti attualmente non consentiti dal regime della concessione in corso tra Agenzia del Demanio e Comune stesso, come sopra ricordato – o di assegnare in gestione porzioni di compendio, oppure di affidare concessioni di valorizzazione anche con scadenze a medio/lungo termine, a favore di soggetti terzi i quali, a fronte della messa a disposizione di spazi per iniziative culturali o sociali, si impegnino a porre in essere – in via sussidiaria rispetto al Comune – attività e strategie attraverso le quali esplicitare la fruibilità pubblica del bene stesso.

A seguito della approvazione della deliberazione in discussione, il trasferimento in proprietà a titolo gratuito del compendio in esame verrà formalizzato con apposito decreto del Direttore Regionale dell’Agenzia del Demanio, alle condizioni tutte precisate nella delibera stessa”. 

IL DIBATTITO

Il consigliere di Dts Alberto Battaggia esprime “piena soddisfazione per questo importante atto giuridico, che valorizza ulteriormente lo straordinario patrimonio storico-culturale della nostra città. Il nuovo piano di gestione del sito UNESCO, che aggiorna quello ormai datato al 2006, è frutto di un lavoro rigoroso e di un ampio processo partecipativo che ha coinvolto 80 tra associazioni e stakeholder, dalla Fondazione Cariverona alla Curia. I 22 progetti previsti permetteranno di accedere a finanziamenti nazionali ed europei, sostenuti da una governance solida attraverso un comitato di pilotaggio. Ringrazio la Vicesindaca per l'impegno profuso in questo importante risultato.”

Il consigliere del Pd Antonio Benetti “Dopo duemila anni restituiamo unità a un bene che la città ha sempre utilizzato ma mai posseduto pienamente, rafforzando ulteriormente le ragioni che hanno reso Verona Patrimonio UNESCO. La proprietà unica apre nuove possibilità di valorizzazione, sia attraverso investimenti pubblici sia attraverso l'apertura a iniziative private. Questo risultato nasce da un insieme di fortunate coincidenze che la nostra amministrazione ha saputo cogliere attivando per tempo le iniziative necessarie. A nome del gruppo del Partito Democratico, esprimo convinto sostegno a questa delibera, che offre alla città una nuova possibilità di sviluppo e di valorizzazione agli occhi di chi la visita.” 

Il Consiglio Comunale ha successivamente approvato all’unanimità un Ordine del Giorno, il 626, con cui esprime il proprio sostegno alla proposta di legge d'iniziativa popolare promossa da Confesercenti per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità, presentato dal consigliere del Pd, Carlo Beghini.

“L'iniziativa, che ha già raccolto adesioni su tutto il territorio nazionale, - ha detto Beghini - nasce per contrastare la desertificazione commerciale che interessa centri storici, quartieri e frazioni, dove negozi di vicinato e attività locali rappresentano non solo un presidio economico ma anche sociale e di sicurezza per la comunità. La proposta punta a introdurre strumenti concreti a sostegno del commercio di prossimità: incentivi economici, semplificazioni amministrative, iniziative di valorizzazione dei centri urbani e dei centri commerciali naturali, oltre a interventi strutturali per il mantenimento e il rilancio delle attività economiche sul territorio”.

Con l'approvazione dell'ordine del giorno, il Consiglio Comunale invita il Sindaco a farsi portavoce presso il Governo del sostegno di Verona alla proposta di legge, e l'Amministrazione comunale a dare adeguato risalto all'iniziativa attraverso i canali istituzionali. 

LE MOZIONI

Approvata inoltre (con 20 voti favorevoli, uno contrario e un non espresso) una mozione con cui esprime ferma condanna per l'invasione su larga scala avviata dalla Federazione Russa ai danni dell'Ucraina il 24 febbraio 2022, un'aggressione che l'assemblea definisce in aperta violazione del diritto internazionale, in particolare dell'articolo 2 paragrafo 4 della Carta delle Nazioni Unite, del Memorandum di Budapest del 1994, dell'Atto finale di Helsinki del 1975 e del Protocollo di Minsk del 2015.

