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2 - Verona città sostenibile (dal Documento Preliminare al PAT) - Dicembre 2004

Descrizione della sostenibilità e trasformazioni dell'organismo urbano promosse e disciplinate dal nuovo strumento urbanistico
Data:

17/02/2026

Tempo di lettura:

1 min

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Descrizione

L'attenzione ai temi della sostenibilità delle trasformazioni dell'organismo urbano promosse e disciplinate dal nuovo strumento urbanistico verrà interpretata dal Piano di Assetto del Territorio della Città di Verona nella più vasta accezione che considera la sostenibilità ambientale, economica e sociale e vi include anche la nozione di vivibilità.
Una città plurifunzionale come Verona, per continuare ad essere tale, deve incrementare la qualità dei processi che stanno alla base del suo sviluppo: non si tratta solo di processi organizzativi, economici e sociali, ma anche di quelli territoriali. Parallelamente, uno sviluppo qualitativo, e non solo quantitativo, richiede l'uso attento delle risorse: ambientali, energetiche, urbane, in quanto l'uso di risorse non riproducibili come quelle territoriali impone che si fissino oggi criteri di selezione, anche drastici, degli utilizzi possibili e delle quantità ammissibili nel consumo delle risorse ambientali.

Una città orientata allo sviluppo deve pensare anche alle strategie di sviluppo fisico e riflettere su quale forma assumere: quella di una città compatta che intensifica l'utilizzo del suolo già edificato, piuttosto che di una città estesa che cresce per diffusione insediativa, o, ancora, di una città decentrata che affida alla creazione di nuovi nuclei urbani esterni il futuro sviluppo.
Si impone una riflessione su quella che già oggi è un'emergenza e che domani, forse, diventerà la principale sfida dei sistemi urbani: il sistema della mobilità.
A questi nuclei tematici si coniuga un altro tema di riflessione, relativo agli strumenti attuativi. In un'ottica di lungo periodo i progetti del Piano Strategico si raccordano con quelli del piano urbanistico, del piano territoriale provinciale, specie in materia di infrastrutture di viabilità e trasporti, di  Agenda 21, per quanto riguarda i temi della sostenibilità ambientale. Si tratta di organizzare la connettività tra strumenti e attori territoriali relativamente autonomi, nell'ottica della rete e della cooperazione costante tra livelli diversi.

Le azioni urbanistiche della città metropolitana si uniformeranno alle scelte di sviluppo sostenibile, mediante strumenti urbanistici basati sulla sostenibilità ambientale, sulla valutazione ambientale strategica e sulla incorporazione degli imperativi ambientali nei dimensionamenti e nelle destinazioni delle aree, a partire da quelle dismesse.

Il trasporto urbano dovrà costituire un asse fondamentale della pianificazione futura.
Questo tema parte dalla constatazione della percezione di una "città soffocata", mentre i desideri emersi riguardano una città dove si viva bene, dove sia tutelato il verde e dove si realizzi un risparmio energetico.
Il tema del trasporto pubblico metropolitano appare quindi condiviso da tutti, e questo progetto beneficerebbe di una grande condivisione tra i cittadini.
Un piano per il trasporto pubblico metropolitano pertanto s'impone, nella misura in cui già oggi Verona e' città con una mobilità da 500.000 abitanti e con previsioni di crescita demografica nei comuni metropolitani, anche se questa dimensione non ha ancora una piena percezione ed un riconoscimento istituzionale. Occorre quindi che il PAT progetti un sistema di trasporti pubblici come rete metropolitana, di cui la progettata tranvia sia solo l'inizio. Esso richiederà un adeguato progetto finanziario che usi tutte le fonti possibili di finanziamento. Questa rete rappresenterà il sistema metropolitano del trasporto pubblico al 2020.
Inoltre, per quanto riguarda la città di Verona come per molte altre città europee, vanno sviluppati piani di city logistics, che consistono nel ridisegno della circolazione delle merci nei centri urbani. L'obiettivo e' di ridurre il traffico veicolare individuando punti di raccolta delle merci (transit points), con forti vantaggi di riduzione della congestione, che e' un bene pubblico per tutti, ma anche di riduzione dei costi per i singoli utenti economici (commercianti, terziario, etc.). Esso sarà accompagnato da un piano dei parcheggi a servizio della movimentazione e della distribuzione intelligente.
La sostenibilità ambientale di una città come Verona si gioca strategicamente sulla creazione di un "sistema di parchi urbani" e un "sistema verde" dell'area metropolitana, in un'ottica che metta in relazione i parchi urbani e periurbani, le colline come parco della città, ed il paesaggio agrario.
Il sistema verde si inserisce in una città che non ha un solo centro, ma un centro con altri centri a corona (green belts).
Esistono a questo scopo aree disponibili, sia pubbliche che private di proprietà di imprese agricole, su cui le associazioni dei coltivatori dichiarano piena disponibilità. I piani di attenzione ambientale dei comuni, i vincoli a grandi aree verdi, la contrarietà a piani di escavazione, etc. sono una realtà essenziale per le strategie dell'intera città metropolitana. Il coordinamento dei sindaci della città metropolitana ha già espresso pienamente il consenso su queste linee.

A partire dalla ricognizione delle criticità accertate nel territorio veronese in senso stretto il nuovo strumento urbanistico dovrà configurare una serie di azioni atte a superare tali criticità, evitando nel frattempo di generare a sua volta nuove condizioni di criticità e garantendo così un bilancio ambientale positivo.
I temi che sembrano riguardare le maggiori criticità ambientali presenti nel territorio comunale di Verona e direttamente interagenti con le decisioni del PAT sono:
- lo stato della rete fognaria che risulta essere carente in porzioni significative del territorio urbanizzato; questa situazione interessa anche porzioni del territorio rurale;
- la insufficiente dotazione di aree verdi e in particolare l'assenza di aree configurabili come Parchi Urbani propriamente detti;
- la situazione, le tendenze e le prospettive di congestione della rete viaria urbana con conseguenti effetti in termini di esposizione della popolazione al rumore e alle emissioni inquinanti, oltre che in termini di sicurezza;
- l'esigenza di sottoporre a operazioni di bonifica le porzioni di suoli interessati da previsioni di trasformazione in ambiti di origine industriale.
Nei confronti di queste criticità il Piano indirizzerà le proprie azioni, all'interno di una strategia di sviluppo urbano che ha già assunto come orientamento la prevalenza delle operazioni di riqualificazione della città costruita rispetto a quelle che comportano ulteriori estensioni del territorio urbanizzato con conseguente diminuzione degli ambienti agricoli e naturali che lo circondano.
Alla manovra sulla riqualificazione urbana possono essere direttamente o indirettamente ricondotte le prospettive per la risoluzione dei principali nodi problematici individuati.
Direttamente quelli relativi alla riorganizzazione della rete fognaria ed alla bonifica dei suoli, temi che interessano in misura cospicua le aree coinvolte nelle previsioni di riqualificazione ed i cui oneri dovranno rientrare nel bilancio delle trasformazioni stesse.
Indirettamente quelli relativi alla costruzione di un adeguato patrimonio di aree verdi ed alla soluzione delle criticità connesse allo sviluppo della mobilità urbana attraverso la realizzazione di sistemi di trasporto rapido di massa strettamente integrati alle previsioni di trasformazione. Opzioni che dovranno trarre alimento, in diversa misura, dalle manovre perequative e di concorso alla infrastrutturazione sostenibile della Città che le trasformazioni messe in campo dall'opera di riqualificazione urbana si dovranno far carico di realizzare.

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Ultimo aggiornamento: 20/02/2026 12:10

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