Descrizione
La campagna “Un’altra difesa è possibile”, promossa da Conferenza Nazionale Enti di Servizio Civile (CNESC), Rete Italiana Pace e Disarmo e Sbilanciamoci!, ha raggiunto il traguardo delle 50 mila sottoscrizioni necessarie per portare all'attenzione del Parlamento la Proposta di Legge di Iniziativa Popolare “Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della Difesa civile, non armata e non violenta”.
La proposta era stata depositata presso la Corte di cassazione il 16 marzo 2026 rappresentando un passo concreto verso la costituzione di un Dipartimento che indirizzi il contributo alla difesa civile con le proprie autonomie e modalità di lavoro delle varie componenti oggi esistenti tra cui il Servizio Civile, i Corpi Civili di pace, la Protezione Civile oltre a un ipotetico Istituto di ricerca su pace e Disarmo.
Il progetto prevede l'istituzione, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, di un Dipartimento della difesa civile, non armata e non violenta, con funzioni di indirizzo, coordinamento e attuazione delle politiche in materia. Al suo interno troverebbero collocazione e coordinamento strumenti già esistenti e nuove competenze: i Corpi civili di pace, destinati alla prevenzione dei conflitti, alla mediazione e all'assistenza nelle aree di crisi; un Istituto di ricerca per la pace e il disarmo; e un sistema di collaborazione con la Protezione civile, i Vigili del fuoco e il Servizio civile universale. La proposta individua, inoltre, un Fondo nazionale per la difesa civile, non armata e nonviolenta, finanziato attraverso gli stanziamenti statali e, secondo quanto previsto dal testo, anche attraverso la possibilità per ogni contribuente di destinare il 6 per mille della propria IRPEF, senza alcun onere aggiuntivo, a questa forma di difesa.
Le Amministrazioni Comunali venete firmatarie del presente comunicato, che già nel maggio scorso avevano espresso il proprio sostegno alla campagna, accolgono con soddisfazione il raggiungimento delle 50 mila firme e intendono rilanciare il proprio impegno affinché questa proposta possa ora trovare spazio nel dibattito parlamentare.
In questi mesi si sono impegnate a promuovere e divulgare questa proposta di Legge nei loro territori con l’idea che difendere una comunità significa anche prevenire i conflitti, proteggere la popolazione, rafforzare la coesione sociale, intervenire nelle crisi prima che degenerino in violenza, promuovere i diritti umani e costruire condizioni di pace.
Le città e i Comuni sono in prima linea nel garantire ogni giorno la sicurezza e la qualità della vita delle persone: attraverso i servizi sociali, la Protezione civile, il Servizio civile, le politiche educative, la gestione delle emergenze, la mediazione dei conflitti e la costruzione di comunità più coese.
Per questo riteniamo importante che anche il livello locale possa contribuire alla costruzione di una nuova cultura della sicurezza, nella quale la prevenzione, la solidarietà e la capacità di gestione non violenta dei conflitti siano riconosciute come strumenti di difesa della comunità.
Il raggiungimento delle 50 mila firme dimostra che esiste nel Paese una domanda forte di partecipazione e di confronto su quale debba essere oggi il significato della parola “difesa”. Ora chiediamo che questa voce possa arrivare in Parlamento.
“La resistenza oggi si chiama non violenza, la liberazione oggi si chiama disarmo”
Tutte le informazioni sulla campagna e sul testo della proposta di legge sono disponibili sul sito ufficiale: www.difesacivilenonviolenta.org
I Comuni del Veneto firmatari:
Comune di Padova Assessora Francesca Benciolini; Comune di Abano Terme (Pd) Assessora Michela Allocca; Comune di Monselice (Pd) Consigliera Monica Buson; Comune di Ponte San Nicolò (Pd) Sindaco Gabriele De Boni, Consigliera Catia Zoppello; Comune di Selvazzano Dentro (Pd) Sindaco Claudio Piron, Assessora Laura Rossi,
Comune di Camponogara (Ve) Sindaco Antonio Fusato e Vicesindaca Vania Trolese; Comune di Mira (Ve) Sindaco Marco Dori e Assessora Irene Salieri;
Comune di Verona Assessore Jacopo Buffolo;
Comune di Vicenza Assessore Giovanni Selmo; Comune di Caltrano (Vi) Sindaco Alberto Dal Santo; Comune di Carrè (Vi) Sindaco Valentina Maculan; Comune di Chiuppano (Vi) Sindaco Andrea Segalla; Comune di Longare Sindaco Matteo Zennaro e Consigliere Francesco Berno; Comune di Marano Vicentino (Vi) Sindaco Marco Guzzonato; Comune di Monticello Conte Otto (Vi) Sindaca Gilberta Pezzin; Comune di Santorso (Vi) Sindaco Giorgio Baù, Assessora Francesca Doppio; Comune di Thiene (Vi) Sindaco Gianantonio Michelusi; Comune di Piovene Rocchette (Vi) Sindaco Renato Grotto; Comune di Valli del Pasubio (Vi) Sindaco Gianvalerio Piva; Comune di Zugliano (Vi) Sindaco Sandro Maculan
Firma ancora:
si può continuare a firmare la proposta per dare ancora più forza politica al testo che sarà discusso in Parlamento
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