Con l'approvazione della mozione, il Consiglio impegna il Sindaco e la Giunta comunale a esprimere ferma condanna per l'invasione illegittima e illegale perpetrata dalla Federazione Russa, a manifestare piena solidarietà al popolo ucraino e ad attivarsi presso le istituzioni nazionali e internazionali affinché vengano promosse nuove iniziative diplomatiche capaci di condurre le parti coinvolte al tavolo delle trattative, nella prospettiva di un cessate il fuoco che ponga fine alle ostilità.

La mozione presentata dal consigliere di Dts, Giacomo Piva richiama come, “dall'inizio del conflitto, la Federazione Russa si sia resa responsabile di gravi crimini di guerra, tra cui attacchi deliberati contro la popolazione civile, uccisioni, torture e trattamenti inumani, violenze sessuali commesse da appartenenti alle forze armate e deportazioni forzate di minori, fatti che hanno condotto all'emissione di un mandato d'arresto internazionale nei confronti del presidente della Federazione Russa Vladimir Putin e di altri funzionari russi”. 

Sono intervenuti sul tema i seguenti consiglieri.

La consigliera Jessica Cugini (Sinistra Italiana) “Condivide la ferma condanna per l'invasione russa in Ucraina e la piena solidarietà al popolo ucraino, ma questa mozione tace due aspetti decisivi: la trasformazione dell'economia europea in economia di guerra, che sottrae risorse al welfare, e il ruolo della NATO nel protrarre il conflitto. Come Sinistra Italiana ci siamo opposti fin dall'inizio all'invio di armi, sostenendo invece i percorsi diplomatici verso la pace. A quattro anni dall'inizio della guerra, mentre si continua a investire in riarmo, i sondaggi mostrano che tre italiani su quattro sono contrari alla fornitura di armi a Kiev. Per coerenza con questa posizione, voterò contro la mozione.”

Il consigliere Battaggia “esprime il suo pieno sostegno alla mozione presentata dal consigliere Piva. “La guerra in Ucraina segna l'inizio di una fase nuova nelle relazioni internazionali, di fronte alla quale il dibattito politico sconta ancora un notevole ritardo di analisi e di categorie concettuali. Si tratta di un'aggressione imperialistica volta alla conquista di territorio, a cui l'Europa ha saputo rispondere con un sostegno concreto, anche a costo di sacrifici sul piano energetico, permettendo al popolo ucraino di resistere. È necessario che le nostre istituzioni prendano piena consapevolezza delle trasformazioni in atto, comprese quelle nelle forme stesse della guerra, e dell'urgenza di adeguare i sistemi di difesa del Paese.” 

Il consigliere Paolo Rossi di Verona Domani ha evidenziato che “in coerenza con la posizione già espressa in passato, non parteciperò al voto su questa mozione. La guerra in Ucraina è una vicenda che mi coinvolge profondamente, per le vite umane perdute e per le pesanti ripercussioni economiche sul nostro Paese, ma ritengo che l'Aula del Consiglio Comunale debba occuparsi di temi di competenza comunale, lasciando ad altre sedi il compito di dare segnali politici su scenari internazionali. Ho comunque voluto testimoniare rispetto per l'iniziativa del consigliere Piva con la mia presenza in aula, pur non esprimendo voto." 

