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Il Ministro Musumeci in visita alla sede della Protezione Civile con il Sindaco Tommasi

Visita alla sede logistica e operativa dei volontari. Il primo cittadino, nel ricordare il ruolo che Verona si è aggiudicata per il 2027, ha tenuto a sottolineare: «Il volontariato è un valore aggiunto per la comunità»
Data:

16/10/2026

Descrizione

Il Ministro Musumeci nel complimentarsi con la Protezione civile veronese che può contare su un nuovo piano approvato dall'Amministrazione nel 2025, ha tenuto a rimarcare quanto in Italia manchi ancora la cultura della prevenzione. All'incontro erano presenti anche l'europarlamentare Daniele Polato, gli onorevoli Ciro Maschio e Marco Padovani e il senatore Matteo Gelmetti.

Il sindaco Damiano Tommasi ha accompagnato il ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci, in visita alla sede logistica e operativa della Protezione Civile di Verona. La nostra è stata una delle prime città ad adottare un piano che risponde pienamente alle norme vigenti. L'amministrazione Tommasi lo ha infatti approvato nel 2025 sostituendo un testo risalente al lontano 2008, che aveva subito un solo aggiornamento nel 2010.

«Porto il mio saluto a tutti voi volontari – ha esordito il sindaco Damiano Tommasi – ringraziando anche il lavoro svolto fin qui dall'assessora alla Protezione Civile Stefania Zivelonghi, che tanta energia profonde nella gestione della vostra attività. Qui rappresentiamo il Comune di Verona, ma va detto che abbiamo anche una grande adesione volontaria da tutto il territorio provinciale. Non è un caso che l'anno prossimo Verona sia la Capitale del volontariato. Come sappiamo tutti, l'attività del volontariato è spesso poco quantificata nell'economia di una città e di un Paese - ha aggiunto il sindaco - Mentre siamo tutti consapevoli di quale valore aggiunto rappresenti per la nostra comunità. Purtroppo, come ha più volte ricordato l'assessora Zivelonghi, ce ne accorgiamo solo nell'emergenza.

Tengo però a sottolineare che come Comune due anni fa coinvolgendo le associazioni abbiamo promosso il servizio civile e messo in campo azioni di sensibilizzazione e formazione anche nelle scuole, in particolare tra i giovani e abbiamo tanti professionisti che mettono a disposizione le loro competenze».

Il comandante Luigi Altamura, dirigente della Protezione Civile ha ricordato che "il Piano comunale di Protezione Civile" (PCPC) serve a individuare i migliori modelli di comportamento in relazione ai rischi più probabili sul territorio e a formalizzare, prima che l'evento accada, le Procedure Operative Standard (P.O.S.) utili per organizzare persone, risorse e strumenti disponibili a livello locale". La prima responsabilità dei soccorsi in emergenza è infatti comunale: scopo del Piano è quindi stabilire «chi farà cosa, quando e come», per non trovarsi impreparati nel momento della crisi. Per fronteggiare i rischi ritenuti più probabili (trombe d'aria, terremoti, alluvioni, blackout, solo per citarne alcuni) sono state infatti individuate specifiche "matrici di intervento", che indicano le azioni da svolgere.

La Consulta della Protezione Civile del Comune di Verona conta su 500 volontari suddivisi in 18 associazioni ed è presieduta da Vittorio Piubello.

«In Italia manca la cultura della prevenzione - ha rimarcato il ministro Musumeci – continuiamo a costruire case sui letti dei fiumi tombati, nei campi alluvionali, ai piedi dei vulcani più pericolosi al mondo. Non puliamo gli alvei dei corsi d'acqua e non partecipiamo alle esercitazioni. Lo dico anche da giornalista: la stampa dedica ore di servizi alle tragedie, ma mai un quarto d'ora alla prevenzione in tempo di pace. Quando chiedo ai direttori di avviare una rubrica su come affrontare la montagna, i fiumi, i laghi, o su come adeguare la propria casa, mi rispondono che non c'è mercato. Così il ciclo si ripete: piangiamo i morti, indugiamo sul dolore dei familiari e dopo due giorni rimuoviamo la tragedia. È per questo che il vostro lavoro, e il nostro, è più difficile: dobbiamo prima aprire una breccia nel muro dell'indifferenza. Siamo tutti pronti nell'emergenza, ognuno nel proprio ruolo: allestiamo i campi, l'ospedale da campo, le cucine, portiamo il primo soccorso. Ma se ci pensassimo prima, non risparmieremmo dolore e danni? Invece ci affidiamo a ricostruzioni lunghe e costose».

E non è un caso che il Comune di Verona abbia lavorato per produrre il nuovo documento approvato nel 2025 che risponde in pieno ed è perfettamente aggiornato con le normative di più recente introduzione e anche con le tecniche di organizzazione e gestione dei rischi (ne sono stati valutati 15 per il Comune di Verona) di Protezione civile.

“Una delibera di estrema importanza – aveva spiegato a suo tempo l’assessora alla Protezione civile Stefania Zivelonghi ringraziando per l'impegno profuso il Comandante Altamura – divisa in tre parti, di cui una pubblica, una di cartografie e una privata, con tutti i riferimenti delle persone che saranno attivate a seconda del livello di rischio che andrà a presentarsi. Si tratta quindi di un testo molto tecnico, estremamente dettagliato, per il quale ringrazio a nome di tutta l'Amministrazione gli uffici che vi si sono dedicati e che hanno dato il loro contributo. Un ringraziamento particolare al dirigente della Protezione civile Luigi Altamura, per il suo contributo a questo prezioso lavoro, che ha richiesto un impegno durato diversi mesi. Questo Piano va a sostituire il precedente documento redatto nel 2008, su cui era stato effettuato un solo aggiornamento nel 2010”. 

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Ultimo aggiornamento: 20/10/2026 09:31

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