Descrizione
I disordini del 16 e del 17 ottobre scorso sono stati al centro del dibattito del Consiglio Comunale odierno.
Il consigliere Nicolò Zavarise della Lega, ha interrogato il Sindaco Tommasi sui disordini del 17 ottobre nel centro storico: “centinaia di giovani, cassonetti rovesciati, cestini incendiati e danneggiamenti, con oltre 60 persone identificate, sette accompagnate in Questura e sei denunciate (cinque minorenni). Rilevo che, a distanza di giorni, è vi è stata l'assenza di una presa di posizione istituzionale del Sindaco, che ci si sarebbe attesa chiara e tempestiva”.
La consigliera Anna Bertaia di Lista Tosi, vicepresidente del Consiglio comunale, ha richiamato i disordini del 16 e 17 ottobre, che hanno generato preoccupazione tra i cittadini, “mentre nelle chat dei ragazzi circolano messaggi allarmistici non verificati chiedo all'Amministrazione quale piano immediato di prevenzione, presidio del territorio e comunicazione istituzionale intenda attuare e rendere pubblico, con tempi e risorse definiti e in raccordo con le autorità competenti, per evitare nuovi episodi e fornire a ragazzi, famiglie, residenti e commercianti informazioni verificate e rassicurazioni concrete sulla sicurezza della città”.
Ad entrambe le domande ha risposto il Sindaco, Damiano Tommasi annunciando che per lunedì prossimo 26 ottobre è convocato un incontro in Prefettura con il Questore. “Affronteremo il tema – ha detto il Sindaco - con gli assessori competenti, non solo l'assessora Zivelonghi, ma anche con gli assessori alle politiche educative, alle politiche giovanili e ai servizi sociali. Al di là degli episodi e delle chat, infatti, si tratta di un fenomeno complesso, che non riguarda solo la nostra città o alcuni suoi spazi, e che come tale va affrontato.
Capisco la necessità di sentire la voce del sindaco su giornali, radio, TV e social. Ci siamo sentiti più volte, sia con il Prefetto sia con il Questore, per analizzare le dinamiche degli episodi e i loro effetti, cito anche l'incontro del Questore e della scuola interessata con le famiglie dei minorenni. Quanto alle chat circolate nei giorni scorsi, alcune scuole si sono già attivate con comunicazioni volte a prevenire l'assenza di molti ragazzi, che hanno letto, forse prima di noi, messaggi volti a creare una psicosi. Quei messaggi sono arrivati anche sulle chat dei miei figli, quindi conosco il fenomeno.
La gestione è stata diversa da istituto a istituto. Da parte nostra c'è stato un accompagnamento agli istituti e un confronto per capire come intervenire, perché un fatto simile è quasi imprevedibile: la convocazione attraverso una chat, da parte di ragazzi di istituti scolastici, è difficile da anticipare, a maggior ragione se la motivazione era, stando a quanto raccontato, il diniego di uno spazio della scuola per ragioni organizzative legate alla situazione attuale.
La nostra posizione è quindi quella di affrontare la vicenda per quello che è, una vicenda che coinvolge anche persone minorenni. Sappiamo quanto è stato fatto dalla Questura e dalla Polizia Locale, come ha ricordato bene l'assessora Zivelonghi. Il coordinamento ha funzionato, e il Questore ha espresso alla Polizia Locale il suo ringraziamento. Resta però da chiarire il ruolo di ciascuno, insieme alle dotazioni e alla formazione della nostra Polizia Locale, che non è preparata per gestire scontri di piazza come quelli che rischiavano di verificarsi sabato. Situazione che, come ha sottolineato lo stesso questore, è stata tenuta sotto controllo, anche in presenza di un'altra manifestazione in piazza, quella di CasaPound: non c'è stato alcun contatto tra i due gruppi, nonostante la vicinanza.
Da parte delle forze dell'ordine c'è stata dunque la volontà di inquadrare l'episodio in un fenomeno da valutare a tutto tondo, innanzitutto per i motivi, le modalità e la tempistica, e per l'imprevedibilità: almeno a Verona non risultava alcuna organizzazione preventiva. Lato nostro dobbiamo chiederci cosa può fare l'Amministrazione per prevenire. Gli episodi di questo fine settimana mostrano quanto possano essere imprevedibili le reazioni che si scatenano.
Sicuramente l'impatto sulla città, le immagini e quanto ne è uscito rendono la vicenda un'occasione di grande riflessione, attraverso la quale capire come mitigare l'allarmismo che, inevitabilmente e legittimamente (lo dico da genitore), può nascere vedendo queste situazioni. La prima cosa da tenere presente è la minore età delle persone coinvolte. Sapete tutti che, quando ci sono dei minori, è coinvolta l'intera famiglia. Occorre tutelare i ragazzi da episodi di emulazione o di trascinamento. Come già accaduto in passato a Verona, dobbiamo quindi affrontare il tema insieme alle altre istituzioni.
L'altro aspetto riguarda il nostro ruolo, che si inserisce in una catena di istituzioni che arriva fino al Ministero dell'Interno, passando per la Questura e la Prefettura, con le quali dobbiamo rapportarci. Come la Polizia Locale è stata chiamata a supporto, così anche noi siamo a supporto di queste istituzioni per garantire l'ordine pubblico e la sicurezza della nostra città”.
Il consigliere Paolo Rossi di Verona Domani ha chiesto se la Polizia Locale sia intervenuta in occasione dei recenti disordini dei giorni scorsi, quali azioni abbia eventualmente svolto e se ci siano state conseguenze per gli agenti impiegati.