Il consigliere comunale Giuseppe Rea (Verona 5 Stelle) ha presentato una mozione, la 627, con cui chiede al Sindaco e alla Giunta di esprimere ufficialmente sostegno e solidarietà alla mobilitazione nazionale dei caregiver familiari, in corso su tutto il territorio nazionale per il riconoscimento dei loro diritti. La mozione, approvata all’unanimità, richiama i principi costituzionali (artt. 2, 3, 32, 38, 118) e gli obblighi internazionali ed europei in materia di tutela delle persone con disabilità e dei loro assistenti familiari, oltre alla normativa nazionale sul caregiver (L. 205/2017) e sul sistema dei servizi sociali (D.Lgs. 267/2000, L. 328/2000, LEPS), sottolineando il ruolo diretto e non solo esecutivo dei Comuni nella tutela dei diritti sociali. Con la mozione, il Consiglio Comunale impegna Sindaco e Giunta a farsi portavoce delle istanze dei caregiver presso Regione e Governo, chiedendo la revisione della normativa in discussione. 

“Al centro della protesta dei caregiver – spiega Rea - c'è la preoccupazione per la proposta di legge attualmente all'esame del Parlamento, ritenuta insufficiente a garantire tutele economiche, previdenziali e sociali adeguate a chi si prende cura di familiari non autosufficienti — un ruolo definito "fondamentale" e spesso "invisibile", che supplisce alle carenze del sistema pubblico di assistenza. Viene inoltre segnalato che la Regione Veneto sta lavorando a una propria normativa in materia.” 

DOMANDE DI ATTUALITA’

La Vice Presidente del Consiglio Anna Bertaia della Lista Tosi ha chiesto delucidazioni sul mancato avvio dei lavori di riqualificazione dei Parco Raggio di Sole. La vicesindaca Barbara Bissoli ha risposto che “la proposta di intervento da parte dell’Officina dell’Aias Cooperativa Sociale per la riqualificazione sugli edifici dei Giardini di Raggio di Sole in regime di concessione ai sensi dell’art. 117 delle Norme Tecniche Operative del Piano degli Interventi, che disciplina il concorso dei privati alla realizzazione e gestione dei servizi pubblici, è stata istruita dalle Direzioni competenti, SUAP/SUEP e Patrimonio, e la relativa deliberazione consiliare è in attesa di procedere con l’iter amministrativo che ne consentirà l’iscrizione all’ordine del giorno del Consiglio Comunale.

Durante l’accatastamento dei fabbricati, che integrava l’ultimo passaggio formale, è emerso, infatti, che essi non sono di proprietà del Comune, bensì del Demanio dello Stato, perché la loro realizzazione, pur effettuata negli anni su progetto e con risorse del Comune di Verona, non è assistita da una concessione demaniale specifica. Pertanto, il Comune non è proprietario di detti edifici; ne è semplice concessionario e, in quanto tale, non può concedere in subconcessione a terzi gli edifici stessi in forza dell’espresso divieto previsto nel contratto di concessione in essere tra Comune di Verona e Agenzia del Demanio.

Occorre attendere, quindi, l’acquisizione al patrimonio comunale del compendio della Cinta Magistrale, oggetto della deliberazione all’ordine del giorno odierno che sbloccherà l’iter.

La piena proprietà della Cinta Magistrale consentirà più in generale di attivare concessioni amministrative a favore di enti, associazioni e soggetti privati in genere, oggi non consentite dal regime concessorio vigente, per ampliare e favorire la valorizzazione culturale, sociale e ricreativa degli spazi”. 

La consigliera Bertaia e il consigliere Zavarise hanno entrambi chiesto motivazioni sulla “disparità di accesso tra i residenti di PIazza Cittadella e quelli del quartiere Filippini nell’accesso al transito di Ponte Aleardi”. L’assessore Michele Bertucco ha letto la risposta dell’assessore alla mobilità Tommaso Ferrari: “L'intervento su Ponte Aleardi va letto come parte di una riorganizzazione della mobilità dell'intero ambito e non come misura puntuale.

