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3 - Verona: quale città? (dal Documento Preliminare al PAT) - Dicembre 2004

Prospettive di sviluppo dell'area metropolitana veronese, basata sull’idea di una rete che unisce nodi urbani di diverse dimensioni tra loro complementari
Data:

17/02/2026

Tempo di lettura:

1 min

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Descrizione

Con i lavori di pianificazione strategica Verona vuole aprire una nuova prospettiva, in cui la città riconosce e conserva la propria posizione di città metropolitana, sviluppa il suo ruolo di guida verso lo sviluppo sostenibile del territorio, avvia forme di concertazione con la grande conurbazione che la circonda. E nell’ambito di questa prospettiva, Verona si propone di raggiungere principalmente i seguenti obiettivi:

  • realizzare uno sviluppo governato del territorio con la consapevolezza che questo non significa solo fissare regole nell’uso del suolo, ma anche considerare che le scelte di ciascun attore sono tessere di un puzzle complesso all’interno di un disegno unitario;
  • affrontare su scala metropolitana le importanti scelte relative a: trasporti pubblici e delle merci, organizzazione del verde, azioni urbanistiche, difesa e valorizzazione del patrimonio delle risorse ambientali ed energetiche.

Verona, quindi, punta alla creazione di un’area metropolitana di nuova generazione, non più basata su dinamiche centro-periferia, ma sull’idea di una rete che unisce nodi urbani di diverse dimensioni tra loro complementari.

Al 2020 Verona si presenta come una città metropolitana “reticolare”, collegata in rete con i centri vicini intorno a una dimensione complessiva di circa 500.000 abitanti, che ha saputo mantenere un’identità forte e coesa, crescendo per alleanze, più che per annessioni o eccessive densificazioni.

Il sistema metropolitano si articolerà in:

  • un centro storico ancora pienamente vitale, soprattutto di servizi alle persone, di “terziario per il secondario”, di sedi direzionali della finanza, della fruizione culturale, di commercio e artigianato selezionato, di nuovi mestieri ad elevato contenuto di design e tecnologie; una parte importante del centro, ma anche alcune aree metropolitane a sud, sono destinate all’Università ed alle installazioni per la ricerca, all’offerta museale e ricreativa ed a grandi parchi urbani; alcuni quartieri hanno raggiunto un buon mix socio-demografico che ha evitato la formazione di ghetti; il sistema scolastico e formativo ha fruito di forti investimenti di riqualificazione;
  • alcune grandi installazioni logistiche a sud, coordinate in ottica di distretto logistico multimodale, rendono Verona un vero e proprio snodo logistico a forte contenuto di servizi avanzati; un quartiere fieristico di dimensioni competitive a livello europeo con fiere come Monaco e Lione, con forti integrazioni a monte e a valle, e pienamente competitivo con Milano e Bologna; tra logistica intermodale e Fiera sono nate nel frattempo integrazioni anche di tipo organizzativo, sviluppando insieme un “meta-distretto” che ospita piccole imprese di “servizi della conoscenza” in forte sinergia con l’Università di Verona; si sono però evitati eccessivi carichi insediativi e infrastrutturali nell’area sud, in particolare resistendo alla fortissima domanda di edificazione, riutilizzando le aree industriali dismesse, bloccando ogni sviluppo di nuovi centri commerciali nell’hinterland, limitando e concentrando tutti gli insediamenti produttivi e terziari e riordinando la viabilità; sviluppando un’accorta politica di incentivi alla delocalizzazione e in definitiva resistendo all’aggressione logistica che minaccia l’intero territorio veronese;
  • un polo finanziario che si mantiene radicato nel contesto veronese ma che guarda e “parla” a scala europea; condizione di ciò e’ uno sviluppo di saperi e di alta formazione nel settore della finanza innovativa, della consulenza e dei servizi finanziari, ed una adeguata strutturazione di un polo bancario in città anche dal punto di vista immobiliare;
  • una sistema di nuove centralità metropolitane, e in particolare una vera “porta” ad est verso Vicenza, riconoscendo così all’attuale continuum urbano, una dignità di funzioni metropolitane pregiate, la cui localizzazione e’ decisa con scelte coordinate e integrando le nuove centralità alla città, mediante un sistema metropolitano di trasporti che riduce il traffico veicolare e l’inquinamento anche nella prima cintura veronese e non solo nel centro;
  • un grande sistema verde in grado di ricucire tutto il patrimonio naturale dell’area, i parchi urbani e periurbani, la collina e, in particolare, le aree di riserva a nord-ovest (montagna e Lago di Garda);
  • un sistema integrato di valori culturali, che va da Trento a Mantova e da Brescia a Vicenza, facendo perno su Verona e includendo alcune aree di pregio prossime alla città, da Sommacampagna a Villafranca a S. Martino, che ospiteranno sistemi ambientali e culturali diffusi; l’intero sistema culturale, museale e ricreativo sarà pensato, progettato e gestito in modi integrati fino a rappresentare un unico “percorso” inter-città; esso avrà raggiunto dimensioni paragonabili al polo veneziano e avra’ una forza di attrazione per l’intera regione; a questo scopo saranno ripensati i sistemi di incoming (di trasporto da, per e all’interno della città), a partire dal sistema ferroviario – che garantirà un uso permanente ed integrato del nuovo sistema – e da quello aeroportuale, correggendo in modo radicale la stagionalità dei flussi turistici; l’intero sistema della ricettività alberghiera sarà riqualificato;
  • a partire dalla integrazione delle funzioni logistiche, culturali, turistiche, Verona sarà quindi un nodo-chiave dei forti collegamenti sovra-regionali delle quattro regioni (Veneto, Lombardia, Trentino, Emilia Romagna) che configurano una nuova “metacittà”, la cui governance sarà assicurata da una permanente cooperazione interistituzionale;
  • selettive relazioni saranno sviluppate con Monaco e con l’Est Europeo, dato che il sistema a pettine dei corridoi intermodali europei favorisce in Verona una funzione di snodo; il sistema delle relazioni comprenderà la presenza di poli veronesi intelligenti (Fiere, distretti industriali, logistica) in alcuni Paesi dell’Est;
  • Verona avrà ulteriormente realizzato un rafforzamento delle attuali vocazioni agro-industriali confermandosi come uno dei poli europei non solo della produzione, ma della ricerca e della logistica agroalimentare e puntando sulla qualità e sull’innovazione nei e tra i settori cosiddetti maturi;
  • alcuni centri di eccellenza nella ricerca si sono sviluppati, sia nei settori della sanità, delle scienze della vita e delle scienze dell’alimentazione, sia anche nelle discipline della gestione aziendale dei processi di delocalizzazione, della progettazione culturale e del terzo settore.

Il Piano di Assetto del Territorio dovrà favorire ed orientare la regolazione dello sviluppo territoriale, contribuendo alla realizzazione di tali scenari.

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 20/02/2026 12:13

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