L’assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi ha ricordato come il 17 ottobre scorso la Polizia Locale abbia presidiato la città con 32 operatori. “Verso le 17:30, quando un gruppo di minorenni si è radunato sotto la Gran Guardia per poi spostarsi tra Pradaval e la stazione, il vicario del Questore, su indicazione del Questore, - ha spiegato l’assessora Zivelonghi - ha chiesto al comandante l'invio di tutto il personale disponibile nelle zone interessate. Il presidio è stato mantenuto fino alle 21. Gli agenti hanno operato alle dirette dipendenze del Funzionario di Pubblica Sicurezza, con funzioni ausiliarie: hanno garantito un presidio efficace, fermato un minorenne in corso Porta Nuova, controllato e identificato i minori in zona stazione, piazza Pradaval e piazza Bra, e assistito la Questura secondo le indicazioni ricevute.
La Polizia Locale non è forza di polizia. Il questore può chiederne l'ausilio, ma con le dovute cautele: il personale non è formato per gestire scontri e tafferugli e non dispone delle protezioni necessarie, come mostrano le riprese, dove l'equipaggiamento della Polizia di Stato era ben diverso.
Le situazioni sono state comunque gestite in modo efficace e con danni limitati, e non risultano feriti tra gli appartenenti alla Polizia Locale. L'amministrazione ha inoltre messo a disposizione l'intero apparato di videosorveglianza, usato sia per il monitoraggio in tempo reale sia per le indagini successive”.
Con l’approvazione della proposta di deliberazione n. 87/2026 (22 voti favorevoli) è stato approvato il Bilancio Consuntivo 2025 dell’Azienda speciale Agec.
“Questa sera il Consiglio comunale di Verona – ha spiegato l’assessore al Bilancio, Michele Bertucco delegato dal Sindaco Damiano Tommasi - è chiamato ad approvare il bilancio consuntivo 2025 di AGEC, un adempimento obbligatorio per legge, trattandosi di un'azienda speciale del Comune. Il bilancio si chiude con un utile, in crescita rispetto all'anno precedente, ma gli aspetti più rilevanti riguardano gli interventi realizzati nel corso del 2025 sul patrimonio”.
Grazie ai fondi del PNRR, infatti, sono stati completati gli interventi sulle case Azzolini, sul complesso di Tombetta e in via Volta. Un finanziamento del Comune ha inoltre consentito una serie di ripristini straordinari: sono stati recuperati più immobili e più appartamenti rispetto al passato, con un andamento positivo anche su questo fronte.
“Chiude in utile anche il settore delle farmacie, - ha proseguito Bertucco - nonostante un mutuo particolarmente gravoso sottoscritto nel 2008-2009, così come il comparto dei cimiteri. Chiude invece in perdita il settore ristorazione, eventi e musei. In un momento storico in cui l'emergenza casa è la più pressante per i Comuni, AGEC continua a svolgere un ruolo importante per l'Amministrazione e a mettere a disposizione sempre più alloggi per le famiglie più povere. Parliamo di edilizia residenziale sociale: interventi che permettono a famiglie con un reddito insufficiente di avere un tetto, e AGEC interviene spesso anche per risolvere le difficoltà abitative di tante famiglie veronesi.
Resta quindi centrale – ha concluso Bertucco - garantire ad AGEC entrate sufficienti per continuare a investire nel settore immobiliare, il suo ambito principale, e consentire così al Comune di dare risposte abitative alle famiglie più fragili della nostra comunità”.
DIBATTITO
Il consigliere Carlo Beghini del Pd ah evidenziato come “Il bilancio 2025 di AGEC si chiude con un utile di 207.000 euro, ma la vera domanda è quale ruolo vogliamo affidarle nei prossimi anni. La casa è il suo core business: 166 alloggi riattati e sfitti scesi da 497 a 487. Auspico che AGEC diventi braccio operativo dell'agenzia per l'abitare, capace di intercettare bandi e trasformarli in cantieri. Questo bilancio sia un punto di partenza.”
Il consigliere Antonio Benetti del Pd,ha sottolineato inoltre come “il core business di AGEC sono gli alloggi: le farmacie non ne fanno parte e creano confusione gestionale. La casa è un problema reale, soprattutto per la fascia grigia che non trova risposte nel mercato. Suggerisco di rinforzare la gestione tecnica di AGEC: solo con progetti già pronti potremo intercettare finanziamenti e bandi, come ha insegnato l'esperienza del PNRR.»
COMUNICAZIONI
La consigliera Maria Fiore Adami di Fratelli d’Italia ha ribadito al Sindaco l’assenza di comunicazioni in merito ai disordini verificatisi nei giorni scorsi. “Il primo cittadino ha il dovere, almeno morale, di dire "io ci sono, me ne sto occupando". Cito La Pira: quando la casa ha paura, il sindaco non tace, parla. Non si può lasciare che la gente si abitui e rinunci alla propria libertà.“»”
Il consigliere di Forza Italia, Luigi Pisa ha portato all’attenzione i lavori a Ponte Catena “che durano durano da sei mesi e nessuno sa quando finiranno. Le code nelle ore di punta sono intollerabili. Chiedo un vigile a regolare il traffico in quelle fasce: costa poco e risolve molto”.
Il consigliere Antonio Benetti del Pd ha riportato l’attenzione sui disordini, spostando la narrazione sulle “scuole, che con un comunicato unitario di tutti i sindacati, dicono che il dissenso si coltiva e la violenza no. La scuola è un presidio di legalità ed educazione. Chiedo al consiglio di fare propria la richiesta di non lasciare sole le scuole e di ribadire che la città rifiuta ogni intimidazione.»
Il consigliere Salvatore Papadia di Forza Italia è tornato a citare il sindaco: “ha avuto sei minuti per parlare, ma non ha pronunciato una condanna ferma dei fatti né espresso solidarietà alle forze dell'ordine”.