La corsia preferenziale di Ponte Aleardi, attiva con controllo elettronico dal 21 settembre scorso in attuazione dell'ordinanza n. 1253 del 1° settembre 2026, serve anzitutto a garantire regolarità e velocità commerciale al trasporto pubblico locale lungo una direttrice strategica tra le due sponde dell'Adige. Per questo la disciplina delle deroghe segue i principi di proporzionalità e minima incidenza: ogni eccezione al divieto riduce l'efficacia della misura, quindi le esenzioni devono restare poche, mirate e giustificate da un collegamento funzionale diretto con l'infrastruttura.

Su questa base l'Amministrazione ha individuato come destinatari della deroga i residenti e i dimoranti del comparto Cittadella, secondo due criteri.

Il primo criterio è la dipendenza funzionale dall'asse. Per il comparto Cittadella, Ponte Aleardi costituisce un naturale e diretto itinerario di uscita e di accesso: la riorganizzazione avrebbe inciso in modo sproporzionato sulla loro mobilità quotidiana, imponendo percorsi alternativi lunghi e con aggravio di traffico su altre strade.

Il secondo è la sostenibilità della corsia. Estendere la deroga a tutti i quartieri confinanti aumenterebbe in modo significativo i veicoli autorizzati, con il rischio di vanificare lo scopo della preferenziale e di riportare sul ponte quella congestione che la misura intende eliminare.

Per quanto riguarda nello specifico il quartiere Filippini, c'è un elemento di assetto viabilistico dirimente. In uscita dal quartiere è prevista la svolta obbligatoria a destra su via Pallone. Questo significa che, anche con un'autorizzazione al transito, Ponte Aleardi non sarebbe raggiungibile in modo diretto: i residenti dovrebbero compiere un percorso indiretto per tornare verso il ponte, caricando di traffico improprio la rete circostante. L'eventuale deroga, quindi, avrebbe un beneficio concreto molto limitato per i cittadini dei Filippini, e un costo in termini di flussi e di efficacia della corsia. Dal punto di vista funzionale, il quartiere Filippini gravita su itinerari diversi da quello di Ponte Aleardi. La differenza di trattamento rispetto alla Cittadella non nasce da una scelta discrezionale ma dalla diversa relazione che i due ambiti hanno con l'infrastruttura.

Detto questo, l'Amministrazione è attenta alle ricadute sul quartiere Filippini. Il sistema è attivo da pochi giorni: gli uffici stanno monitorando. Sulla base dei dati raccolti nelle prossime settimane valuteremo, se necessari, eventuali affinamenti della regolazione della circolazione nell'area, sempre nell'ottica di un equilibrio tra tutela del trasporto pubblico e esigenze dei residenti. ” 

Il consigliere Nicolò Zavarise della Lega, ha chiesto delucidazioni sull’installazione dell’impianto semaforico installato per il filobus alla Genovesa, interessata da un flusso di autovetture importante provenienti da Castel d’Azzano. L’assessore Bertucco anche in questo caso ha letto un intervento scritto dell’assessore Ferrari: “L'impianto semaforico all'intersezione tra Strada della Genovesa e viale delle Nazioni fa parte dell'infrastruttura del sistema filoviario. La sua programmazione non risponde quindi solo a una logica di smaltimento del traffico privato. Deve garantire tre obiettivi insieme: la priorità e la regolarità del filobus, la sicurezza di tutti gli utenti dell'intersezione (pedoni e ciclisti compresi) e il deflusso dei flussi veicolari sulle diverse direttrici. Il piano semaforico attuale è il risultato di questo bilanciamento, costruito sulle analisi dei flussi fatte in fase di progettazione e messa in esercizio.

Per quanto riguarda le due ipotesi indicate nella domanda:

Mantenere il verde su Strada della Genovesa in assenza di veicoli dalla direzione opposta. Questa soluzione va verificata con la priorità semaforica riconosciuta al filobus, che interviene sul ciclo quando il mezzo si avvicina all'incrocio e ha la precedenza sulle altre richieste. Qualsiasi modifica deve quindi mantenere intatta questa funzione.

Rimodulare i tempi in funzione dei flussi effettivi. È la direzione in cui stiamo lavorando. Nella fase successiva all'attivazione di un nuovo impianto, gli uffici ne monitorano costantemente il comportamento. Le informazioni servono a tarare il piano semaforico, anche differenziandolo per fasce orarie, così da ridurre le attese nei momenti in cui i flussi dalla direzione opposta non giustificano il rosso.

Siamo consapevoli che la direttrice Strada della Genovesa – via Apollo raccoglie una quota importante del traffico in ingresso da Castel d'Azzano e dai comuni del quadrante sud. Le code segnalate in via Apollo sono quindi un elemento che teniamo nella massima considerazione nell'analisi del nodo. Gli uffici hanno già avviato le verifiche sull'intersezione e, alla luce dei dati raccolti, procederemo agli affinamenti della regolazione che risulteranno tecnicamente possibili e compatibili con l'esercizio filoviario, coordinandoci con il gestore del servizio.

Il monitoraggio continuerà anche dopo gli eventuali interventi, per verificarne l'efficacia e, se serve, correggerli ulteriormente. Resto a disposizione del Consigliere per aggiornarlo sugli esiti delle verifiche”. 

COMUNICAZIONI

La consigliera Jessica Cugini di Sinistra Italiana ha appreso con sorpresa dai giornali “di un emendamento di Fratelli d'Italia volto a posticipare la scadenza del Consorzio ZAI, i cui vertici sono già scaduti dal 9 settembre. Riteniamo grave la doppia presidenza di Gasparato, in carica da 15 anni e dal novembre scorso anche a capo dell'Autorità di sistema portuale del mare Adriatico settentrionale. Come denunciato oggi in un comunicato di Sinistra Italiana Verona, è inaccettabile che si profili una sua riconferma senza reali meriti, a fronte di una spesa in comunicazione salita a 270.000 euro nel 2025 e di un quadrante Europa in perdita di traffico. Chiediamo quindi al sindaco Tommasi un cambio di passo nelle tre nomine di competenza comunale, e ci dichiariamo contrari a un'eventuale riconferma concordata di Gasparato e del consiglio uscente.”

La consigliera Anna Bertaia della Lista Tosi segnala “il degrado crescente del centro storico legato ai nuovi cassonetti con tessera introdotti per migliorare la differenziata, che nella pratica si sta rivelando un disastro. I cittadini non sono stati adeguatamente informati: molti non hanno ancora la tessera, l'app spesso non funziona, e le persone anziane sono in evidente difficoltà. Si verificano travasi di rifiuti tra cassonetti aperti e chiusi, accumuli di immondizia con conseguente problema di topi, disagi per i turisti privi di tessera e per i cittadini di passaggio senza possibilità di smaltire i sacchetti." 

La consigliera Paola Poli di Dts ha evidenziato come “nella Commissione Sanità regionale è stato presentato ieri il report 2025 sulla violenza di genere: nel 2024 sono 2.327 le nuove donne prese in carico, per un totale di 3.780 casi seguiti e 8.366 contatti ai centri antiviolenza — il dato più alto dal 2019. Sottolineo che l'uscita dalla violenza richiede non solo un luogo sicuro, ma anche casa, reddito, lavoro e una rete di sostegno continuativa, incluso il congedo indennizzato di 90 giorni già previsto dalla legge ma spesso non conosciuto né dalle lavoratrici né dai datori di lavoro. Propongo di rafforzare il collegamento tra centri antiviolenza, case rifugio, servizi sociali, INPS, centri per l'impiego, sindacati, imprese e consigliera di parità, per costruire un percorso di autonomia lavorativa parallelo a quello di protezione.” 

A cura di

Ufficio Stampa

Fa capo all'area amministrativa Sindaco: presidia e sviluppa la comunicazione istituzionale dell’Ente nei rapporti con gli organi di informazione, assicurando il massimo grado di trasparenza, chiarezza e tempestività

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 25/09/2026 09:14

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